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Napoli Calcio

La caduta di "Re" Carlo Ancelotti
e le speranze del "principino" Gattuso

Gennaro Gattuso in una delle ultime foto da allenatore del Milan (Fonte: pagina Facebook dell'AC Milan)


Nel cartoon Disney Il Re Leone zio Scar uccide Mufasa sotto gli occhi di Simba. In Serie A, invece, spesso accade che sia un rampante "principino" a uccidere il ben più esperto e vincente "re".

L'ultimo caso di allievo che spodesta il maestro si è visto proprio in queste ore all'ombra del Vesuvio. Esonerato Carlo Ancelotti, sulla panchina del Napoli è già arrivato Gennaro Gattuso. Sì, quel "Ringhio" che, negli anni Duemila, il periodo d'oro del calcio italiano, fu il mediano, il cuore e i muscoli di quel Milan targato Carletto. O meglio, targato "il fu Roi Charles".

E poco importa che neanche un paio di ore prima di essere sollevato dalla guida tecnica dei partenopei, il buon vecchio Ancelotti avesse centrato la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. Peraltro, con una vittoria impossibile da mettere in discussione: un netto 4-0 contro il Genk, con una tripletta di Milik e un rigore di Mertens.

Troppo insanabile la frattura tra Carletto e il suo ormai ex presidente, quell'Aurelio De Laurentiis che, neanche due anni fa, lo aveva accolto con tanto di foto strappalike sui social e pomposi proclami a mezzo stampa.

«Ancelotti sarà il Ferguson del Napoli», disse DeLa neanche sei mesi fa. Parole figlie di un tempo diverso, un tempo in cui i partenopei in campionato erano i primi degli umani - dopo la paranormale Juventus di Allegri e di CR7 - mentre fuori dall'Italia erano tra i favoriti per la vittoria dell'Europa League. Attualmente lo scenario è un altro: se la Serie A finisse oggi, il Napoli sarebbe fuori dalle competizioni europee. Peggio ancora il cammino nell'Europa che conta degli azzurri: la Champions League non è mai stata un obiettivo di stagione, lo sanno anche a Castel Volturno. Soprattutto a Castel Volturno.

Adesso sulla panchina partenopea si siederà Gattuso. Calabrese, grintoso, schietto. Le affinità elettive con la città di Napoli sono già tante. Ma basterà? La stagione sembra già compromessa a dicembre e l'arrivo di un allenatore-traghettatore rischia di avvilire ancora di più una piazza passionale come quella napoletana. Non sarebbe stato più utile finire il campionato con una guida tecnica in grado di portare in campo ordine e tattica?

Ancelotti arrivò a Napoli da rottamatore prima, da ricostruttore poi. La sua rivoluzione non è mai iniziata. Chissà quando (e se) qualcuno riuscirà perlomeno a far partire un barlume di rinnovamento.

Michela Curcio

[11.12.2019 - 16:42]



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