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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Friday for Future

Sciopero per il clima
Un piano per l'ambiente


Oltre milletrecento città e più di novanta nazioni. È il mondo intero a scendere in piazza per il Global strike for future, lo sciopero globale per il clima. Una battaglia per il futuro del pianeta che parte proprio da chi quel futuro lo abiterà: i giovani. Il movimento è nato dall'impegno di Greta Thunberg, la studentessa svedese che la scorsa estate, allarmata dalle eccezionali ondate di calore e degli incendi che avevano colpito il suo paese, ha intrapreso la sua protesta recandosi ogni venerdì davanti al Parlamento svedese per chiedere misure più efficaci contro i cambiamenti climatici. La sua protesta è diventata virale e ha superato ogni confine geografico. Questo venerdì, infatti, decine di migliaia di studenti in diverse parti del mondo si uniranno al suo "venerdì per il futuro" o "sciopero scolastico per il clima". Tanti gli eventi e i cortei in programma.

A Napoli l'appuntamento è alle 9 a Piazza Garibaldi. «Pensiamo di raggiungere Piazza del Plebiscito e porteremo delle proposte alle istituzioni», racconta Monica Capo, cofondatrice e attivista di Friday for Future Napoli. «Durante questo periodo di preparazione - aggiunge - nelle varie assemblee e dibattiti sono venute fuori molte proposte proprio dai ragazzi che hanno lavorato alacremente producendo anche una piattaforma di 'rivendicazioni'. Quello di Greta, non è un movimento di protesta quanto di proposta». Attesi circa 120 pullman di studenti da tutta la Campania.

Un corteo che ha anche la benedizione delle istituzioni locali. «Aderiamo totalmente a questo sciopero», ha dichiarato il primo cittadino partenopeo. «Grazie ai giovani di tutto il mondo, grazie a Greta - ha continuato De Magistris - e ai giovani e ai bambini della nostra. A sostegno di questa iniziativa approveremo anche una delibera: OBC ossigeno bene comune. Stiamo andando sempre di più verso un piano strategico in cui la città si schiera con azioni concrete contro le emissioni di CO2 in favore invece di una campagna che porti in difesa dell'ambiente, della salute, delle alberature, dei parchi». Anche a Napoli si riparte dal futuro, quindi. «L'intero pianeta è a rischio. E - aggiunge - saranno i giovani, soprattutto loro, anche in questo caso insieme alla cultura e all'impegno sociale a salvare il pianeta e l'umanità».

Non esiste un pianeta B, questo gli attivisti di FridaysForFuture lo ripetono da mesi in ogni venerdì in cui si sono visti in piazza nelle varie città del mondo. Oggi la loro 'musa ispiratrice' è nella rosa di nomi dei candidati al premio Nobel per la Pace 2019. Se sin dall'inizio i detrattori del movimento hanno teorizzato la presenza oscura di partiti e lobby economiche dietro la mobilitazione, oggi a poche ore dalla manifestazione planetaria le critiche e gli attacchi si rivolgono alla figura di Greta, oggetto di insulti e attacchi in rete per il suo aspetto e per i suoi modi. In Italia, tra i detrattori anche Rita Pavone. Storce il naso anche il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, che invita studenti e docenti a non disertare le aule. Dalle scuole intanto parte la proposta al Miur di includere il tema dell'emergenza climatica nei programmi scolastici con il movimento Teachers For Future che si affianca ai ragazzi di FridaysForFuture.

Valentina Ersilia Matrascia

[14.3.2019 - 19:21]



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