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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Tennis/1

Undici grandi flop


Nel tennis, il 2019 passerà alla storia come l'anno in cui Djokovic è tornato a essere l'uomo di gomma. Oppure come quello in cui Nadal si è avvicinato a quota venti Slam, vincendo sia il Roland Garros che gli US Open. Nel mezzo, le "decime" di Federer ad Halle e a Basilea, l'ascesa di Tsitsipas, i progressi di Thiem sul cemento e gli exploit di Fognini e Berrettini. Eppure, non tutta la stagione è stata memorabile. Alcune volte, guardando alcuni match sbilanciatissimi o troppo drammatici, la tentazione di chiudere il televisore prima del tempo è stata forte. Quali sono state, allora, le undici partite peggiori dell'anno appena trascorso?

15 gennaio, Australian Open - 1° turno

Filip Krajinovic df Marco Cecchinato (4-6, 0-6, 6-1, 7-6, 6-4)

Che il 2019 di Cecchinato sarebbe stato un calvario lo si doveva capire dalla sua prematura eliminazione agli Australian Open. A Melbourne l'italiano arriva da testa di serie numero 17 e il sorteggio gli regala un primo turno abbastanza abbordabile contro il croato Krajinovic. Per circa un'ora il palermitano è in controllo del match. Cecchinato si prende il primo set grazie a un dritto in controbalzo sulla riga e, nel secondo parziale, rifila addirittura un bagel al suo avversario. La partita sembrerebbe chiusa, ma, nel tennis, i capovolgimenti di fronte sono dietro l'angolo. Nel terzo set Marco cede di schianto 6-1 in ventiquattro minuti. Poi, nel quarto parziale, la partita prende definitivamente un andazzo sfavorevole per l'italiano. Ottenuto il break in apertura, Cecchinato sale a servire per il match, ma si fa controbreakkare. In seguito, nel tiebreak non sfrutta un match point e perde 10-8, affossando in rete un brutto dritto. È il preludio al definitivo crollo psicologico. Il palermitano viene nuovamente breakkato nel primo gioco del quinto e definitivo set e non avrà più occasioni per rientrare nella partita. Frittata completata e stagione nata sotto una cattiva stella.

7 febbraio, ATP 250 Cordoba - 2° turno

Aljaz Bedene df Fabio Fognini (6-1, 6-4)

Prima del Fabio che trionferà a Montecarlo, surclassando tennisti del calibro di Nadal e Zverev, c'è il Fognini furioso, annoiato e sfiduciato, capace di raccogliere soltanto cinque giochi con il modesto Bedene nel secondo turno dell'ATP 250 di Cordoba. L'italiano scende in campo da testa di serie numero 1 del torneo, ma non sembra avere molta voglia di onorare l'impegno. Tanto da sfoderare una prestazione quasi inguardabile. Dritti sparacchiati in tribuna o destinati a morire in rete, smorzate giocate con sufficienza, poca grinta nei recuperi da fondocampo. Lo sloveno non deve neanche sforzarsi più di tanto per vincere 6-1 il primo set. In apertura del secondo parziale, l'inerzia del match sembra spostarsi dalla parte di Fabio, che breakka già nel primo gioco. Ma è un'illusione. Bedene resiste al ritorno del suo avversario e, dal 3-2, cambia marcia, riuscendo sempre a strappare il servizio all'italiano fino al definitivo 6-4. Per Fognini, un'occasione persa per aggiungere un altro trofeo alla sua bacheca.

9 marzo, Master 1000 Indian Wells - 2° turno

Felix Auger-Aliassime df Stefanos Tsitsipas (6-4, 6-2)

