InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Brexit

L'Italia si prepara
Un decreto per la stabilità


Anche l'Italia si sta preparando ad affrontare la Brexit e i suoi rischi. Il governo sta studiando un decreto legge per evitare contraccolpi sul mercato. Verrà approvato in settimana e servirà a garantire la continuazione commerciale con le banche britanniche. Per assicurare che ogni operazione economica prosegua senza intoppi, la Consob ha diffuso un "richiamo all'attenzione" agli intermediari inglesi e agli italiani che operano nel Regno Unito. In particolare sarà fondamentale fornire informazioni complete e tempestive sulla Brexit, soprattutto in caso di "no deal" o di mancanza di misure adottate.

La Consob, in collaborazione con il Ministero dell'economia e con la Banca d'Italia, già dai mesi scorsi sta affrontando il tema dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Si auspica il riconoscimento delle cosiddette "controparti centrali" del Regno Unito, ossia di quelle piattaforme su cui viaggiano gli investimenti. Il non raggiungimento di un accordo richiederebbe tempi lunghi per attivare le nuove procedure d'azione per i soggetti non comunitari. Per evitare ritardi e l'allungamento dei tempi di procedura, si è deciso di partire in anticipo, con un periodo "cuscinetto" di un anno.

Nel frattempo la Camera dei Comuni si sta preparando per un nuovo voto, che avverrà stasera, per decidere se, il prossimo 29 marzo, il Regno Unito uscirà dall'Unione senza un negoziato finale. Sulla questione si è espresso l'ex premier conservatore David Cameron, che ha invitato i deputati britannici a respingere la mozione. «Sarebbe un disastro» ha dichiarato Cameron. Il governo, a 16 giorni dalla scadenza dei negoziati, sta prendendo le prime precauzioni per tranquillizzare i cittadini. Dalla Camera dei Comuni fanno sapere che, in caso di uscita senza accordo, l'87% dei beni importati in Gran Bretagna sarà esente dai dazi. Per quanto riguarda lo spinoso problema del confine con l'Irlanda, entrerà in vigore un regime temporaneo che non prevede controlli a merci e persone alla frontiera.

Anche Theresa May risente di questo stallo politico. Ieri sera il Parlamento ha respinto, per la seconda volta, il piano di uscita della Gran Bretagna che la May aveva negoziato nelle scorse settimane con Bruxelles. La residente a Downing Street ha espresso profondo rammarico per la bocciatura: «È una questione di fondamentale importanza per il futuro del nostro paese, proprio come il referendum. Ci sono visioni e idee legittime da entrambe le parti».

Si tratta della quarta peggior sconfitta di sempre di una proposta del governo alla Camera dei Comuni.

Bianca Damato

[13.3.2019 - 12:29]



Email Stampa Facebook Twitter Google+ Digg Reddit LinkedIn Pinterest StumbleUpon Tumblr Bufferapp




RSS

© 2003/19 Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Napoli · P.Iva 03375800632 · Versione 4.1 · Privacy
Conforme agli standard XHTML 1.0 · CSS 3 · RSS 2.0