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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Ursula von der Leyen potrebbe diventare un esempio per l'Italia, o meglio il simbolo di una prospettiva politica. La sua elezione alla Commissione Europea, infatti, ha sbloccato settimane di stallo e trattative complesse, grazie a un accordo tra forze diverse tra loro. E proprio questa convergenza di partiti (Pd, Movimento 5 Stelle e Forza Italia) potrebbe sciogliere la crisi politica italiana e garantire una maggioranza forte e stabile. Il primo a proporla è stato Romano Prodi ad agosto sul Messaggero, definendo questo potenziale accordo come "maggioranza Ursula" (o Orsola all'italiana) «È un compito difficilissimo ma non impossibile. È stato messo in atto in Germania». A riprendere il discorso di questo patto a tre tra Pd, 5 Stelle e Forza Italia Paolo Mieli sul Corriere della Sera, dicendo che è ancora troppo prematuro ma che se ne riparlerà in un futuro non troppo lontano.

La von der Leyen è stata eletta con 383 voti a favore su 733 votanti (la maggioranza necessaria prevista era di 374 voti). Quindi per soli 9 voti. I contrari sono stati 327. A favore dell'ex ministra tedesca hanno votato i membri del Ppe, seguiti dai socialisti e democratici, di cui fa parte anche il Pd. Quel che ha colpito, però, è che i voti di due forze difficilmente etichettabili come "euro-entusiaste", ovvero il Movimento 5 Stelle e i polacchi di Diritto e Giustizia, si sono rivelati decisivi per la nomina. «Mi sento molto onorata, sono sopraffatta. Vi ringrazio per la fiducia che riponete in me. È la fiducia che riponete nell'Europa, in un'Europa forte e unita, da nord a sud, pronta a lottare per il suo futuro anziché al suo interno» con queste le parole la von der Leyen ha ringraziato il Parlamento di Strasburgo per averla eletta.

Nata in Belgio ma di nazionalità tedesca, Ursula Gertrud Albrecht ha la politica nel DNA. Suo padre Ernst è stato Presidente della Bassa Sassonia e, in Europa, ha ricoperto la carica di Commissario alla Concorrenza. Ursula ha avuto degli studi altalenanti: inizialmente si è iscritta alla facoltà di Archeologia a Hannover ma, dopo un solo anno, si è spostata all'Università di Gottinga per studiare economia. Nel 1980 la svolta: la von der Leyen fa una notevole inversione di rotta e inizia a studiare medicina a Hannover, specializzandosi poi in ginecologia. Durante gli studi conosce il futuro marito, il medico Heyko von der Leyen (da cui prenderà poi il cognome) da cui ha avuto ben sette figli.

La carriera politica è iniziata nel 2001 a 43 anni, con un incarico nella regione id Hannover. Due anni dopo è diventata Ministro degli Affari sociali, delle donne, della famiglia e della salute nella Bassa Sassonia. Nel 2005 ha ricoperto lo stesso ruolo ma questa volta per il governo federale, su decisione di Angela Merkel. Nel 2013 è diventata la prima donna in Germania a ricoprire la carica di Ministro della Difesa. Ma non si tratta dell'unico primato: ha infatti partecipato a tutti i governi presieduti dalla Merkel, motivo per cui è stata spesso definita come la "delfina" della Cancelliera.

È una convinta europeista, al punto da meritarsi l'appellativo "la Signora d'Europa" e tra gli obiettivi del suo programma politico c'è la creazione di un salario minimo in tutta Europa e di un'assicurazione europea contro la disoccupazione. Sul tema caldo dell'immigrazione si è detta favorevole all'accoglienza dei profughi e all'apertura di corridoi umanitari, riformando anche il discusso trattato di Dublino.

E sulle difficoltà che l'Europa sta attraversando negli ultimi anni Ursula von der Leyen ha più volte citato suo padre: «Mio padre diceva "L'Europa è come un lungo matrimonio: l'amore non diventa più grande del primo giorno, ma più profondo". Perché sappiamo che possiamo contare l'uno sull'altro, nella buona come nella cattiva sorte. Perché sappiamo che può succedere di litigare, ma che poi ci riconcilieremo».

Bianca Damato

[6.9.2019 - 14:08]



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