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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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Matera

Vivere in un posto incredibile


"Vivi in un posto incredibile". Sì, vivo in un posto incredibile. Fui colto alla sprovvista da quella frase pronunciata da una mia amica e collega mentre, lavorando alla copertura della giornata inaugurale da Capitale Europea della Cultura, ci stavamo muovendo lungo via Madonna delle Virtù, spina dorsale dei Rioni Sassi a strapiombo sulla gravina di Matera. Sorrisi con una punta d'orgoglio e pensai che, sì, era incredibile, ma per molti motivi diversi.

Matera è un luogo straordinario, una città aggrappata alla collina con tutte le sue forze, un luogo aspro, scosceso, torrido, che per essere apprezzato chiede impegno, sforzo, sudore, ma che può ricompensare in modi inaspettati.

Il viaggio verso Matera è la prima avventura incredibile. Oscar Wilde diceva che "tutti i viaggi seri della vita hanno un capolinea ferroviario". La Città dei Sassi, però, possiede il triste primato, assieme ad Andria e Nuoro, di capoluogo di provincia non servito dal trasporto su rotaia nazionale. Il "trenino" a scartamento ridotto che porta unicamente verso Bari è l'unica alternativa all'automobile o al bus per arrivare nel capoluogo lucano. Noi materani, che da sempre viviamo il nostos di Ulisse, ormai ci siamo abituati e sappiamo che lo sforzo, alla fine del viaggio, sarà ben ricompensato.

Sì, perché la mia è una città incredibile. È incredibile il colpo d'occhio che si ha, quando, appena arrivati nella centralissima via Ridola, ci si affaccia al primo dei tanti belvedere che dominano gli antichi rioni Sassi.

È incredibile scoprire il motivo per cui Matera è Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Non per gli straordinari quartieri scavati della roccia, ma per il sistema che, sin dal XIX° secolo, rese possibile, sfruttando il territorio roccioso, lo smaltimento delle acque reflue e l'approvvigionamento idrico delle antiche abitazioni tramite condotte e cisterne per la raccolta delle acque piovane.

E Matera è questo, il concetto di risparmio, di povertà, di riscatto. Perché oggi, il visitatore che giunge qui, si trova davanti uno scenario molto diverso rispetto a quello davanti al quale si trovò il Presidente De Gasperi. Una città pulsante, viva di giorno e di notte e ricca attrazioni culturali, dalla mostra permanente delle opere di Salvador Dalì, dove molte sculture si affacciano direttamente sul panorama mozzafiato delle Murge, ai cinque grandi allestimenti curati da personalità dell'arte e della scienza.

Ma se, nel suo viaggio, il nostro fantomatico turista si imbatte subito nella bellezza disarmante del paesaggio, nei sapori antichi della tradizione gastronomica e nel marasma di mostre, concerti, eventi e locali, i cittadini, gli studenti fuorisede, i lavoratori, devono fare i conti con i limiti atavici di una città che, come il "bue stanco" del suo stemma, ha fatto dell'immobilismo un limite invalicabile.

Chi la vive per pochi giorni può anche passar sopra alcuni 'piccoli' problemi transitori, ma il materano, dal 2014, anno della nomina ufficiale a capitale, ad oggi, ha dovuto vivere una quantità di disagi sconfortante. Il carrozzone europeo ha portato grande visibilità al livello mondiale, ha quintuplicato le visite, stimate attorno alle 800.000 unità, e ha arricchito sicuramente gli operatori turistici, ma a che prezzo?

Dal 2015, anche senza l'ausilio dei numeri, si rileva un drastico aumento dei prezzi. Secondo l'amministrazione comunale, specie nei ponti lunghi, la spesa media giornaliera di un visitatore è passata da 110 a 160 euro. Inoltre, i numerosi cantieri aperti per il rifacimento di manti stradali, stazione centrale, villa comunale, duomo e pavimentazione del centro storico, hanno creato e continuano a creare disagi ai cittadini quando ormai il 2019 è arrivato alla sua fase terminale.

Inoltre, come è lecito aspettarsi, l'importante investitura del capoluogo lucano ha portato nelle casse comunali nuovi gettiti di denaro sotto forma di fondi regionali (11 milioni di euro), fondi nazionali (30 milioni), privati (7 milioni) e fondi euopei di sviluppo regionale FESR (40 milioni), ma cosa è stato effettivamente realizzato?

Sarebbe ingiusto non dare alcun merito all'amministrazione che, lento pede, è comunque riuscita a completare una parte dei lavori previsti. Rimangono però grosse criticità legate ad alcuni punti nevralgici della vita socioculturale. Due su tutte: il Teatro Duni, unico teatro della città chiuso ormai da diversi anni, dove, nonostante lo stanziamento di 4,4 milioni di euro, i lavori non sono mai partiti, e il "Polo multimodale" del centro città, un grande polmone verde il cui progetto, presentato ormai 2 anni fa resta al palo nonostante i 16,5 milioni di euro promessi dalla Regione Basilicata.

"Vivi in un posto incredibile". Sì, è un posto incredibile. Una città che da oltre 10.000 anni vive sull'orlo di un precipizio, eppure è sempre lì, e se per Oscar Wilde non può essere considerata la meta di un "viaggio serio", vorrà dire che resterà un luogo di passaggio, in attesa di sentire, prima o poi, il fischio del treno.

Francesco Gucci

[9.9.2019 - 14:19]



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