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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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Nel mirino i Curdi

Operazione turca in Siria
Mentre Trump fa dietrofront


È partita l'operazione militare annunciata ieri dalla Turchia per conquistare la zona nord-orientale della Siria. Lo riferisce la Sana, l'agenzia governativa di Damasco, che mostra foto e video dei bombardamenti, ma la notizia non ha trovato conferma né da parte turca né dalle autorità curdo-siriane. Invece il ministero della Difesa di Ankara ha fatto sapere, questa mattina, che nove militanti curdi sono stati "neutralizzati" in raid aerei condotti da caccia turchi nel nord dell'Iraq. Bisogna precisare che le autorità turche utilizzano il termine "neutralizzare" per indicare militanti che sono stati uccisi, catturati oppure che si sono arresi.

Il dietrofront di Donald Trump

Ma proprio questa mattina Donald Trump, che ieri aveva annunciato l'avvio dell'operazione turca in Siria dopo un colloquio telefonico con Erdogan, ha invece fatto un passo indietro. "Non sosteniamo l'operazione militare turca e non ne siamo coinvolti" queste le parole rilasciate dalla Casa Bianca. Da Washington hanno poi specificato che, contrariamente a quanto trapelato ieri, non ci sarà alcun ritiro delle truppe americane, ma solo un ridispiegamento di 50-100 uomini delle forze speciali in altre zone della Siria. Infine Trump ha annunciato che, qualora la Turchia arrivi a "superare i limiti" durante questa operazione militare, colpirà l'economia turca con nuovi dazi. In seguito a questo dietrofront e alle parole del Presidente americano non si è fatta attendere la risposta turca: «Non cediamo alle minacce di nessuno» ha detto senza giri di parole il vicepresidente turco Fuat Oktay.

Il tradimento nei confronti dei curdi

L'operazione militare voluta dalla Turchia avrebbe, tra gli obiettivi, quello di andare a colpire le milizie curde. I curdi sono una minoranza etnica divisa tra Iraq, Iran, Turchia e Siria, che rivendica la propria autonomia politica e culturale. In Siria i curdi hanno combattuto al fianco di arabi e americani contro l'Isis, liberando alcune città come Raqqa e Kobane. Il punto è che la Turchia considera i curdi dei terroristi e da anni sta cercando di porre fine ala loro alleanza con gli americani.

Dal canto loro i curdi gridano al tradimento da parte degli americani. Ma le critiche verso Donald Trump arrivano anche dal fronte interno: analisti ed esponenti del Partito Repubblicano e addirittura membri del governo Trump hanno parlato di tradimento e abbandono delle forze curde. Infatti sembra che proprio da queste aspre critiche sia nata la decisione del Presidente di fare un passo indietro.

Le reazioni in Italia

A intervenire sulla questione Turchia-Siria-Usa è stato Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu che su Twitter ha scritto: "Trump autorizza la carneficina dei Curdi. L'Europa se esiste fermi l'offensiva criminale di Erdogan e l'Italia ponga subito la questione in sede Nato e Onu". A parlare dei curdi è anche il fumettista Zerocalcare che nel 2015 partì per il confine turco-siriano per poi realizzare il suo libro "Kobane Calling". «Dovremmo chiederci di chi vogliamo essere alleati: chi ha sconfitto l'Isis e sta provando a costruire un sistema di democrazia, dimostrando che anche in quel territorio ci può essere convivenza di diversi popoli, che le donne possono avere un ruolo primario nella società ed essere libere, o se il nostro alleato deve essere un regime come quello turco che incarcera decine di migliaia di oppositori politici» così si è espresso in un'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.

Bianca Damato

[8.10.2019 - 14:39]



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