InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Parola all'esperto

In materia di rifiuti
non ci sono regole fisse


«Si deve intervenire con un nuovo termovalorizzatore che dia le stesse garanzie di affidabilità tecnologica e di elevate prestazioni ambientali dell'unico esistente in Campania». Così si è pronunciato sulla questione rifiuti Umberto Arena, ingegnere chimico e professore ordinario di Impianti Chimici presso l'Universita` della Campania "Luigi Vanvitelli". Lo stop per manutenzione del termovalorizzatore di Acerra previsto nel 2019 ha riacceso la polemica contrapponendo i favorevoli alla costruzione di nuovi impianti a quanti ne sottolineano l'inutilità. Nel secondo numero di Inchiostro viene dato spazio ai promotori del sì, tra cui proprio il professor Arena.

Professore, c'è una parte della politica che grida all'emergenza e un'altra che dice di non creare allarmismi inutili. Qual è il suo parere di esperto in merito alla situazione campana?

Il Termovalorizzatore (TMV) di Acerra non può gestire da solo i rifiuti residuali della regione. Difatti, per gran parte sono portati all'estero, gravando oltremodo sulle tasche dei campani. Sulla base del Rapporto Rifiuti Urbani 2017 dell'ISPRA la Campania produce 450 kg/(ab*anno), cioè 2.627.865 tonnellate all'anno. La Raccolta Differenziata (RD) ha raggiunto nel 2016 il 51,6% - appena al di sotto della media italiana del 52.5% - raccogliendo quindi 1.355.068 tonnellate/anno. Anche presupponendo che la RD non produca scarti - in realtà oltre il 40% diventa scarto nelle fasi di selezione e riciclo - i rifiuti residuali alla RD sono 1.272.797 t/a. Dato che il TMV di Acerra tratta 715.000 t/a, se ne ricava che si occupa soltanto del 56,2% di tali rifiuti.

Cosa propone di fare? Pensa anche lei che bisogna costruire nuovi termovalorizzatori sul modello di quelli di Copenaghen e Vienna?

C'è una componente residuale di rifiuti che non può essere smaltita in alcun modo. Non vedo altre soluzioni se non costruire nuovi termovalorizzatori. Tanto più che la Cina non accetta più i nostri scarti. Secondo me i modelli stranieri non servono. Il TMV di Acerra è tra i migliori del mondo, con le emissioni più basse tra tutti i termovalorizzatori italiani ed europei. Le emissioni di diossina sono 0,00047 ng/Nm3, cioè più basse del 2% del limite autorizzato di 0,025 ng/Nm3, che è il più basso di Europa. E quelle di mercurio sono 0,00154 mg/Nm3, cioè più basse dell'8% del limite autorizzato di 0,02 mg/Nm3.

Uno studio ha confrontato tutte le emissioni in Campania. Quelle del TMV sono sempre sotto l'1%. Nel frattempo non vedo cortei contro il traffico urbano, il riscaldamento o il porto e aeroporto, che contribuiscono per il restante 99%.

Tuttavia, secondo le direttive dell'UE il termovalorizzatore dovrebbe essere la penultima spiaggia a cui ricorrere. Non rischiamo di fare passi indietro anziché avvicinarci agli obiettivi del 2030?

La gerarchia dei rifiuti non è una regola rigida da applicare, con "prime posizioni" o "penultime spiagge". Altrimenti Francia, Olanda, Svezia, Germania e Danimarca sarebbero tutte in procedura di infrazione. La gerarchia indica l'ordine delle tecnologie da usare quando possibile. Riassumendo, le fasi sono queste: prevenzione, riuso, riciclo, recupero di energia e discarica. I giornali continuano a parlare solo degli obiettivi di RD, ma bisogna chiarire alcuni punti. Gli scarti della RD sono altissimi. In alcune province campane arrivano oltre il 50%, a cui poi si aggiungono quelli del riciclo. Inoltre, non tutti i rifiuti sono riciclabili e nessuno è riciclabile infinite volte. Più cresce la complicazione dei nostri beni di consumo e più aumentano le difficoltà delle operazioni di riciclo. Un sistema di gestione sostenibile deve disporre in maniera bilanciata di tutti i sistemi di trattamento, perché l'unico obiettivo è la protezione dell'ambiente, e non l'aumento della RD.

Titti Pentangelo

[5.12.2018 - 14:00]



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