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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Juventus

Tre moduli di gioco
per una stagione più offensiva


Centottanta minuti sono troppo pochi per promettersi una stagione di qualità. Alla Juventus converrebbe ricordarlo, dopo le prime due di campionato. È vero che la preparazione atletica è ancora incompleta ed è ingiusto pretendere l'amalgama perfetto da una squadra alle prese con una rivoluzione di rosa e panchina. Qualche indicazione da seguire, però, c'è.

Sia contro il Parma che contro il Napoli, a guidare la "Vecchia Signora" non è stato Maurizio Sarri, fermato dalla polmonite, ma il suo vice Martusciello. Risultato? Striminzita vittoria per 1-0 e pirotecnico successo per 4-3. Se soprattutto nella prima giornata si era vista una Juventus a tratti troppo "allegriana", nei primi quarantacinque minuti della supersfida contro il Napoli la mano di Sarri si è già vista nel prolungato possesso palla e in qualche fraseggio avvolgente e velocissimo.

A Parma, la Juventus è andata in vantaggio e ha continuato a spingere, sfiorando il raddoppio in un paio di occasioni e, addirittura, trovandolo, se il gol del momentaneo 2-0 di Cristiano Ronaldo non fosse stato annullato dal Var per una questione di centimetri. Gli ultimi dieci minuti di partita, però, sono stati di solita sofferenza, con Szczesny chiamato agli straordinari. A tracciare un'altra linea di continuità con la scorsa stagione, una formazione effettivamente molto simile a quella che l'ex allenatore Allegri era solito schierare. Sul terreno di gioco si è visto un classico 4-3-3 più di contenimento che di calcio spettacolo. Uniche variazioni: il neo acquisto Danilo al posto di Cancelo, ceduto al Manchester City e Higuain terminale offensivo al posto dell'ex intoccabile Mario Mandzukic. Solo panchina per Dybala, reduce dalle voci di scambio - poi non concretizzato - con Lukaku, trasferitosi dal Manchester United all'Inter. A Napoli, si è rivisto lo stesso undici di Parma, con l'eccezione di Alex Sandro al posto di Danilo. L'infortunio di De Sciglio, però, ha costretto Martusciello a gettare nella mischia il nuovo terzino brasiliano. Mossa azzeccata, come ha dimostrato il gol del neo-entrato dopo soli ventisei secondi.

E al rientro dalla sosta? La rivoluzione sarrista partirà probabilmente dal centrocampo. In queste prime due giornate di campionato, il tandem Sarri/Martusciello ha riproposto il trio titolare nella scorsa stagione: Pjanic, Khedira e Matuidi. I sostituti sono già in casa. In rosa sono arrivati, a parametro zero, Ramsey dall'Arsenal e Rabiot dal Paris St. Germain. In un 4-3-3 offensivo come quello di Sarri, Pjanic non dovrebbe preoccuparsi di avere le spalle coperte dai due colleghi di reparto, ma potrebbe servire in profondità attaccanti e incursori di livello, quali sono - appunto - Khedira e Rabiot.

Ci saranno cambiamenti anche per il reparto offensivo, con Higuain di nuovo terminale d'attacco. Perché funzioni la Juventus avrà bisogno di un "Pipita" forte emotivamente, disposto a sacrificarsi per Cristiano Ronaldo e pronto prendersi la responsabilità di calciare se in condizioni migliori dei suoi compagni di reparto. L'argentino visto a Parma ha un po' ecceduto in generosità, ma ha lavorato per la squadra. Da una sua palla con il contagiri stava per derivare il 2-0 dei bianconeri - sprecato malamente da Ronaldo. Ancora meglio la prova di Higuain contro il Napoli: gol spettacolare con un dribbling su Koulibaly in area di rigore e destro secco all'incrocio, imparabile per chiunque. Resta aperto il dibattito sul terzo e ultimo posto disponibile davanti: nelle prime due giornate Martusciello ha preferito Douglas Costa a Dybala, con la "Joya" che, fino a ora, ha giocato solo per trenta minuti nel big match contro il Napoli. In realtà, l'argentino avrebbe tutte le carte in regola per rilanciarsi. Nel gol in amichevole contro la Triestina, c'è tutto il suo repertorio tecnico: stop surreale, dribbling secco e delizioso pallonetto a scavalcare il portiere. Era un test estivo, è vero. Ma con un Sarri più votato al gioco offensivo e con una Juventus che, in fondo, vuole essere riconquistata, la titolarità di Dybala è tutt'altro che un'ipotesi fantasiosa. Se proprio, poi, la crisi psico-fisica dell'argentino fosse senza ritorno, al tecnico bianconero non mancano le alternative: Bernardeschi e Cuadrado.

Infine, qualcosa si muove anche in difesa: già dopo Parma la coppia formata da Bonucci e Chiellini sembrava non essere più così inamovibile, perché l'acquisto dall'Ajax di De Ligt minacciava di rimescolare le gerarchie. A cambiare le carte in tavola, l'infortunio del capitano bianconero prima del big match con il Napoli. Per Chiellini, rottura del crociato e almeno sei mesi di stop. Per il rampante olandese, l'occasione per essere decisivo per davvero. Nel pirotecnico 4-3 contro i partenopei, De Ligt ha deluso: sul gol di Lozano si è lasciato saltare con irrisoria facilità, mentre sul 3-3 segnato da Di Lorenzo non ha tenuto la marcatura. Per il momento, peccati non decisivi, ma al rientro della sosta servirà un difensore ben più acclimatato al campionato italiano.

Nel complesso, la rosa della Juventus continua a essere imparagonabile a quella delle sue concorrenti. Il rischio, però, è di andare a snaturare il DNA bianconero, basato sul cinismo e sul turnover, due parole che a Sarri non sono mai piaciute. Il tecnico campano dovrà imparare a ruotare gli uomini per evitare malumori. Addirittura, si potrebbe pensare di affrontare la stagione tenendosi sempre pronti a cambiare modulo. Il 4-3-3 sempre meno difensivo e sempre più offensivo sembrerebbe la soluzione di partenza, ma un 4-3-1-2 con Ramsey trequartista sarebbe un'alternativa allettante. C'è persino una suggestione più offensiva: 4-2-4 con Pjanic e Khedira al centro (o addirittura una versione iper-offensiva con Pjanic e Rabiot) e Ronaldo e Higuain in attacco con due tra Dybala, Douglas Costa e Bernardeschi a lavorare da ali. L'unico rischio? Perdersi per strada. Credere di essere diventati invincibili, preferire lo spettacolo al risultato. Significherebbe tradire lo spirito Juventus. E allora sì che la concorrenza di Inter e Napoli diventerebbe pericolosa sul serio.

Michela Curcio

[5.9.2019 - 17:06]



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