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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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#WomenInScience

La giornata delle donne nella scienza
Studio e ricerca, storie al femminile


Rita Levi Montalcini, Marie Curie, Gertrude Belle Elion, Elizabeth H.Blackburn e Margherita Hack. Nomi di donne che hanno fatto la storia delle scienze. Ad ognuna di loro siamo debitori di scoperte scientifiche e tecnologiche di cui oggi non potremmo fare a meno. Si celebra l'11 febbraio, la giornata delle donne e delle ragazze nella scienza. Istituita nel 2015 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e patrocinata dall'Unesco, nasce per incentivare e "promuovere la piena ed equa partecipazione di donne e ragazze nelle scienze, in materia di istruzione, formazione, occupazione e processi decisionali".

Tanti gli incontri e gli eventi per tutta Italia, in particolar modo negli atenei. La rete partecipa con #WomenInScience, un modo per raccogliere nei vari social e canali, testimonianze e storie di donne che tra laboratori e aule studiano e combattono contro ogni pregiudizio e discriminazione portando avanti le proprie passioni e ricerche.

Il tema proposto per il 2019 è l'investimento sulle donne nella scienza per una crescita inclusiva e rispettosa dell'ambiente. Testimonial d'eccezione, due giovani attiviste contro i cambiamenti climatici: la svedese Greta Thunberg e la sudafricana Kiara Nirghin. La quindicenne svedese dallo scorso agosto è in "scipero scolastico per il clima". Ogni venerdì infatti salta la scuola e si reca davanti al Riksdag, parlamento svedese, per protestare con un cartello contro il cambiamento climatico. La sua protesta si è poi spostata sui social diventando globale e virale con l'hashtag #fridayforfuture e sensibilizzando persone di tutto il mondo. La seconda, invece, a soli sedici anni si è aggiudicata l'edizione 2016 del Google Science Faire, il premio Google dedicato ai giovani scienziati di tutto il mondo con la creazione di un materiale, fatto di bucce d'arancia e olio di avocado, che trattiene l'acqua nel sottosuolo dei campi. Un'importante scoperta contro la siccità.

Ancora molti gli stereotipi di genere che frenano l'accesso delle donne alle materie scientifiche e alla ricerca. In tutto il mondo, nonostante gli sforzi messi in campo negli ultimi 15 anni, soltanto il 30% delle studentesse sceglie di intraprendere gli studi nelle cosiddette discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) stando a quanto emerge dai dati UNESCO. Non va meglio nella ricerca dove non si raggiunge nemmeno il 30% dei ricercatori donna. Ci vorranno almeno altri 108 per colmare il divario di genere nel mondo delle scienze e per sfondare il cosiddetto 'soffitto di cristallo' che impedisce a scienziate preparate e competenti, come e talvolta più dei colleghi uomini, di raggiungere posti apicali e realizzarsi a pieno, denuncia il Global Gender Gap Report 2018 realizzato dal World Economic Forum.

«Vogliamo incoraggiare una nuova generazione di donne scienziate, per affrontare le principali sfide del nostro tempo», scrivono in un messaggio congiunto, Audrey Azoulay, direttore generale dell'Unesco, sia da Phumzile Mlambo-Ngcuka, direttore esecutivo di Onu Women. «Sfruttando - continuano - la creatività e l'innovazione di tutte le donne e ragazze nella scienza, e investendo adeguatamente in educazione, ricerca e sviluppo abbiamo un'opportunità senza precedenti di sfruttare il potenziale della quarta rivoluzione industriale a beneficio della società».

Valentina Ersilia Matrascia

[11.2.2019 - 12:09]



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