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Bobby Sands

Le foto mai viste
dell'eroe d'Irlanda


Belfast, 8 agosto 1976. Un ventisettenne dai lunghi capelli corvini e dai lineamenti affilati sventola l'antica bandiera irlandese, verde con l'arpa celtica, durante l'ennesima protesta organizzata da chi in Irlanda del Nord vuole distaccarsi dalla matrigna Gran Bretagna per abbracciare il governo di Dublino.

Quel ragazzo è Bobby Sands, il personaggio simbolo di un'Irlanda che chiedeva - e ancora chiede - l'unità. Adesso, a più di quaranta anni da quell'iconico corteo, emergono nuove foto che vedono il capo indipendentista in prima linea in piazza. A scoprirle, il leader del Sinn Fein Gerry Adams, durante le ricerche di archivio per la stesura del suo ultimo libro.

A riportare la notizia, Raffaella Menichini in un articolo sull'edizione odierna di Repubblica. Gli scatti inediti riportano alla memoria un periodo - i lunghi anni Settanta - in cui, sull'Isola di Smeraldo, la crisi economica era particolarmente sferzante e i conflitti religiosi scavavano ogni giorno di più un solco profondo tra la comunità cattolica e quella protestante. Una situazione solo parzialmente superata con gli accordi del Venerdì Santo del 1998 e che ora, con l'incertezza che attanaglia le fasi finali della Brexit, rischia di presentarsi più sanguinosa che mai.

Le immagini, a opera del fotografo francese Gerard Harlay, testimoniano la marcia pacifica che, nell'agosto 1976, invase le strade di Belfast in risposta all'abolizione da parte del governo britannico dello special category status per i detenuti politici. Una misura che, di fatto, spogliava i guerriglieri dell'Irish Republican Army (IRA) di condizioni carcerarie agevolate.

Dietro gli sbandieratori alla testa del corteo c'era anche Maire Drumm, femminista, indipendentista e vice-presidente del Sinn Fein. Sarebbe morta pochi mesi dopo, nell'ottobre del 1976, assassinata in ospedale da lealisti protestanti travestiti da medici.

Bobby Sands non ebbe sorte migliore. Cinque settimane dopo la marcia d'agosto, fu arrestato e condannato a quattordici anni di detenzione nella prigione di Long Kesh - anni da scontare senza i privilegi che gli sarebbero derivati dallo status di prigioniero politico. In quegli anni nacque il mito del Sands indipendentista, che si oppose al governo con la blanket protest (il rifiuto di indossare la divisa carceraria), con la dirty protest (che consisteva nell'urinare e defecare per terra) e, infine, con quello sciopero della fame che lo portò alla morte il 5 maggio 1981.

Michela Curcio

[29.10.2019 - 11:50]



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