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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Vendite in crescita

La birra artigianale avrà
il suo marchio di qualità


Anche l'Italia vuole entrare nell'olimpo dei produttori di birra, alla ricerca di un posto al sole fra i colossi del Nord Europa. E lo fa grazie all'iniziativa del "Marchio di qualità della birra artigianale italiana" presentato oggi da Unionbirrai. Tramite questo bollino, che sarà apposto sulle etichette delle bottiglie, si potranno individuare i prodotti realizzati dai birrifici artigianali dislocati su tutto il territorio italiano.

In effetti il Bel Paese, nonostante sia noto al mondo più per i suoi vini raffinati che per le birre saporite, nell'ultimo decennio ha visto un aumento-monstre dei birrifici artigianali, con un boom del 535% in più di produzione nel decennio 2008-2018.

Un dato che va di pari passo con il crollo delle importazioni di birra inglese, con un tonfo del 79% di ordinazioni in meno, e di quella tedesca, che ha perdite del 31%, statistica che di certo non è una consolazione per i mastri birrai teutonici.

D'altronde -come emerge dai dati pubblicati da Coldiretti- il mercato della birra artigianale italiana vale ad oggi ben 6 miliardi di euro contro gli appena 700 milioni complessivi del 2009.

"La nascita del marchio risponde all'esigenza di informare correttamente i consumatori - spiega Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai - perché molti marchi industriali stanno realizzando prodotti molto simili a quelli artigianali. Tramite il nostro marchio aiuteremo i consumatori a capire quali sono i prodotti realizzati dai produttori indipendenti e con metodi realmente artigianali".

Ed è infatti vero che i più importanti birrifici italiani sono passati in mani straniere: la Peroni, da Napoli, è andata prima a Roma e poi in Giappone; la Heineken è una holding che ha rivitalizzato marchi ormai famosi come Ichnusa, Birra Messina, Birra Napoli e tante altre regionali. L'ultima grande superstite è la trentina Forst, detentrice anche del marchio Menabrea. Ed ecco allora che, per una riscoperta dei sapori e dei valori territoriali, sono tornati alla ribalta gli stabilimenti regionali.

Interessante è anche il dato dell'età media nazionale degli imprenditori dei microbirrifici locali, dato che si attesta su una media inferiore ai 35 anni, dando anche un forte spinto all'occupazione giovanile: sintomo di un mercato che ha saputo reinventarsi, sfruttando soprattutto le capacità comunicative delle nuove generazioni, fra social, "brewpub" e nuove tecnologie.

Proprio i "brewpub" sono una importazione dell'Est Europa che sta avendo grande successo in Italia: si tratta di locali solitamente gestiti dagli stessi birrifici, che uniscono le bollicine ad una vasta offerta di panini gourmet prodotti con eccellenze culinarie a km0. Una offerta che, grazie alle eccellenti produzioni italiane, ha riscosso un gran successo fra i giovani.

La regione che conduce il movimento di riscoperta delle bollicine è la Lombardia, con ben 249 aziende aperte negli ultimi 10 anni. Ma anche il resto del Nord Italia stravince la sfida, forse anche per la vicinanza con gli Stati del nord\est Europa, con le loro storiche tradizioni. Nel centro Italia vince invece la Toscana, con 112 birrifici artigianali aperti dal 2008, seguita dai 102 del Lazio.

Ma anche il Sud Italia, che un tempo era patria della Birra Peroni, oggi sta riscoprendo l'arte della fermentazione. Ne è un esempio il successo del Campania Beerfest: inaugurato nel 1996 a Baronissi per valorizzare una decina di microbirrifici locali, nell'edizione di luglio 2019 ha vantato poco meno di cento di marchi tutti provenienti dalla Campania Felix.

Ma non finisce qui. Ferraris ha spiegato che il prossimo step sarà quello di realizzare un "marchio di qualità per i pub", con una targa in ottone da mostrare all'ingresso dei locali che offrono birre artigianali italiane. D'altronde, il modo migliore per affermarsi in un mercato dominato dai produttori Nord Europa è proprio dimostrare che la qualità delle birre italiane è un patrimonio che va difeso e ostentato con marchi e targhe.

Federico Norberto Quagliuolo

[7.10.2019 - 17:04]



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