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Quartieri Spagnoli

"A cunzegna" di Zed1 (con l'onlus)
A Napoli sempre più street-art

Il murales (foto di Valentina Matrascia)


La favola della memoria su un muro dei Quartieri Spagnoli. "'A cunzegna", è la nuova opera di Marco Burresi, in arte Zed1, uno dei più creativi e noti street artist della scena artistica nazionale. Realizzato su richiesta dell'Associazione Quartieri Spagnoli Onlus, il murales si trova sulla parete della scuola Pasquale Scura nell'omonima via e si inserisce nel progetto Assafà, promosso dall'assessore Roberta Gaeta che vede coinvolti 1700 bambini e ragazzi, 300 educatori e operatori sociali e 26 tra i migliori street artisti d'Italia per la produzione di 26 grandi opere in tutta la città.

Quello dello street artist di Certaldo, in provincia di Firenze, inaugurato ufficialmente il 5 novembre, è il diciassettesimo muro realizzato finora. Il tema è quello della memoria, valore scelto dall'associazione e approfondito con incontri e laboratori con i ragazzi e i residenti. Interpretato allegoricamente da Zed1 attraverso quattro polaroid e quattro donne. «Ricordano il trascorrere del tempo. La fotografia, si dice, immortala e fissa dei momenti quindi la foto è un po' l'elemento temporale», racconta l'artista. All'interno di ogni polaroid, una donna di un'epoca diversa che passa - 'a cunzegna, la consegna appunto - un elemento (terriccio, acqua, seme) alla giovane donna del 2010, la donna moderna, per riempire il vaso vuoto che ha tra le mani e dare vita alla possibilità di un futuro migliore. «Il passato - aggiunge - ti dà gli ingredienti per coltivare il presente e far germogliare il futuro ma è necessario far tesoro del passato, degli eventi e delle esperienze tramandati dalle generazioni precedenti, far fruttare gli errori e le conquiste».

Una storia trasmessa attraverso le donne. A vigilare sul passaggio di testimone e a documentarlo attraverso una polaroid, un uccello, rappresentazione della Natura, vigile e memore dell'accaduto e in attesa di un futuro prossimo più illuminato.

Un ritorno quello di Zed1 a Napoli. Uno dei suoi burattini ("'A pazziella 'n man' 'e criature"), alle prese con un joystick per mettersi in gioco attraverso l'arte come arma di riscatto, occasione e possibilità di fuga, si trova al Parco Merola di Ponticelli ed è stato realizzato nel luglio 2015 per INWARD Osservatorio sulla Creatività Urbana.

La carriera del writer delle favole inizia nel 1993. «All'epoca - racconta - lavoravo con le bombolette. È un bel po' che dipingo sui muri. Ho iniziato facendo lettering cioè il writer in strada e dipingendo sui treni fino ad arrivare oggi ai murales». Il 2002 è l'anno della svolta. Folgorato dalle marionette di un burattinaio nella sua Certaldo, durante la festa del teatro di strada, dipinge su tela la prima marionetta: «un Pinocchio rimasto imbrigliato nel suo stesso filo a rappresentare il rimanere vittime di sé stessi e delle proprie scelte». Da allora il suo tratto distintivo sono i burattini, personaggi immaginari, clown e elfi. Burattini umanizzati dalla testa grossa e le mani affusolate in giro per tutto il mondo, da Oslo ad Amsterdam passando per San Francisco, Fortaleza, Béja, Capoverde, Miami e Cardiff come racconta in "Tales from the wall", il libro scritto nel 2016.

«Io racconto storie, i miei - spiega - sono lavori di narrativa. Unendo "burattini" a "storie" ti vengono in mente le favole anche se le mie non lo sono. I miei personaggi hanno un'immagine un po' fiabesca ma in modo soft mi danno una sorta di "licenza di uccidere", di raccontare anche le cose più spietate. Usando un immaginario fantastico, che mi dà una certa libertà di espressione, non divento troppo aggressivo».

Valentina Ersilia Matrascia

[6.11.2019 - 12:00]



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