InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Academy Awards

Parasite vince gli Oscar 2020
Ecco perché questa è una "rivoluzione"

Il regista Bong Joon-Ho (fonte: Wikicommons)


Per la cerimonia degli Oscar 2020 si fa la storia a Hollywood. Il film sudcoreano Parasite trionfa portando a casa ben quattro statuette su sei nomination. Oltre all'Oscar come miglior regista, miglior sceneggiatura originale e miglior film straniero, per la prima volta nella storia degli Academy Awards un film in lingua non inglese si aggiudica il premio come Best picture. La pellicola sudcoreana ha scalzato pezzi da novanta come C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino e il kolossal The Irishman di Martin Scorsese e il super favorito 1917 del regista inglese Sam Mendes.

La cavalcata di Parasite e il significato della vittoria agli Oscar 2020

Parasite conclude quindi brillantemente la award season iniziata a maggio con la vittoria della Palma d'oro al Festival di Cannes 2019. Commovente il discorso di Bong Joon-Ho come miglior regista: «Quando studiavo cinema ciò che più mi è rimasto nel cuore è la frase: più si è personali più si è creativi. Quella frase l'ha detta Martin Scorsese che ho studiato a scuola». Il cineasta sudcoreano ha poi fatto ridere l'intera platea del Dolby Theatre dicendo che, dopo la vittoria come miglior film straniero, era convinto di aver terminato la serata e aveva iniziato a bere per festeggiare.

Quest'anno l'Academy ha davvero deciso di diventare sovversiva, andando oltre le barriere linguistiche e culturali. D'altronde lo. Aveva detto anche Bong Joon-Ho alla cerimonia dei Golden Globes: «e riusciamo a superare quell'ostacolo di un centimetro sullo schermo, che sono i sottotitoli, allora potremo godere davvero della bellezza del cinema». E sembra proprio che gli Oscar 2020 abbiano deciso di seguire il suo consiglio.

Se negli anni passati i registi messicani come Alfonso Cuaron, Guillermo Del Toro e Alejandro Gonzalez-Inarritu si erano portati a casa il premio per la regia, non erano mi riusciti a salire sul gradino più alto del podio, quello di miglior film. È toccato a un sudcoreano, proprio in un periodo in cui l'Asia è al centro delle cronache per il coronavirus e di una politica trumpiana che, nonostante l'allentamento degli ultimi mesi, si è sempre scagliata contro il continente asiatico per i dazi o il braccio di ferro con la Corea del Nord.

Gli attori premiati agli Oscar 2020

Poche sorprese per gli Oscar 2020 agli attori: come predetto da tutti i bookmaker vincono Joaquin Phoenix per Joker e Renée Zellweger per Judy. Phoenix in lacrime ha ricordato il fratello River e ha improntato tutto il discorso sulla politica e l'ambientalista: «Il dono più grande è l'opportunità di dare la nostra voce a chi non ha voce».

La Zellweger, che dopo 16 anni ritorna sul palco degli Oscar per ricevere l'ambita statuetta, ha ricordato Judy Galrland che non fu mai insignita del premio: «Judy non ha mai ricevuto questo onore - ha spiegato l'attrice - e sono sicura che questo momento è un'estensione della sua eredità, un modo per celebrare unicità ed eccezionalità che sono ciò che ci ha lasciato e che va al di là di ogni singolo successo».

Migliori attori non protagonisti Laura Dern per il film Storia di un matrimonio, distribuito da Netflix e Brad Pitt per il film di Quentin Tarantino C'era una volta... a Hollywood. Il suo è stato un discorso politico con un riferimento all'impeachment verso il Presidente Donald Trump: «Mi hanno dato 45 fecondi per questo discorso. 45 secondi in più del tempo che il Senato ha concesso a John Bolton».

E a proposito di politica anche l'ex Presidente Obama ha portato a casa un Oscar. Il documentario American Factory, di cui Obama e la moglie sono produttori esecutivi, ha vinto nella categoria miglior documentario.

Rivoluzione... fino a un certo punto

Se da una parte agli Oscar 2020 si è fatta la storia con il film sudcoreano Parasite, dall'altra non sono mancate polemiche sull'assenza, ancora una volta, di registe donna nella categoria Best Director. Natalie Portman sul red carpet ha indossato un lungo cappotto con sopra disegnati i nomi delle registe che quest'anno si sono distinte per i loro lavori. A Hollywood si fanno passi avanti ma c'è ancora tanto da fare.

Bianca Damato

[10.2.2020 - 13:20]



Email Stampa Facebook Twitter Reddit LinkedIn Pinterest Mix Tumblr Bufferapp




RSS

© 2003/20 Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Napoli · P.Iva 03375800632 · Versione 4.1 · Privacy
Conforme agli standard XHTML 1.0 · CSS 3 · RSS 2.0