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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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ATP Cup

Djokovic batte Nadal
E la Serbia supera la Spagna


La speranza era che un torneo inedito, forse anche pensato per inaugurare una decade nuova di zecca, potesse accelerare il processo di ricambio generazionale nel tennis. Invece, la prima edizione della ATP Cup va in archivio con la vittoria della Serbia di Djokovic sulla Spagna di Nadal. A un Nole più che mai trascinatore, si è contrapposto un Rafa che ha pagato un'inaspettata usura psico-fisica.

Alla redazione di Inchiostro non resta che stilare le pagelle dei team protagonisti.

I vincitori

Team Serbia: 9,5

Il Team Serbia ha giocato una ATP Cup quasi perfetta, con un Djokovic in stato di grazia e un Lajovic molto affidabile nel ruolo di sparring partner. Il fattore Nole in singolare è stato una sentenza per tutti: dal redivivo Kevin Anderson - che pur ha avuto qualche occasione per trascinare il match al terzo set - al fumoso Monfils al quale "Djoker" ha concesso solo cinque giochi; da un concreto Shapovalov a un Medvedev coriaceo, ma umano. Infine, la prova di forza contro quel Rafa Nadal che, sul cemento, non strappa un set a Djokovic dal 2013. Nole è spesso sceso in campo anche in doppio, rinvigorendo il suo team a suon di ace sui killer point e di incoraggiamenti nei super tiebreak. Un plauso anche a Lajovic. Se all'inizio ha zoppicato contro Paire e Harris, nella fase eliminatoria è stato perfetto sia contro Auger-Aliassime che contro Khachanov, cedendo solo a un Bautista Agut in stato di grazia.

I finalisti

Team Spagna: 8

Alla Spagna è mancato Nadal. Dopo aver navigato a velocità di crociera in un girone non competitivo, la formazione di Rafa è crollata sul più bello. Che il mancino di Manacor fosse da subito in debito di ossigeno lo si è intuito in più occasioni: nel secondo set più sudato del previsto contro Basilashvili, nell'inaspettata sconfitta nei quarti di finale contro Goffin e nella partita vinta di testa contro il rampante De Minaur. Poi, in finale, contro un Djokovic spaziale, l'impresa era proibitiva. Menzione speciale per l'altro singolarista della Spagna, Roberto Bautista Agut (voto 9,5). Metreveli, Roncadelli, Soeda e Coppejans non erano avversari competitivi. Ma Kyrgios e Lajovic lo erano eccome. Poco male, RBA è stato spietato con tutti. Tanto che in ATP Cup non ha mai perso neanche un set.

I semifinalisti

Team Russia: 7,5

Al team guidato da Marat Safin (voto 10 per il carisma), si poteva chiedere di più? La coppia Medvedev-Khachanov sulla carta resta la più forte del circuito, ma la sconfitta in semifinale contro la Serbia di Djokovic ha lasciato l'amaro in bocca solo relativamente. La Russia può soltanto prendersela con la scarsa forma fisica di KK. Il vincitore di Bercy 2018 non sta attraversando il miglior momento in carriera e se con Travaglia e Fritz si è salvato in extremis, contro Lajovic è stato costretto a capitolare. Niente da dire, invece, su Medvedev. In singolare è sempre più il primo degli umani e solo un Djokovic deluxe è riuscito a fermarlo, peraltro faticando molto.

Team Australia: 7,5

Al team capitanato da Lleyton Hewitt sul più bello è mancato Nick Kyrgios. La squadra di casa è stata l'unica - Spagna esclusa - a chiudere il girone senza aver mai perso una partita. Alfiere della formazione un De Minaur capace di rimontare un set e un break a Zverev e di stoppare le velleità di un ispiratissimo Shapovalov. Poi, nella sfida da dentro o fuori con la Gran Bretagna, il capolavoro della premiata ditta NK-Demon: chiamati a sostituire la ben più rodata coppia Guccione-Peers, i due australiani hanno battuto gli specialisti inglesi Murray e Salisbury, annullando quattro match point - di cui uno con il servizio. In semifinale contro la Spagna, la stanchezza ha prevalso sull'incoscienza di gioventù. Ma questa combinazione fire&ice - alias Kyrgios&De Minaur - farà molto parlare di sé nel 2020.

