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Parlano gli ultras

Finito il gemellaggio Genoa-Napoli


Adesso è ufficiale: dopo 32 anni cade il gemellaggio più antico d'Italia, quello fra Napoli e Genoa. Le tifoserie organizzate di entrambe le curve del San Paolo, nella giornata di ieri, hanno pubblicato un comunicato ufficiale in cui si confermano tutte le voci di corridoio che si sono susseguite in settimana e che, già da Lunedì, davano per sciolto un legame durato quasi quarant'anni.

Già durante l'ultima partita di Serie A, che appunto vedeva impegnate allo Stadio San Paolo le due squadre, c'era qualcosa di strano nell'aria: niente cori, niente stadio colorato di azzurro e rossoblù e, soprattutto, niente striscioni di accoglienza verso una tifoseria che, fino allo scorso anno, aspettava i napoletani per far festa allo stadio al grido di "mio fratello è napoletano!".

Insomma, l'aria allo stadio era gelida non solo per il clima impazzito di un aprile così freddo da sembrare ancora dicembre. ?

Ieri su Internet è circolato anche un foglio firmato genericamente dagli Ultras di entrambe le curve che sembrava quasi un comunicato fra capi di Stato: "diffondiamo questo comunicato - recita- soltanto quando la tifoseria ospite al San Paolo avrà fatto ritorno a Genova. Dopo mesi di lunghi e assordanti silenzi, un rapporto caratterizzato negli anni da colori intensi, sbiadisce in una monocromatica domenica di aprile. Sarebbe lungo ed inutile annoverare tutte le cause che hanno portato alla fine un rapporto mal curato dal tempo e affidato solo ad amicizie personali non trasferite fra gruppi ultras, così come converrebbe".

Pur essendo scritto in perfetto stile ultras, in realtà, quello inizialmente pubblicato era un falso creato da qualcuno molto ben informato. Stamattina dai capi ultras di entrambe le curve, hanno infatti confermato la notizia con un lapidario "era una decisione che non poteva più essere rimandata". Ieri è infatti stato affisso davanti allo stadio, un po' come le tesi di Martin Lutero, il comunicato originale rivendicato da entrambe le curve in cui si annuncia la fine del gemellaggio.

Il casus belli che ha portato alla rottura del gemellaggio nasce dopo gli scontri di Milano con i tifosi dell'Inter: i tifosi del Genoa sono "rei" di essere stati troppo amichevoli con i tifosi interisti, oltre a non aver mai inviato dei messaggi di supporto ai napoletani. Oltretutto sono stati contestati i rapporti commerciali fra Juventus e Genoa, come nel caso dell'affare Sturaro, che è stato prima venduto alla Juventus per 3 milioni e poi ricomprato dal Genoa per 20 milioni con una forte e discussa plusvalenza per i bianconeri.

A ben vedere il freddo quest'anno non è una novità e l'addio del Genoa è solo l'ultima brutta notizia: il leit motiv della stagione 2018-19 è stato quello della disillusione dei tifosi, che, ormai consapevoli di non poter competere per nessun traguardo nazionale, guardano le partite del Napoli con lo stesso distacco con cui Ghoulam ha marcato il genoano Lazovic in occasione del gol del pareggio.

L'addio fra le due tifoserie, almeno, sembra essere avvenuto in modo pacifico, un po' come due amanti che non hanno più da dirsi da tanto tempo. Una rottura che non pare traumatica come avvenne con con la Roma negli anni '80, per colpa degli di Salvatore Bagni sotto la curva romanista. Da allora i rapporti fra giallorossi e azzurri sono degenerati in scontri, agguati e violenze che hanno coinvolto anche personaggi non appartenenti al mondo ultras. Probabilmente non sarà così con il Genoa.

Il Napoli, però, rimane orfano di amici in una Serie A fatta da trasferte sempre più ostili: dai nuovi "nemici" della Fiorentina agli avversari storici di Atalanta, Cagliari, Bologna, Juventus, Inter, Sampdoria, Milan, Lazio e Udinese. Praticamente mezzo campionato è dichiaratamente nemico dei tifosi napoletani e l'altra metà non lo vede di buon occhio, come spesso hanno dimostrato gli episodi di discriminazione a sfondo territoriale o le violenze.

Per chi non è avvezzo alle dinamiche ultras e tifa Napoli, purtroppo, è assai difficile poter seguire la propria squadra in trasferta senza avere anche solo un filo di paura nel girare nelle città di tutta Italia con la sciarpa azzurra al collo. ?Persa la Liguria, l'unica "terra felice" per i tifosi napoletani rimane quindi la Sicilia, con la forte amicizia che da sempre lega gli isolani a Napoli anche al di fuori delle vicende sportive. Purtroppo, però, Palermo e Catania continuano ad annegare fra Serie B e Lega Pro.

Quel che è certo è che, in un campionato italiano fortemente condizionato dai rapporti fra tifoserie organizzate, i tifosi "comuni mortali" napoletani adesso non saranno più tranquilli nemmeno a Genova.

Al di fuori degli ambienti ultras, i tifosi si dividono: dal lato napoletano molti vorrebbero tener salda l'amicizia con il genoa; in Liguria, invece, il gemellaggio è meno sentito, con i tifosi genoani sotto la pagina ufficiale del Genoa che esultano per aver rotto un legame definito in più commenti "ipocrita" e "solo a vantaggio dei napoletani". Un po' come se tutti avessero dimenticato la festa di promozione in Serie A del 2007 quando Napoli e Genoa, grazie ad un pareggio, entrarono insieme in Serie A e l'intero campo dello Stadio Marassi fu invaso da migliaia di tifosi di entrambe le squadre che festeggiarono in campo assieme agli atleti. Un raro momento di incontro gioioso nella storia sportiva italiana all'insegna di un gemellaggio che, adesso, è finito.

Federico Norberto Quagliuolo

[12.4.2019 - 08:40]



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