InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

ATP Montpellier

Monfils profeta in patria
Dimitrov e Shapovalov deludono ancora


Gestire il contraccolpo del dopo Slam è sempre una dura impresa. Nonostante febbraio sia il mese con più tornei ATP in programma - saranno tre a settimana fino al 2 marzo - i primi sette giorni post Australian Open sono volati via senza particolari sussulti. Soltanto due top ten sono scesi subito in campo dopo le fatiche di Melbourne: si tratta di Gael Monfils e di David Goffin, entrambi impegnati nell'ATP 250 di Montpellier. E proprio il transalpino si è portato a casa il trofeo, battendo in finale il canadese Vasek Pospisil. Per lui è il terzo trionfo nel torneo francese, dopo i due nel 2010 e nel 2014.

Alla redazione di Inchiostro non resta che stilare le abituali pagelle settimanali.

ATP 250 Montpellier

Il vincitore

Gael Monfils: 8

Considerati i flop degli avversari più quotati e forte dell'incoraggiamento del suo pubblico, Monfils non poteva non vincere a Montpellier. Eppure, il francese ha un po' faticato soprattutto all'esordio contro il connazionale Mannarino che lo ha costretto a rimontare un set prima, un break di svantaggio nel parziale decisivo poi. L'impressione è che in campo si sia visto un Gael con il freno a mano tirato. Soprattutto dai quarti di finale in poi, il transalpino ha approfittato del suo strapotere fisico per gestire a suo piacimento il ritmo delle varie partite, assestando il colpo del ko agli avversari nei momenti più opportuni. Qualche esempio? I due punti giocati sul 5-4 nel tiebreak del primo set in semifinale contro Krajinovic e i due break, nel dodicesimo gioco del primo set e nell'ottavo del secondo set, in finale contro Pospisil. Per vincere spesso bisogna essere chirurgici.

Il finalista

Vasek Pospisil: 8

Che il calvario di Pospisil stesse finendo lo si era già intuito a novembre in Coppa Davis, quando il canadese sconfisse Fognini, Opelka e Millman, prima di cedere a Rublev con un doppio 6-4. In tabellone a Montpellier grazie al ranking protetto, il ventinovenne di Vernon ha battuto nell'ordine Bedene, Shapovalov, Gasquet e Goffin, perdendo un unico set proprio contro il belga. Non solo. Fino alla semifinale Pospisil aveva sempre tenuto il servizio, annullando tutte le palle break concesse ai suoi avversari (cinque a Bedene e tre a Gasquet). In finale contro Monfils al canadese è mancato un po' di cinismo e, ironicamente, la statistica delle palle break gli si è ritorta contro, con il francese che ne ha neutralizzato quattro su quattro. Non importa. Dopo gli infortuni e le tante operazioni - l'ultima per un'ernia a gennaio del 2019 - per Pospisil il ritorno è dolce.

L'incompiuto

David Goffin: 5,5

È davvero difficile non dare la sufficienza a un tennista che è in top ten e che, comunque, a Montpellier ha raggiunto la semifinale. Ma come si fa a perdonare Goffin per aver servito sul 5-4 nel terzo set ed essersi lasciato controbreakkare a 15 dal suo avversario? E come si fa a dargli le attenuanti del caso per l'atteggiamento passivo nel dodicesimo gioco del parziale decisivo, con tanto di 7-5 finale a sancire la sua sconfitta? Un giocatore esperto e talentuoso come il belga non può e non deve sprecare simili occasioni per vincere un torneo durante il quale, viste le premature eliminazioni di Shapovalov e Auger-Aliassime, non aveva incontrato neanche una testa di serie. Il servizio fiacco e il nervosismo non sono giustificazioni.

Lo scriteriato

Alexander Bublik: 4

A Montpellier Bublik ha regalato trash che in campo non si vedeva dall'ATP Cup. All'esordio, nella partita vinta in rimonta contro lo svizzero Laaksonen, il kazako si è esibito in un monologo che ha ricordato le filippiche del peggior Kyrgios: «Odio il tennis, con tutto il mio cuore. È lo sport più brutto in assoluto. Odio ogni giorno in cui devo scendere in campo per giocare». Poi, al secondo turno contro Goffin, dopo aver sprecato quattro set point, Bublik ha provato a ingannare il suo avversario con un servizio dal basso, incurante del fatto che il belga sia tra i giocatori più veloci nel circuito. Fallito il suo tentativo, nel punto successivo il kazako ha commesso un doppio fallo, consegnando a Goffin un match point - poi sfruttato - sul servizio. Non serve aggiungere altro.

Le delusioni

Grigor Dimitrov e Denis Shapovalov: 3

Pagella unica per Dimitrov e Shapovalov che, dopo aver deluso agli Australian Open, non invertono il trend negativo di inizio 2020. A Montpellier, rispettivamente contro Barrere e Pospisil, sia il bulgaro che il canadese sono stati indolenti e insolenti. Indolenti perché con il rovescio hanno messo a segno troppi pochi vincenti e hanno sbagliato colpi che non si possono sbagliare. Insolenti perché, con quel talento che si ritrovano, sarebbero dovuti essere i finalisti in Francia, senza se e senza ma. A Dimitrov non si possono perdonare le sole tre palle break convertite su dieci e i dieci doppi falli. Peggio ha combinato Shapovalov, che non si è mai creato una palla break e che ha portato a casa zero punti su undici in risposta alla seconda del suo avversario.

Felix Auger-Aliassime: 5

Parziale bocciatura anche per il giovane "canadese terribile" che, dopo l'eliminazione all'esordio degli Australian Open, non è andato oltre il secondo turno a Montpellier. Già contro il bielorusso Dzumhur, Auger-Aliassime era stato costretto a inseguire, complice un tiebreak del primo set in cui aveva perso il servizio proprio sul 6-5. E sempre un tiebreak gli è stato poi fatale nel primo parziale contro il padrone di casa Herbert, avversario non così irresistibile in singolo. Al resto ci ha pensato il transalpino, che ha piazzato lo strappo decisivo alla seconda palla break nell'undicesimo gioco del secondo set. FAA è un classe 2000, ma l'impressione è che abbia già i numeri per vincere quantomeno un ATP 250. Lecito, perciò, essere delusi.

L'italiano

Jannik Sinner: 4,5

Prima vera bocciatura nel circuito maggiore per Sinner. Passi perdere con Fucsovics agli Australian Open, ma lasciarsi dominare da Ymer al primo turno di un ATP 250 non è una buona notizia per l'altoatesino. A maggior ragione se neanche tre mesi fa alle Next Gen ATP Finals Jannik aveva schiantato il coetaneo svedese, lasciandogli tre giochi in tre set. A Montpellier si è visto un Sinner inefficace al servizio, con solo il 33% di punti ottenuti con la seconda e con due break sprecati rispettivamente nel terzo e nel quinto game del secondo parziale. Un vero peccato, perché l'impressione è che in più momenti della partita il Next Gen di San Candido fosse superiore al suo avversario negli scambi da fondo. L'obiettivo, adesso, è riscattarsi a Rotterdam.

Michela Curcio

[11.2.2020 - 14:15]



Email Stampa Facebook Twitter Reddit LinkedIn Pinterest Mix Tumblr Bufferapp




RSS

© 2003/20 Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Napoli · P.Iva 03375800632 · Versione 4.1 · Privacy
Conforme agli standard XHTML 1.0 · CSS 3 · RSS 2.0