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in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Crisi in Medioriente

USA-Iran: l'Italia da che parte sta?
Poche parole dopo l'uccisione Soleimani

Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio (foto: Facebook)


In ritardo e con prudenza, forse pure troppa. Sulla crisi in corso tra Stati Uniti e Iran, il Governo italiano fa fatica a esprimersi con decisione, prendendosi "i giusti tempi".

Primo tra tutti, il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio che, all'indomani dell'uccisione del generale Qasem Soleimani, ha affidato il suo commento, dal sapore molto "generico", a Facebook: «L'uso della forza ha sempre provocato ulteriore destabilizzazione ed effetti devastanti sia sul piano umanitario, sia su quello migratorio». E ha aggiunto: «Ho apprezzato l'invito alla moderazione e alla de-escalation dell'Alto Rappresentante dell'Unione Europea, Josep Borrell». Da allora, però, Di Maio ha preferito concentrarsi sulla concomitante crisi in Libia, con post e foto su Twitter della riunione a Tunisi con i colleghi di Francia, Germania, Cipro e Tunisia.

LE REAZIONI DELLA MAGGIORANZA

Per il premier Giuseppe Conte e il segretario dem Nicola Zingaretti, invece, fin da subito la priorità è stata la sicurezza dei militari italiani in missione in Medioriente. «In queste ore di tensione - ha twittato il presidente del Consiglio nei giorni della crisi - esprimo la mia sentita vicinanza a tutti i nostri soldati che svolgono con dedizione e professionalità la loro missione in Iraq e non solo. Faremo di tutto per tutelarli». Gli ha fatto eco il leader del PD, auspicando un ritorno al dialogo. Dialogo, però, che la maggioranza ancora non riesce a portare avanti con una strategia definita. E così, dopo l'uccisione di Soleimani, l'opposizione si è presa il centro del dibattito. Soltanto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi si è espresso nettamente contro le decisioni del presidente degli Stati Uniti. «Il blitz di Trump - ha twittato subito dopo l'attacco americano - mi sembra un'iniziativa in pieno stile suo».

I COMMENTI DELL'OPPOSIZIONE

Sorprendentemente, allora, il botta e risposta sulla crisi in Iran si è animato nel cuore del centrodestra. Il primo a parlare è stato il leader della Lega Matteo Salvini. «Fra l'estremismo islamico e la libertà - ha twittato il 4 gennaio - non ho dubbi su cosa scegliere: sempre e comunque la libertà, la pace, il rispetto dei diritti umani e dei nostri valori cristiani». Parole che non sono piaciute alla frontwoman di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che ha replicato così: «La complessa questione mediorientale non merita tifoserie da stadio, ma grande attenzione. Un'escalation delle tensioni non è nell'interesse dell'Italia». Stupisce l'assoluto silenzio social di Silvio Berlusconi, il cui ultimo post su Facebook risale al 2 gennaio. Parafrasando un suo celebre slogan, sembra proprio che Silvio "non c'è".

LA POSIZIONE DELL'EUROPA

Se la posizione italiana è frammentata e priva di un'ottica e di un piano d'azione precisi, in Europa non sembra esserci maggiore unità di intenti. La paura di una crisi potenzialmente esplosiva, però, ha generato reazioni più consapevoli in Francia e in Germania. Subito dopo l'uccisione di Solemaini, il Capo dell'Eliseo, Emmanuel Macron ha espresso tutta la sua preoccupazione su Twitter: «L'escalation di tensioni in Medioriente non è un caso. La Francia ha due priorità: la stabilità e la sicurezza della regione e la lotta al terrorismo islamico». Costruttiva anche la scelta del Ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, che nelle ore successive allo scoppio della crisi in Iran ha intensificato i contatti diplomatici con il Segretario di Stato USA Mike Pompeo e con l'Alto Rappresentante dell'UE Josep Borrell. E proprio Borrell è stato il primo a parlare in nome di tutta l'Unione Europea. «Il ciclo di violenza in Iraq - ha dichiarato - deve essere fermato prima che vada fuori controllo. Un'altra crisi rischia di mettere a repentaglio anni di sforzi portati avanti per stabilizzare l'Iraq». E ha concluso: «Questa escalation minaccia tutta la regione che ha sofferto immensamente e i cui abitanti meritano di vivere in pace».

Michela Curcio e Titti Pentangelo

[9.1.2020 - 16:40]



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