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L'opinione

Mastella: "Parlamento? Come gli USA"
"Stiamo creando un'Italia senza voce"


"La democrazia non può essere legata ad algoritmi o fantomatici risparmi". Clemente Mastella, sindaco di Benevento (città di poco mila di 60mila abitanti e capoluogo di una provincia che non arriva a 300mila) non ha dubbi sulla legge che prevede un taglio del numero dei parlamentari.

Il Movimento 5 Stelle porta a casa la sua sfida cardine e taglia, così dicono, i costi della politica. Le due Camere, infatti, vengono ridotte complessivamente di 345 unità.

La polemica, però, non si fa attendere. Come riportato da La Stampa, le simulazioni dei servizi studi della Camera dei Deputati e del Senato evidenziano una forte ripercussione sulla rappresentanza delle regioni più piccole, certo, ma anche delle aree interne e meno popolate. Il presidente dell'Unione delle comunità montane Marco Bussone promette battaglia e lancia l'allarme: meno rappresentanza favorisce lo spopolamento.

"Il caso di Benevento, o di Avellino -riprende Mastella- è emblematico e può essere d'esempio per tante realtà italiane. Sono aree che non riescono a coprire da sole gli abitanti necessari per eleggere, ad esempio, un senatore e questo è un concetto anticostituzionale".

Con questi numeri, infatti, nella sola regione Campania il numero di senatori scenderebbe da 29 a 18, e, il numero di cittadini rappresentati passerebbe da 198.855 a 320.378. L'ex ministro, quindi, lancia una proposta che arriva direttamente dal modello elettorale americano.

"Ogni provincia dovrebbe avere due deputati e un senatore-spiega- che poi si moltiplicano in base al numero di abitanti dei territori ma bisogna garantire un minimo uguale per tutti. Ovviamente in città più grandi il numero degli eletti sarebbe maggiore". Così facendo nessuno si sentirebbe escluso, e a nessuna area italiana rischierebbe di non avere un'adeguata rappresentanza, in modo da non abbandonare a sé stessi territori più svantaggiati. Intanto, le comunità locali iniziano già a mobilitarsi. Per far si che il provvedimento entri effettivamente nel vivo dalla prossima legislatura, che, salvo cambi di governo, dovrebbe essere nel 2022, bisogna attendere fino al 7 gennaio, il limite massimo per la richiesta del referendum. Nel caso in cui, cinque regioni, 500mila firme o un quinto dei parlamentari chiedano il parere popolare, bisognerà aspettare il responso a primavera inoltrata.

I politici, però, sono già al lavoro. Il governatore della Basilicata Vito Bardi è pronto: "Così è solo un taglio netto alla rappresentanza. La nostra regione diventerà marginale. Dietro al taglio dei parlamentari si nasconde un taglio della democrazia".

Elvira Iadanza

[10.10.2019 - 16:19]



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