La squadra da tenere d'occhio

Team Canada: 7

Da quando il nuovo allenatore Youzhny ne sta "disciplinando" il talento, Shapovalov ne ha guadagnato in continuità. Coriaceo contro Tsitsipas, spettacolare contro De Minaur, implacabile contro Zverev: "Shapo" ha deliziato il pubblico con meravigliosi rovesci a una mano e spettacolari cambi di gioco. Poi, nella fase a eliminazione diretta contro Djokovic, il Next Gen canadese ha vinto il primo set 6-4 e si è arreso soltanto al tiebreak del terzo parziale. Se il Team Canada si è fermato ai quarti di finale, la responsabilità è dell'altro ragazzo terribile, quel Felix Auger-Aliassime (voto 4,5) che non sembra ancora in piena forma. Millman, Struff e Lajovic erano avversari esperti, ma non così temibili.

I nostri portabandiera

Team Italia: 6

Dopo il tragico inizio con la Russia, sembrava che il Team Italia fosse destinato a una figuraccia. Invece, i portabandiera azzurri hanno portato a casa un rispettabile secondo posto. Cosa è mancato per qualificarsi tra le prime otto? Un po' più di costanza da parte di Fognini. I rimpianti sono soprattutto per aver sprecato un primo set vinto 6-1 contro Medvedev e per aver raccolto quattro giochi contro un Ruud ampiamente alla portata. Sorprendente, invece, l'impatto di Travaglia (voto 8,5) con l'ATP Cup. Il marchigiano ha tenuto botta contro Khachanov, ha battuto Durasovic con un inequivocabile doppio 6-1 e si è preso il lusso di dominare Fritz.

Le delusioni

Team USA: 3

Il Team USA è stato sfortunato a essere sorteggiato con Russia e Italia. Eppure, per la formazione americana il secondo posto nel girone era alla portata. Risultato? Ultimo posto con zero punti all'attivo e due sole partite vinte. Alla squadra statunitense è mancato John Isner, lentissimo in campo, impacciato a rete e non così minaccioso al servizio. Tanto che Medvedev gli ha lasciato solo quattro giochi, Fognini lo ha mandato al manicomio con i suoi cambi di gioco e persino Ruud si è preso il lusso di batterlo. Abbastanza impalpabile anche Fritz che, vittoria con Durasovic a parte, è stato dominato da Khachanov e dal ben meno quotato Travaglia. Se poi tradiscono anche Krajicek e Ram, la debacle è inevitabile.

Team Germania: 3,5

Della Germania targata Becker si ricorderanno soltanto gli psicodrammi. La formazione tedesca è stata l'unica a non qualificarsi tra le prime otto sia nell'ATP Cup che in Coppa Davis. Colpa del fattore Zverev (assente a Madrid a novembre)? Innegabile, al Team Germania è mancato il suo numero 1, sconfitto in tre incontri su tre in singolo. Ma la quotatissima coppia di doppio Krawietz-Mies non è che abbia giocato tanto meglio, perdendo contro gli australiani Guccione-Peers e contro i canadesi Auger-Aliassime-Shapovalov e spuntandola contro i non irresistibili greci Kalovelonis e Petros Tsitsipas, annullando quattro match point al super tiebreak. A salvarsi, soltanto il povero Struff (voto 8). Ai nastri di partenza era considerato l'anello debole della formazione. Invece, se la Germania si è giocata la qualificazione fino alla fine il merito è suo.

La polemica

Le intemperanze di tutti: 0

Gli amanti del trash hanno apprezzato, quelli dello sport politically correct molto meno. Senza entrare in giudizi di merito, questa è la lista delle intemperanze viste in campo durante la ATP Cup: le racchette distrutte da Zverev (due), Paire (una - ma sarebbero state due se non fosse intervenuto Monfils a fermarlo) e Khachanov (una) sotto gli occhi attoniti dei loro capitani Becker, Simon e Safin, gli scontri tra Zverev e papà Z e tra Tsitsipas e papà Apostolos, la follia di Medvedev che colpisce con la racchetta la sedia dell'arbitro Layani nel match contro Schwartzman, la lite tra Shapovalov e gli eccessivamente rumorosi tifosi di Djokovic e, per chiudere in bellezza, il crollo nervoso di Nole che spacca la racchetta di pura frustrazione nel match contro Medvedev. Chi ne esce con aplomb, incredibile ma vero, è il bad boy Nick Kyrgios.

Michela Curcio

[14.1.2020 - 16:46]



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