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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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Disastro aereo

Suor Orsola ricorderà
l'archeologo Tusa


È stata ritrovata la scatola nera del Boeing 737 della compagnia Ethiopian Airlines precipitato ieri dopo soli sei minuti dal decollo. Tutte le 157 persone a bordo, fra cui 8 italiani, hanno perso la vita.

Con l'analisi della scatola nera sarà possibile ricostruire i minuti di volo e comprendere le cause dell'incidente. In via precauzionale sia la Cina che l'Etiopia hanno bloccato le partenze degli stessi velivoli. Un aereo simile era già stato coinvolto in un altro incidente 5 mesi fa in indonesia.

Fra i passeggeri del Boing 3 volontari della Onlus Africa tremila, fra cui il presidente dell'associazione Carlo Spini, la moglie Gabriella Vigiani, i due, ha raccontato il figlio, "fcevano del bene in silenzio". Fra le altre vittime il tesoriere Matteo Ravasio e due dipendenti dell'Onu. Il ministro degli Affari Esteri, Enzo Moavero Milanesi ha espresso cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime. E, ha assicurato che la Farnesina fornirà assistenza alle autorità etiopi, intanto la Procura di Roma ha aperto un'indagine.

E c'era anche Sebastiano Tusa, archeologo e professore all'università Suor Orsola Benincasa di Napoli, che si stava recando in Kenia per conto dell'Unesco.

Tusa con Napoli e la Campania aveva un legame speciale come raccontano i suoi ex studenti e i tanti colleghi della Facoltà di Lettere del Suor Orsola dove dal 2000 insegnava Paletnologia all'interno di Corsi di laurea, Scuole di Specializzazione e Master nel settore dei beni culturali. Ma nelle aule del Suor Orsola per tutti era soprattutto 'l'archeologo del mare'. "Le sue lezioni finivano alle sette di sera ma nessuno se le perdeva. Mi sono innamorato delle ricerche archeologiche in mare grazie alla curiosità che sapeva trasmetterci nello studio della cultura delle civiltà umane preistoriche attraverso l'analisi dei reperti materiali". C'è grande commozione nelle parole di Carmine Marra, oggi grafico dell'Università Suor Orsola Benincasa, che è stato tra i tanti studenti di Sebastiano Tusa,

"Il mondo dell'archeologia perde un protagonista forse insostituibile di cui mi ha sempre colpito la passione con cui cercava nei fondali dei nostri mari le tracce degli uomini del passato. Per lunghi anni è stato un pilastro del nostro corpo docenti". Così Lucio d'Alessandro, Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa, ricorda Sebastiano Tusa. Proprio a lui il 22 Marzo sarebbe toccato aprire al Suor Orsola il congresso internazionale sulle Nuove tecnologie per i beni culturali. Un congresso che ora sarà l'occasione per presentare i risultati dei suoi ultimi studi sulla ricerca tecnologica in mare.

Elvira Iadanza

[11.3.2019 - 17:49]



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