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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Gilet Gialli

L'ondata di protesta
coinvolge altri Stati


In Francia sembra essere esploso un nuovo Maggio francese. Quella che era nata come una protesta contro una nuova tassa, si è trasformata in una reazione contro il potere. Anche questa volta, come in quel fatidico 1968, sono scesi in piazza lavoratori, movimenti femministi e studenti. Uno scontento nei confronti della Presidenza Macron che ha contagiato ogni strato della popolazione, causando decine di scontri, centinaia di feriti e otto morti. Proprio per questo il governo francese non è stato ancora in grado di placare le proteste e lo scontento popolare. Non sono bastati il discorso di Macron in diretta televisiva e le promesse di riforme. Il Presidente ha deciso di ritirare l'ecotassa sul gasolio, imposta incriminata che ha scatenato le proteste, e promesso la non tassazione del lavoro straordinario, lo stop del prelievo fiscale sulle pensioni inferiori ai duemila euro e un aumento del salario minimo di cento euro che, ha fatto sapere ieri il premier Edouard Philippe, entrerà in vigore dal prossimo febbraio. Tutto inutile, nonostante i tentativi di mediazione, il gradimento dell'inquilino dell'Eliseo continua a essere basso, per la precisione ai minimi storici dalla sua elezione.

Come se non bastasse sembra che questa ondata di proteste stia contagiando anche altri stati europei. Nei giorni scorsi sono scesi in piazza cittadini inglesi che, indossando i gilet gialli, hanno chiesto un nuovo referendum per la Brexit. In Ungheria si è sollevato lo scontento per la riforma del lavoro del premier Viktor Orban e in Spagna i cittadini stanno marciando per chiedere un aumento della pensione minima.

Eppure un mese fa, quando sono partite le prime proteste, nessuno in Francia e in Europa si aspettava un'eco così ampia per questo movimento dei gilet jaunes, nome preso dal giubbino catarifrangente che i manifestanti sono soliti indossare.

Questo weekend i gilet gialli sono tornati a protestare per il quinto sabato di fila. Una nuova ondata di cortei e scontri ha sconvolto una Parigi blindata. I manifestanti, dopo essersi riversati sugli Champs-Elysées, hanno sfondato i cordoni imposti dalla polizia. La folla ha raggiunto la piazza dell'Opera ma non è riuscita ad arrivare di fronte all'Eliseo. Ci sono state altre due vittime, entrambe donne. La prima, di 44 anni, è rimasta coinvolta in un incidente motociclistico appena fuori Parigi. La seconda vittima è stata colpita da un altro incidente mortale, avvenuto quasi al confine con il Belgio. Nella giornata di sabato tre ragazze vestite da Marianne, simbolo della Repubblica francese, hanno protestato stando immobili di fronte alla polizia a petto nudo, nonostante il freddo. I media francesi hanno comunicato che si trattava di un'istallazione ad opera dell'artista lussemburghese Deborah de Robertis.

Bianca Damato

[18.12.2018 - 14:41]



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