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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Taxi privati

Ecco le regole per il trasporto
di passeggeri di giorno e di notte


Mezzi pubblici inefficienti, strade chiuse e pericolose, traffico e corse della metropolitana soppresse. Quando cala il buio, tornare a casa a Napoli è un'odissea che non risparmia nessuno e costringe a volte ad affidarsi alla tentacolare rete di taxi abusivi: basta un messaggio su Whatsapp con la propria posizione. Il sabato sera, per esempio, si sta diffondendo l'abitudine per alcuni gruppi di genitori di organizzare minivan per trasportare i ragazzi all'uscita della discoteca. Il codice della strada, però, è molto chiaro e va rispettato anche in questi casi per non cadere nell'illegalità.

Le regole

Per esercitare qualsiasi attività di trasporto pubblico bisogna avere una licenza "ncc" (Noleggio Con Conducente) specifica emessa dal Comune di residenza dell'attività commerciale. Una scelta che il legislatore, sin dall'introduzione del nuovo Codice della Strada, giustifica con la necessità di garantire un servizio professionale e controllato nel trasporto dei passeggeri. Lo dimostrano anche i requisiti molto severi per la richiesta di una licenza, che includono anche l'esibizione del casellario giudiziale.

Il primo problema per un aspirante conducente è però legato al numero delle licenze, da emettere in quantità limitata: il Comune di Napoli, ad esempio, dichiara che "non saranno emesse nuove licenze. Al momento si possono solo trasferire i titoli già esistenti".

La spiegazione, in questo caso, è quella di non alterare il mercato dei taxi con una eccessiva concorrenza, dati anche i costi estremamente alti per l'acquisto di una licenza da tassista.

E allora c'è chi ha un pulmino per trasportare i bambini a scuola e ha pensato di arrotondare il proprio lavoro dedicandosi al trasporto serale di passeggeri. Fatta la legge, trovato l'inganno? Dato che la licenza ncc per il trasporto scolastico è iscritta in una categoria separata, se lo fa di sera per trasporti diversi diventa un abusivo.

Ma nemmeno i tassisti regolarmente iscritti hanno la possibilità di svolgere un servizio completamente libero: nella notte di Halloween i poliziotti ritirarono la licenza di un tassista alla Stazione Centrale di Napoli. Il motivo? "Esercizio abusivo della professione al di fuori dei turni di lavoro".

Se la normativa non sembra abbastanza dettagliata, per l'autista desideroso di accompagnare i ragazzi in discoteca le cose si complicano ulteriormente pensando alla patente: la normativa vigente, così come sottolineato dal Consiglio di Stato nell'ottobre 2019 nell'ambito del processo-Uber, richiede che i guidatori siano in possesso di un certificato speciale per la guida professionale. Si chiamano "KA" e "KB", relativamente per la guida di moto e automobili.

I certificati sono obbligatori per svolgere qualsiasi lavoro come autista, sia per taxi che per servizi pubblici e ncc. Oltretutto sono richiesti anche l'iscrizione al ruolo della Camera di Commercio e un rinnovo quinquennale dei certificati.

Multe

Le sanzioni, però, non sempre riescono a far desistere i conducenti illeciti dalla propria attività. Nel caso della guida senza certificato, la sanzione è di 400 euro più il fermo amministrativo per 60 giorni del veicolo usato. Per il servizio taxi senza licenza, invece, le sanzioni vanno dai 500 ai 3000 euro. Una multa abbordabile, se rapportata ai dati dichiarati da uno dei tassisti abusivi intervistati da Luca Abete in un servizio di marzo 2019 su Striscia la Notizia: la "cooperativa" alla quale era affiliato l'autista intervistato vantava ogni sera più di 6000 clienti per 5 euro a corsa e muoveva 12 automobili, tutte gestite da un "centralino" nascosto.

A tali e tante complessità normative, che hanno creato enormi difficoltà anche a multinazionali come Uber, risponde un mercato abusivo sommerso che si muove senza vincoli. La multinazionale americana, invece, di fronte all'ennesima sconfitta in tribunale, ha dichiarato sul suo sito che fornirà in Italia solo "servizi premium", ovvero noleggio di auto di lusso, categoria in cui i clienti possono spendere anche il doppio o il triplo delle tariffe richieste da un taxi. Il paradosso della vicenda dei taxi abusivi è che, invece, proprio Uber e il vasto universo di app per il trasporto privato non professionale, potrebbero fornire una alternativa legale ai taxi, con un costo decisamente più basso e con orari di lavoro liberi. Ma oggi chi vuole farlo spesso non rispetta le regole. Dura lex, sed lex.

Federico Norberto Quagliuolo

[11.1.2020 - 08:15]



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