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Alighiero Noschese

L'imitatore avrà una strada
a Napoli dove era nato


Alighiero Noschese finalmente avrà a Napoli una strada in suo onore. In mattinata è infatti arrivata la decisione della Commissione toponomastica di intitolare una strada dell'Arenella all'artista napoletano che morì prematuramente quarant'anni fa. Noschese era nato in via Palizzi al Vomero.

Fu il primo artista a imitare un personaggio politico in televisione: correva l'anno 1969 e fece ridere l'Italia intera scegliendo come prima "vittima" Giovanni Leone. E poi portò in tv anche gli sfottò di Piero Angela, Mike Bongiorno, Alberto Sordi e di tutti i giornalisti più famosi degli anni '60, diventando di fatto il pioniere delle imitazioni televisive.

Il suo bersaglio preferito fu il Divo Giulio. Si racconta che una delle imitazioni di Andreotti fu così convincente da confondere addirittura la madre del presidente del Consiglio.

Noschese, come tanti uomini geniali, aveva un animo tormentato: soffriva di forme acute di depressione e, nel 1979, si suicidò con un colpo alla tempia mentre era ricoverato a Villa Stuart, una clinica prestigiosa sui colli di Roma.

Secondo alcuni, avrebbe chiamato un'infermiera e, imitando la voce di un noto medico, avrebbe chiesto i risultati dei suoi esami, venendo a sapere di essere affetto da un cancro incurabile. Alla notizia non avrebbe retto psicologicamente.

La sua eredità artistica, è stata adottata dall'intera scuola comica moderna.

"L'intitolazione di una strada napoletana a Noschese, per la quale mi batto da anni, per la verità, avrebbe dovuto trovare attuazione da tempo" afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari. Napoli arriva in ritardo: San Giorgio A Cremano, il paese in cui riposa l'imitatore, gli ha già dedicato una strada, un murales sulla fermata della metropolitana e un concorso annuale in suo onore.

La commissione toponomastica è stata molto impegnata negli ultimi anni nella riscoperta di artisti e nomi illustri del passato. Due anni fa fu il turno di Massimo Troisi, divenuto titolare della scalinata a Chiaia che fu protagonista del film "Scusate il ritardo". Nel 2016, invece, fece molto discutere il cambio di toponomastica effettuato sull'ex Corso Vittorio Emanuele III, da non confondere con la strada che collega Mergellina al Vomero: è stato dedicato a Salvatore Morelli, considerato "il primo femminista d'Italia": immediatamente dopo l'Unità d'Italia, nel parlamento piemontese, si fece promotore del primo disegno di legge per estendere il voto alle donne.

Federico Norberto Quagliuolo

[21.1.2020 - 13:05]



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