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Città "idrosolubile"

La pioggia di Napoli è diversa?
"'O Paese d'o Sole" ostaggio del meteo

La pioggia trasforma in cascate i Quartieri Spagnoli di Napoli (foto di Valentina Ersilia Matrascia)


La pioggia di Napoli è così diversa da quella del resto d'Italia?

Sono bastati due acquazzoni, che oggi hanno assunto il minaccioso nome di "bombe d'acqua" a solo uso mediatico, per mettere in ginocchio una città.

Le precipitazioni cadute nei giorni scorsi hanno mandato in crisi il funzionamento di metro e funicolari. La viabilità interrotta, le strade si trasformano in fiumi. Ed è solo un'eccezione non essere incappati nei soliti cedimenti quasi strutturali di una città "idrosolubile". Non bisogna tornare nemmeno troppo indietro nel tempo, basti pensare allo scorso febbraio quando acqua e vento provocarono danni su tutto il territorio cittadino, quando ogni quartiere si è trovato a fare il conto con pali, alberi e cornicioni venuti giù.

Ma perché "il paese del sole" musicato da D'Annibale e Bovio rimane ostaggio di quasi ogni precipitazione? Colpa del clima o di chi, di Napoli, ha dovere e possibilità di agire?

Per provare a rispondere a queste domande abbiamo messo insieme un ingegnere, un metereologo e un intellettuale.

Questione di numeri

"Il due ottobre sono piovuti a Napoli 55 millimetri di pioggia in 4 ore. Un evento straordinario. Rappresenta, infatti, circa metà della pioggia che cade nel mese di ottobre", spiega Nicola Scafetta, professore di meteorologia e fra i maggiori esperti del settore in Italia.

"Tra l'altro - ha specificato Scafetta - questi eventi vengono percepiti come in aumento. Ma, stando ai dati raccolti dall'Osservatorio di San Marcellino, in media, i giorni di pioggia sono in realtà diminuiti".

Una città non a misura di pioggia

I problemi, però, non riguarderebbero soltanto l'eccezionalità delle precipitazioni di questi giorni. Edoardo Cosenza, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Napoli ed ex assessore alla Protezione Civile e difesa del suolo della Regione Campania durante l'amministrazione Caldoro, sposta l'asticella un po' più in là: "Il sistema fognario non può essere progettato per questi picchi di pioggia. Ma, a parte ciò, ci sono anche lavori fatti male: pendenze sbagliate, oppure assenza di fotometria per l'evacuazione corretta in stato di emergenza. Inoltre anche molte caditoie sono intasate non consentendo il normale deflusso dell'acqua".

"Ma il sole comunque torna a splendere"

A portare una vena poetica nei paesaggi grigi della pioggia, ci pensa Maurizio De Giovanni. Lo scrittore napoletano, infatti, insegna a vedere anche il maltempo come una parentesi. "Piove. È normale. Credo che nessuna città sia in grado di sopportare il maltempo. Ma una cosa è certa: a Napoli dietro le nuvole si nasconde sempre il sole. E, prima o poi tornerà a splendere".

Una sorta di augurio a sperare in un futuro migliore. Dove una pioggia non paralizzi la terza città d'Italia.

Elvira Iadanza, Valentina Ersilia Matrascia, Titti Pentangelo

[4.10.2019 - 12:56]



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