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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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ATP Adelaide

Vince ancora Rublev
Buon inizio 2020 per Harris


Sul finale di 2019 Roger Federer ci aveva avvisati: occhio ad Andrej Rublev, perché è pronto per stagioni straordinarie. A quanto pare, il maestro ci aveva visto giusto. Dopo la vittoria a Doha, per il Next Gen di Mosca è arrivato il secondo trofeo in due settimane. Nell'atto conclusivo di un'edizione un po' anonima dell'ATP 250 di Adelaide, il russo ha nettamente battuto il sudafricano Lloyd Harris per 6-3, 6-0. E adesso per Rublev - che ancora non ha mai perso in questo 2020 - è lecito sognare la seconda settimana degli Australian Open.

Per la redazione di Inchiostro è il momento di dare i voti ai protagonisti del torneo.

ATP 250 Adelaide

Il vincitore

Andrej Rublev: 10

Il primo dieci del 2020 se lo porta a casa il russo. Del resto, come non premiare un tennista che ha vinto due tornei in due settimane? Rublev non è più una sorpresa: martellante da fondo, un dritto e un rovescio pesantissimi e, da qualche tempo a questa parte, anche qualche sortita a rete in più. Il Next Gen russo è così in fiducia da non temere né la stanchezza, sopraggiunta nel secondo set contro Evans, né i cambi di gioco di avversari più creativi, come quell'Auger-Aliassime affrontato in una semifinale thriller che già si candida a essere uno dei migliori match dell'anno. Con queste premesse, inevitabile che la finale contro Lloyd Harris fosse soltanto una formalità. Era dal 2004 che un tennista non vinceva due tornei di fila a inizio stagione. Molto probabilmente non saranno tre - gli Australian Open sembrano ancora territorio dei soliti noti - ma Rublev potrebbe davvero essere l'underdog del primo Slam stagionale.

Il finalista

Lloyd Harris: 8

Che il ragazzo avesse personalità lo si era capito già a luglio, quando, al debutto sull'erba di Wimbledon, strappò un set a re Roger Federer. Da allora la crescita del sudafricano è stata costante: prima la semifinale a Chengdu, poi le belle prestazioni in ATP Cup, con la vittoria sul cileno Jarry e le sconfitte in tre set con il serbo Lajovic e il francese Simon. Ad Adelaide Harris ha battuto, nell'ordine, il cileno Garin, il serbo Djere, lo spagnolo Carreno-Busta e l'americano Paul. Avversari forse non irresistibili, ma sicuramente più esperti di lui. Il sudafricano ne ha avuto ragione grazie al suo interessante servizio, a una discreta sensibilità a rete e a un buon senso del campo nel trovare geometrici passanti lungolinea. Vero, la finale con Rublev è stata a senso unico, ma per Harris il 2020 promette bene.

I semifinalisti

Tommy Paul: 8

Dalle qualificazioni alla semifinale, senza mai lasciare per strada un set e perdendo il servizio soltanto una volta nel match di esordio contro lo sloveno Bedene. Tommy Paul ha approfittato di una parte alta di tabellone sbilanciata a causa del forfait last minute della testa di serie numero 1 De Minaur. Pochi fronzoli e tanto cinismo per sbarazzarsi di avversari sulla carta più esperti, ma forse ancora imballati nei carichi di lavoro, come Cuevas e Ramos Vinolas. Poi, in semifinale, sotto di un set contro Lloyd Harris, ha comunque provato a ribaltare la partita, vincendo il secondo parziale al tiebreak. A essergli fatale, il break nel quarto gioco del decisivo terzo set. Ma la sconfitta a un passo dal traguardo non gli toglie i meriti per aver giocato un torneo di livello.

Felix Auger-Aliassime: 8

Per Auger-Aliassime, l'occasione di vincere il primo titolo in carriera ad Adelaide era davvero ghiotta. Il tabellone era tutt'altro che proibitivo e, tra tutte le possibili minacce, solo un Rublev in grande spolvero avrebbe potuto metterlo in difficoltà. Pronostico che, effettivamente, si è avverato in semifinale. I due Next Gen non si sono risparmiati: più alla ricerca di ritmo Rublev, più coraggioso nel cercare il vincente FAA. 29 gli ace di entrambi (10 il russo, 19 il canadese), 20 le palle break - dieci a testa - da provare a sfruttare. Alla fine ha prevalso il ventiduenne di Mosca, con il punteggio di 7-6, 6-7, 6-4. Non sono mancati, però, i ribaltamenti di fronte. Auger-Aliassime ha salvato due match point sul 6-5 del secondo set e sul 7-6 nel tiebreak. Poi, nel parziale decisivo, si è trovato sopra 3-0, ma si è lasciato riacciuffare da un Rublev che nel 2020 non vuole perdere. Per FAA, gli Australian Open saranno il decisivo banco di prova. A patto, però, di lavorare sugli smash: quello sbagliato sul match point contro Rublev ha del clamoroso.

La delusione

Taylor Fritz: 4

Visto il tabellone sulla carta privo di teste di serie pericolose (eccetto Rublev e Auger-Aliassime), ad Adelaide Fritz poteva tranquillamente raggiungere i quarti di finale, per giocarsela con il russo, prima, ed eventualmente con il canadese, poi. Invece l'americano è stato sorpreso all'esordio dalla mina vagante Bublik. Sul 6-4, 7-6 finale pesano i due set point non sfruttati dal ventiduenne di San Diego sul 5-4 nel secondo set. In generale, Fritz ha pagato poco cinismo sulle palle break e un tiebreak male interpretato nel secondo parziale. Anche in ATP Cup l'americano non aveva impressionato, sprecando un set e un break di vantaggio contro Khachanov e squagliandosi nei due tiebreak contro Travaglia. Non il miglior avvio di 2020 in vista degli Australian Open.

L'italiano

Salvatore Caruso: 6

Il sei politico è d'obbligo. In tabellone da lucky loser, Caruso aveva un primo turno proibitivo contro uno Struff reduce da una ATP Cup durante la quale aveva tenuto in piedi da solo la traballante baracca della Germania. L'equilibrio è durato otto giochi - con un'unica palla break a favore dell'italiano sul 2-1. Poi, perso il servizio sul 5-4, per il ventisettenne di Avola non c'è stata più partita, con il tedesco che lo ha dominato nella ricerca degli angoli e non gli ha più permesso di costruirsi occasioni concrete per rientrare nel match. Non si abbatta Caruso: ci saranno sorteggi migliori per lui nel 2020. Ma non agli Australian Open, visto che - nel frattempo - è già stato eliminato all'esordio dal numero 6 del mondo Tsitsipas.

Michela Curcio

[21.1.2020 - 11:40]



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