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Iniziativa solidale

A Napoli il "Cappotto sospeso"
per offrire "calore" ai senza dimora

Un momento della conferenza stampa di presentazione del progetto (foto di Chiara Sorice)


"Attaccapanni itineranti sparsi per la città di Napoli dove appendere cappotti. Un'iniziativa per aiutare i senza dimora a ripararsi dal freddo", è così che Francesca Menna, Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, ha presentato il progetto "#Prendi3 il cappotto per i senza dimora", una sorta di "cappotto sospeso" nella città che ha già inventato il caffè sospeso.

In cosa consiste il progetto

L'obiettivo è spingere i cittadini a donare cappotti, ma anche abiti e coperte, con cui chi vive per strada potrà ripararsi. Sarà un rapporto orizzontale, alla pari, tra chi dona e chi riceve: chi dona un cappotto, infatti, riceverà un bigliettino in cui il senzatetto racconterà la sua storia e il motivo per cui vive per strada.

"Bisogna ascoltare i senzatetto e capire la loro storia, se si tratta di problemi economici ma anche mentali o di dipendenza bisogna in ogni caso essere vicini a loro", queste le parole di Monica Buonanno, Assessore alle Politiche sociali.

Ma non è tutto. La particolarità dell'iniziativa "Cappotto solidale" è che gli attaccapanni, vere e proprie opere d'arte realizzate dall'artista Giancarlo Minniti, sono ecosostenibili. Niente plastica, solo materiali riciclabili. L'oggetto, infatti, nasce dal riuso di oggetti raccolti per strada. Gli appendiabiti saranno installati in varie municipalità di Napoli. Primo luogo scelto Gianturco, dove c'è il centro raccolta per persone in difficoltà, gestito dalla comunità di Sant'Egidio.

Un'iniziativa per aiutare i senza dimora

Aiutare chi vive per strada e cerca di sopravvivere ogni giorno, non solo al freddo: è questo l'obiettivo principale del progetto. Il problema, però, sarà "preservare" gli appendiabiti dai furti dato che saranno installati per strada, alla portata di tutti. L'iniziativa è promossa dall'associazione N'Sea Yeat che si occupa di ambiente. I cittadini vengono coinvolti attraverso i social: bisogna scattarsi un selfie mentre si raccolgono rifiuti, condividere la foto, e invitare gli altri a fare lo stesso. E' proprio dall'ambiente che parte tutto: "Il problema principale dei senza tetto non è la mancanza di cibo anzi è proprio l'eccesso di cibo che causa i rifiuti che restano per strada", così Monica Buonanno.

Chiara Sorice

[10.2.2020 - 13:50]



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