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Nuovo allarme

L'emergenza sociale
dei teenager bevitori


Sembra che al Sud sia in corso una vera e propria "emergenza alcool". Vittime di questo fenomeno sono i neo-teenager, ragazzi dai dodici ai quattordici anni che, ogni sabato, vengono ricoverati in ospedale con i sintomi di intossicazione da superalcolici. I numeri sono impietosi: al Cardarelli di Napoli si registrano circa quaranta ricoveri ogni mese. La situazione è simile anche nei nosocomi delle città calabresi di Cosenza e Catanzaro. Per strappare al coma etilico questi adolescenti, sono necessarie tempestive iniezioni di Nalorez o flebo di soluzione glucosata. Sono gli operatori del 118 a trovarli accasciati sul ciglio della strada, dopo i troppi shottini di rum e pera, i cocktail a base di vodka, i bicchieri di whisky on the rocks e i cicchetti di tequila sale e limone.

Si beve per noia, perché ci si vuole sentire adulti o perché, al contrario, ci si vuole dimenticare degli impegni scolastici, sperando di risvegliarsi nel proprio letto, non su una brandina di pronto soccorso. Dai baretti del quartiere Chiaia a Napoli a piazza Santa Teresa a Cosenza, ogni weekend, comitive di giovani si avventurano in tour di binge drinking (bevute compulsive) le cui conseguenze sono devastanti per la salute, soprattutto perché l'etanolo rallenta il fisiologico sviluppo celebrale che prosegue circa fino al diciottesimo anno di età. Sul sito della Fondazione Veronesi sono spiegati i principali rischi legati all'abuso di alcolici: aumento di peso, deficit cognitivi e una maggiore incidenza di cancro al fegato. Senza dimenticare che l'alcool è la prima causa di incidenti stradali mortali, perché mettersi alla guida in stato di ubriachezza abbassa la percezione del rischio e il controllo su se stessi.

E i referenti delle principali Asl campane e calabresi si chiedono se, per risolvere questa emergenza sociale, non siano necessari corsi di sensibilizzazione nelle scuole. A mancare, infatti, sembra essere il dialogo tra generazioni: nelle corsie di pronto soccorso si vedono sempre più genitori increduli e sconsolati che non hanno saputo rendersi conto dei disagi dei propri figli. Per molti teenager, l'alcool diventa una porta d'accesso a un mondo segreto che sembra privo di pressioni e di regole. Fino a quando il coma etilico non rende impossibile tornare alla realtà, come è successo ad Antonio Marra, il ventunenne deceduto a Positano lo scorso aprile, dopo una notte di bagordi in discoteca.

Michela Curcio

[8.1.2019 - 20:06]



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