InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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IL MASTER GERENZA CONTATTI

Il dibattito

Conte-bis e immigrazione
Cosa dobbiamo attenderci?

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (foto di Mario Messina)


La lotta all'immigrazione clandestina e la gestione dei flussi migratori restano al centro dell'agenda governativa anche dopo la nascita del nuovo Governo. Lo ha chiarito ieri il premier Giuseppe Conte che, nella sua prima uscita pubblica a Bruxelles da premier giallorosso, ha incontrato i nuovi vertici comunitari e ha dettato i punti centrali della sua politica: rigore e umanità.

Immigrazione, cosa ha detto Conte a Bruxelles?

«Sull'immigrazione clandestina - ha affermato il premier italiano ieri a Bruxelles - non solo manterremo il rigore ma saremo ancora più rigorosi di prima. Anche se saremo umani». Una dichiarazione che dice tutto e non dice niente.

Per convincere gli italiani che questo governo ha la ricetta per risolvere la questione migratoria, Conte ha bisogno degli ingredienti giusti.

Eccoli serviti: «Il nostro obiettivo - ha detto il premier - è l'automatismo nella distribuzione dei migranti tra i Paesi membri attraverso un accordo permanente». Il Presidente del Consiglio, dunque, dovrà vedersela con i governi di Visegrad (Ungheria in testa) che di redistribuzione non ne vuol sentir parlare. «I pochi Paesi che si rifiuteranno di partecipare all'accordo - risponde Conte - dovranno ottenere meno risorse dall'Ue rispetto agli altri». E sul regolamento di Dublino (che obbliga il primo Paese di approdo a esaminare la domanda d'asilo): «Crediamo di essere a buon punto sulla revisione».

Cantalamessa (Lega): «Conte bravo a giocare con le parole»

«Da buon professore, Conte è bravo a giocare con le parole e quelle di ieri temo saranno solo parole». Gianluca Cantalamessa, senatore della Lega, non nasconde i suoi dubbi sull'agenda del nuovo governo sul tema immigrazione. «Mi chiedo - ha dichiarato a InchiostrOnline - come faccia Conte, dopo essere stato premier di un governo sovranista, ad andare a braccetto con quelle stesse persone (il Pd, ndr) che hanno distrutto il Paese con le loro politiche migratorie».

Nel suo discorso ai partner europei Conte ha parlato di umanità. «Ma bisogna capire cosa si intende per umanità e per "scopi umanitari". Chiedere un cellulare appena sbarcati è un diritto umano? Dettare legge su dove e come vivere è un diritto umano? Conte deve trovare il coraggio di chiarire come intende agire fattivamente ora che è al governo con il partito dei porti aperti. Una cosa però deve essere chiara: qualsiasi cosa decida di fare i decreti sicurezza non si toccano». Nemmeno alla luce delle osservazioni formulate dal Capo dello Stato? «Il Presidente della Repubblica quel decreto lo ha firmato e quindi accettato. Piccole modifiche possono essere fatte ma l'impianto deve rimanere quello».

Valente (Pd): «Un ritorno alle politiche di Minniti sarebbe un errore»

Rigore e umanità furono i cardini di un altro governo: quello - a guida Pd - presieduto da Gentiloni e con Marco Minniti al Ministero degli interni. Forse Conte vuole ritentare quel tipo di approccio? «Un ritorno alla linea Minniti, a mio avviso, sarebbe un errore», spiega a InchiostrOnline la senatrice Pd Valeria Valente che si dissocia dall'approccio al tema che ebbe, fino al 2018, il suo stesso partito.

«Le ragioni - continua la senatrice dem - sono due: in primis, quel tipo di approccio ha sdoganato definitivamente ed erroneamente il legame tra immigrazione e sicurezza tanto da portare alla ribalta Salvini e Co. In secondo luogo, lo scenario internazionale è notevolmente mutato. Se si pensa a ciò che oggi sta accadendo in Libia diventa chiaro che l'approccio Minniti non sarebbe più adeguato».

Non c'è nulla da salvare, dunque, del discorso di ieri di Conte? «Assolutamente sì. Conte ha fatto una cosa sacrosanta: ha riportato la questione sui tavoli di Bruxelles. Sugli stessi tavoli ai quali fino a qualche mese fa si rischiava l'isolamento totale dell'Italia. La questione immigrazione può essere risolta solo a livello europeo, dunque ben vengano le parole di Conte sulla redistribuzione dei migranti e sulla necessità di riformare l'accordo di Dublino, una questione su cui il Pd punta da sempre».

Gaffe von der Leyen: «tutelare lo stile di vita europeo»

Il tema dell'immigrazione tiene banco anche a livello europeo. A pochi giorni dalla presentazione dei membri della nuova Commissione Europea, è già bagarre tra i maggiori partiti della coalizione dopo la decisione della presidente Ursula von der Leyen di affidare al greco Schinas - commissario all'immigrazione - la delega alla "tutela dello stile di vita europeo". Gli attacchi più feroci arrivano dal Partito Socialista europeo che ha parlato di "scelta opinabile" e ha richiesto la modifica della denominazione della delega.

Mario Messina

[12.9.2019 - 19:14]



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