Non una brutta partita, ma un match a senso unico, condizionato dalla sudditanza psicologica di Tsitsipas nei confronti di Auger-Aliassime. A Indian Wells il greco e il canadese si incontrano per la prima volta nel circuito maggiore. A livello juniores FAA, ha vinto in tutti i precedenti, ma in America il favorito è Stefanos, appena entrato in top ten dopo la finale nell'ATP 500 di Dubai. Auger-Aliassime, nonostante l'exploit nell'ATP 500 di Rio, è considerato promettente, ma acerbo: è pur sempre un classe 2000 ed è ancora fuori dai primi cinquanta del mondo. In campo, invece, il canadese ci mette poco più di un'ora per schiantare Tsitsipas. Nel primo set il greco, al netto di un paio di rovesci lungolinea, è impotente di fronte ai dritti a fil di cotone del suo avversario. Non gli va meglio nel secondo: sotto di un break e sul 2-4, 0-30 e servizio, il Next Gen di Atene tenta un dritto sulla riga, ma FAA lo anticipa con un geometrico rovescio in contropiede e in controbalzo. Nell'arco di pochi minuti, è doppio break e definitivo 6-2 per il canadese. Auger-Aliassime batterà Tsitsipas anche a giugno nell'ATP 500 del Queen's, ma non a ottobre nell'ATP 500 di Pechino. In Cina, infatti, il greco avrà la meglio del suo avversario con un doppio 7-6 di personalità e maturità.

23 aprile, ATP 500 Barcellona - 2° turno

Nicolas Jarry df Alexander Zverev (3-6, 7-5, 7-6)

«I'm in a hole and I don't know how to get out of it (Sono nel baratro e non so come uscirne)». Parole di Alexander Zverev dopo aver perso con il cileno Jarry nel secondo turno dell'ATP 500 di Barcellona. E dire che, per oltre un'ora, il tedesco sembra in controllo della partita. Il Next Gen di Amburgo vince facilmente il primo set 6-3, strappando due volte il servizio al suo avversario e non concedendo neanche una palla break. Il secondo parziale è più equilibrato, fino al break - un po' a sorpresa - di Jarry sul 5-5. Si va al terzo set, dove succede di tutto: Zverev va sotto di due break, li recupera entrambi, si lascia nuovamente breakkare e controbreakka immediatamente nell'ottavo gioco. I nervi del tedesco vacillano. Sul 6-6, Sascha ha un match point, ma non lo sfrutta. Poi, al tiebreak decisivo, sale 3-0, ma si lascia riacciuffare. Al primo match point a disposizione è Jarry a chiudere la partita. Per Zverev è il momento dell'autocritica: se ha perso con il numero 81 del mondo, qualcosa non va. In fondo, si dice che riconoscere il problema sia il primo passo per la guarigione. Peccato che per lui non sarà così. Ma niente spoiler, se ne riparlerà in estate.

26 maggio, Roland Garros - 1° turno

Nicolas Mahut df Marco Cecchinato (2-6, 6-7, 6-4, 6-2, 6-4)

Cambia il torneo, ma non il risultato. A cinque mesi dalla debacle agli Australian Open, Cecchinato viene nuovamente eliminato all'esordio di uno Slam. Solo che, questa volta, è quel Roland Garros al quale si presentava da semifinalista uscente. A Parigi, il palermitano vuole confermarsi specialista della terra rossa, nonostante la stagione altalenante. Nel primo set contro la wild card di casa Mahut, Cecchinato domina sia di dritto che di rovescio, mentre nel secondo è coriaceo nel recuperare da 4-5 sul tiebreak. Poi, però, come in Australia, alla prima difficoltà la luce si spegne. Nel terzo set, dal 3-4 l'italiano non riesce più a tenere il servizio, mentre nel quarto parziale si consegna al suo avversario in soli trenta minuti con un doppio fallo sul set point per il francese. Nel settimo gioco del set decisivo, Cecchinato ha quattro palle break - quasi mini match point - ma non riesce a sfruttarli. In quel momento l'equilibrio si rompe. Sul 4-5 il palermitano non regge alla pressione di dover salvare il match, con Mahut che vince la partita alla seconda occasione utile. Oltre all'umore, a risentirne è la classifica di Marco. Arrivato a Parigi da numero 19 del mondo, con la sconfitta all'esordio al Roland Garros perde venti posizioni. E il crollo nel ranking purtroppo non si arresterà. Tanto che Cecchinato chiuderà l'anno alla posizione numero 71 della classifica ATP.

Michela Curcio

[10.12.2019 - 14:07]



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