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Calcio

Napoli saluta Marek Hamsik


Il Napoli chiude definitivamente con il suo passato per l'imminente trasferimento in Cina di Marek Hamsik. Si parla di più di 20 milioni al Napoli ed 8 milioni di ingaggio al calciatore, cifre irrinunciabili per un atleta giunto ormai agli ultimi anni di carriera.

Un addio arrivato in modo tanto inaspettato da non poter essere nemmeno celebrato ieri dallo stadio, che altrimenti sarebbe stato pieno fino all'orlo per salutare il suo capitano. Ma probabilmente proprio Hamsik desiderava un epilogo silenzioso, un'uscita sobria e tranquilla per lo sportivo più amato dalla città dopo Maradona.

D'altronde si tratta di un giocatore contraddittorio in ogni suo tratto: tanto ribelle nell'aspetto quanto ordinato e perfetto nei suoi movimenti e nel suo carattere. Mai una lamentela, mai una parola fuori posto in un calcio moderno in cui sono frequenti i "mal di pancia" dei calciatori alla ricerca di nuovi contratti e trofei: il suo addio nel silenzio rispecchia perfettamente il suo carattere.

I numeri di Hamsik parlano da soli: 520 presenze totali e 121 gol complessivi in 12 anni di militanza nel Napoli. Statistiche che includono anche i record di presenze e gol in Europa. L'unico record che, purtroppo, non riuscirà a superare è il numero di gol in Serie A: ne ha segnati 100 ed è rimasto a soli due gol dall'ultima classifica ancora non dominata.

Prelevato dal Brescia nel 2007 proprio dopo aver segnato contro il suo futuro club, Hamsik fu subito "incoronato" dal campione Pavel Nedved come suo successore. Una responsabilità non da poco che, probabilmente, solo nei big match non è stata onorata, in quanto l'unico difetto di Marek è stato, da sempre, la poca incisività nei momenti cruciali del campionato. Scelse la maglia numero 17 per ricordare la partita nelle giovanili dello Slovan Bratislava in cui segnò appunto 17 gol, un record ancora imbattuto in Slovacchia. Oggi si discute se ritirarla.

Hamsik è anche l'ultimo testimone della storia degli azzurri post-fallimento: da squadra neopromossa in Serie A con Lavezzi, Bucchi e Zalayeta, è passato ad assistere Denis e Quagliarella, finendo con le magie di Cavani, Higuain e di Insigne. Quest'ultimo adesso ha ufficialmente ereditato il pesantissimo ruolo di uomo-simbolo del Napoli.

Parlare dei pochi trofei vinti da Hamsik è un'offesa nei confronti di uno degli ultimi calciatori ancora in attività che insegnano lo spirito genuino dello sport. Il legame di Marek verso la maglia del Napoli è sempre andato "al di là del risultato", per citare uno slogan famoso fra tante tifoserie.

Senz'altro la bacheca è poco generosa per un calciatore che avrebbe potuto alzare tanti trofei da protagonista con Milan, Juventus e Manchester, solo per citare alcuni dei pretendenti rifiutati. Ma tutte le offerte milionarie sono sempre state rispedite al mittente. D'altronde, per un vero amante dello sport, vincere non è assolutamente "l'unica cosa che conta", come recita invece un altro famoso slogan: la vera vittoria è stata rappresentare, da straniero, i sentimenti di una città intera alla ricerca disperata di un riscatto sociale e sportivo.

Un insegnamento che Hamsik ha imparato quando, per mezzi insufficienti o per situazioni avverse, nel Napoli non è mai stato possibile alzare tanti trofei. Nonostante tutto, la tifoseria non ha mai smesso di acclamare il suo capitano in ogni partita: un privilegio che nelle squadre più blasonate non capita a tanti.

L'ultima offerta ricevuta dal calciatore, prima di quella che lo consegnerà al Dalian, è arrivata sempre dalla Cina nel 2017. Anche in quel caso fu rifiutata per seguire il sogno di uno scudetto, che sarebbe stato il giusto premio per una carriera votata al sacrificio e all'amore verso la città.

I tifosi porteranno nella memoria decine di gol storici che, da soli, hanno consacrato il capitano degli azzurri nella Storia: dalla doppietta nel leggendario 2-3 contro la Juventus alla galoppata a tutto campo contro il Milan di Ancelotti, senza dimenticare l'urlo nel gol-vittoria della Coppa Italia 2011-12, che consegnò il primo trofeo nella storia del Napoli dopo Maradona.

Hamsik non lascia eredi. Anzi, lascia il Napoli impreparato e con un vuoto tecnico rilevante: se n'è andato un uomo fondamentale per lo scacchiere di Ancelotti, nonostante il tecnico abbia dichiarato di "poterlo sostituire agevolmente".

Così, dopo l'ingenerosa uscita dalla Champions, senza la possibilità di giocarsi lo scudetto e con l'inaspettata uscita dalla Coppa Italia, il Napoli conclude il suo harakiri stagionale cedendo il suo uomo-squadra senza trovare subito un sostituto. D'altronde, per la squadra di De Laurentiis, è parso evidente che è impossibile competere per lo scudetto anche nei futuri campionati, salvo imprevedibili stravolgimenti nello strapotere della Juventus.

Probabilmente la società ha deciso di rifondare il progetto tecnico in attesa di ulteriori addii a giugno, con la cessione di qualcuno fra Mertens, Callejon, Albiol o altri "senatori". Ed adesso, per salvare la stagione, rimane solo l'Europa League.

Federico Norberto Quagliuolo

[3.2.2019 - 18:09]



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