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A Sanremo

Vince Diodato il festival della svolta
Dopo Amadeus non si torna indietro


È stato il festival della svolta. La settantesima edizione della kermesse canora è stata un completo successo dal punto di vista degli ascolti, ma, soprattutto, ha segnato una rottura netta con ciò che era stato Sanremo fino a questo momento. Basta ospiti con annesse interviste, sì al cambio delle presentatrici ogni sera, anche se poi su questo si deve ancora discutere e magari migliorare il tiro, soprattutto su alcuni monologhi (tipo quello di Diletta Leotta).

Ciò che resta, a sipario ufficialmente calato, è la sensazione che nessun festival potrà tornare indietro. Il trio Amadeus, Fiorello, Tiziano Ferro ha funzionato, nonostante le discussioni sugli orari di entrata in scena. Chi, fra i tre, ne esce un po' sconfitto è proprio il cantante, che nelle 5 serate si è dimostrato fin troppo vittima dell'emozione. Benino, ma non pienamente promosso Fiorello. Il comico siciliano è stato uno dei personaggi più apprezzati, ma, a volte, il mettersi sempre in mezzo risulta pesante. Promosso si, ma senza lode.

Amadeus, invece, è il vero eroe della manifestazione. Partito malissimo, tra accuse di sessismo e cantanti sbagliati, ha saputo rifarsi in modo garbato e senza tanti fronzoli. Ha portato avanti un festival, che, nonostante le lunghissime ore di diretta, sembrava comunque veloce.

Capitolo donne. La settantesima edizione ha visto come tema principale la violenza sulle donne. Se non si può dire nulla sul racconto di Rula Jebreal, tanto, fin troppo è stato detto su Diletta Leotta. Il discorso sulla bellezza, raccontata come un peso, non è piaciuto, giustamente, a tanti. Bella la presenza delle giornaliste rai. Scoprire che sotto al mezzo busto del tg1 si nascondono ideali e sentimenti ha incuriosito il pubblico.

Per il resto le altre donne hanno ricoperto bene il ruolo di spalla, anche se bisogna sottolineare che Antonella Clerici, più che delle frecciatine, sembrava lanciare al conduttore delle vere e proprie sassate.

Canzoni. Sono queste, in teoria, le protagoniste, ma quest'anno, fra ritmi frenetici e lunghe nottate, diventava difficile riuscirle ad apprezzarle a pieno.

Le tre giurie hanno scelto come vincitore Diodato. Un cantante dalla voce potente e cristallina, delicata e che con il suo testo "Fai rumore" ha portato all'Ariston la classica melodia da Rai1. Bella sì, ma insomma.

Gabbani ha conquistato tutti. Eppure, secondo chi scrive, mancava qualcosa. Allegri i Pinguini Tattici Nucleari. La loro "Ringo Starr" ha fatto ballare il pubblico, e si sono meritati a pieno il terzo posto.

Escluso dal podio Piero Pelù. L'onda rock non conquista, ma il rocker sarà sicuramente uno dei più passati in radio da oggi in poi. Così come Achille Lauro. Il cantante romano ha stregato tutti con i suoi abiti firmati Gucci e ispirati a grandi "innovatori" del passato: da San Francesco a Elisabetta I Tudor. Certo, la canzone era molto simile a quella dell'anno scorso, e forse, per questo, è stato penalizzato dai tecnici.

Fra i nomi più attesi di questa edizione, soprattutto fra i giovani, poi, c'era Elettra Lamborghini. La regina del twerk italiana, però, si è scontrata con la dura realtà di una vocalità minima. Il terzultimo posto è più che meritato.

Elodie, invece, riesce a portare a casa un buon risultato. La sua canzone che porta impressa la firma di Mahmood, ricorda molto le sonorità tipiche dell'artista che ha vinto la scorsa edizione, ha un bel ritmo. Se, però, a cantarla fosse stato l'autore, il successo sarebbe stato stellare.

Capitolo a parte meritano Bugo e Morgan. La loro esclusione, arrivata dopo tre giorni di ultimi posti, è solo il capitolo finale della saga dei due artisti. La verità, però, era una: la loro canzone "Sincero" era in realtà una delle migliori. Buon testo, buon arrangiamento. Non avrebbero mai vinto, era evidente, ma non meritavano un parziale così poco lusinghiero. Il tempo, credo, darà ragione alla loro proposta.

Relegato sul fondo anche a causa delle polemiche pre-festival Junior Cally. Il suo brano era forte. Purtroppo è stato vittima del suo passato.

L'edizione perfetta non esiste. Nessuna classifica renderà mai giustizia alle opinioni di ognuno. Il vero vincitore, quest'anno è stato il Festival. Ciò che verrà scritto nell'album dell'anno prossimo, poi, sarà tutto da vedere. Un nuovo corso, intanto, è iniziato.

Elvira Iadanza

[9.2.2020 - 16:12]



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