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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Governo Conte bis

Record di ministri del Sud


Era dai tempi di Giulio Andreotti che non si vedevano a Palazzo Chigi così tanti ministri del Sud Italia. Correva l'anno 1990 e, allora come oggi, il Mezzogiorno fece il pieno di poltrone, vantando addirittura 4 ministri partenopei: Gava, Iervolino, Scotti e Cirino Pomicino.

Un record eguagliato dal secondo governo Conte, in cui la Campania ha ottenuto 4 ministeri con Spadafora, Di Maio, Costa e Amendola.

Anche il resto dell'ex Regno delle Due Sicilie è ben rappresentato a Palazzo Chigi, con 3 siciliani, 2 pugliesi (senza dimenticare lo stesso Conte) e due lucani, precisamente di Potenza. Un conto totale di 11 ministri meridionali, 8 settentrionali e 2 romani che, rispetto al governo gialloverde, ha segnato un deciso cambio di tendenza: basta notare che, nel primo governo Conte, erano presenti 6 ministri provenienti dalla sola Lombardia. Non poche critiche sono state quindi sollevate da parte dell'elettorato del Nord, che ha visto la propria presenza politica nettamente ridimensionata rispetto al passato.

"Bisogna portare la discussione politica su un piano diverso - spiega l'economista Gianfranco Viesti sul Mattino - perché il malcontento manifestato dalle regioni del nord, nello specifico Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, deriva dalla pretesa di avere forti vantaggi in ambito fiscale. Anche il nuovo governo ha inserito nel proprio piano la questione fiscale, che però dev'essere trattata in modo diverso". D'altronde "contare i ministri e parlare di lontananza del governo dal Nord è campanilismo, perché sarà nell'interesse dell'intera nazione realizzare un disegno politico condiviso e, per realizzarlo, non si dovrà legiferare sull' autonomia delle regioni, ma sulla ripartizione delle competenze costituzionali". Allo stesso modo, sarà necessario creare "una rete di città competitive, rivalutando il ruolo di Roma come centro di questo network, sul modello delle città tedesche. Se Milano continuerà ad isolarsi economicamente e politicamente dal resto d'Italia, imitando invece l'esperienza di Londra, l'economia del Paese continuerà a rimanere arenata, con danni anche per il Nord. L'Inghilterra ci ha dimostrato che questa linea politica ha portato alla Brexit".

La forte presenza di ministri meridionali, inoltre, è specchio dell'elettorato 5 Stelle, che ha nelle regioni del Sud la sua ultima roccaforte dopo l'emorragia di voti dell'ultimo anno, che ha portato la formazione guidata da Luigi Di Maio dal 32% di preferenze nel giugno 2018 al 17% delle ultime europee.

Resta infine da comprendere la reazione leghista che, nonostante le recenti aperture di Salvini verso l'elettorato meridionale, non ha mai perso lo sguardo al nord. D'altronde, tutti i ministri "verdi" del precedente esecutivo sono stati esclusivamente pescati fra le regioni al di sopra del Rubicone (con l'eccezione di Giulia Bongiorno, palermitana). Difficile quindi prevedere una possibile critica del leader leghista sulla "quota meridionale" del governo. Ci ha però pensato Vittorio Feltri a far l'eco del pensiero dei leghisti della prima ora, definendo il nuovo governo "uno zoo di terroni". La reazione a parole tanto gravi non si è fatta attendere, con una denuncia depositata dal Mespi, un movimento meridionalista, e con pesanti critiche da parte del mondo della cultura: il sociologo Francesco Rao in una lunga lettera ha poi voluto ricordare i numerosi episodi passati in cui il direttore di Libero ha offeso il Sud Italia nei suoi editoriali.

D'altronde, la Lega era presente anche trent'anni fa, quando Giulio Andreotti portava a Palazzo Chigi l'ultima storica maggioranza di ministri del Sud Italia. All'epoca il partito di Bossi contava un solo seggio in parlamento e il governo durò solo un anno e 8 mesi. Il fato volle far cadere l'esecutivo nel giorno in cui il Napoli vinse il suo secondo scudetto: un parallelismo che, per i tifosi azzurri come Di Maio, Costa e Spadafora, potrebbe non essere poi così negativo.

Federico Norberto Quagliuolo

[10.9.2019 - 14:59]



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