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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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ATP Marsiglia

Tsitsipas si riconferma campione
ma Auger-Aliassime sarà il futuro


Geometrie esplosive da veterano contro colpi chirurgici che muoiono dopo aver toccato la riga quanto basta; l'autocontrollo di chi sa che in campo non serve scomporsi contro la passionalità di chi il fuoco ce l'ha dentro dalla nascita; il freddo Nord America contro il caldo Sud Europa: con queste premesse, la finale dell'ATP 250 di Marsiglia non poteva che essere spettacolare. A sfidarsi per il titolo sono stati due tra i più promettenti Next Gen del tennis: il millennial Felix Auger-Aliassime e il neo-vincitore delle ATP Finals Stefanos Tsitsipas. Per i due è stata la quarta partita giocata in meno di un anno, dopo il match di secondo turno a Indian Wells, l'incontro ai quarti di finale nell'ATP 500 del Queen's (vinti entrambi dal canadese) e lo scontro al secondo turno nel Master 1000 di Shanghai (portato a casa dal greco). A prevalere è stato Stefanos con il punteggio di 6-3, 6-4. Il Next Gen di Atene è così riuscito nel back to back a Marsiglia, mentre per Auger-Aliassime è arrivata la quinta sconfitta su cinque finali nel circuito maggiore.

La redazione di Inchiostro ha dato i voti ai protagonisti del torneo.

ATP 250 Marsiglia

Il vincitore

Stefanos Tsitsipas: 9

A Marsiglia Tsitsipas aveva tanto da perdere. Doveva dimostrare di non essere "maestro" per caso dopo un inizio di stagione zoppicante, doveva difendere il titolo conquistato l'anno scorso e, soprattutto, doveva smentire chi già gli pronosticava un 2020 da flop. L'esordio contro Ymer era stato positivo nel risultato, ma - nonostante i soli quattro giochi concessi allo svedese - quasi sembrava che il greco fosse con il freno a mano tirato, complici alcuni rovesci pigri soprattutto nel secondo set. Dagli ottavi di finale in poi, invece, il Next Gen di Atene ha visibilmente alzato la qualità del suo tennis. Prima la prestazione solida contro Pospisil al quale non ha concesso neanche una palla break, poi la prova di maturità contro Bublik, nonostante il controbreak subito proprio quando aveva servito per il primo set. Infine, una finale a senso unico contro quell'Auger-Aliassime che conduceva gli scontri diretti per 2-1. Contro il canadese, Tsitsipas ha balbettato in un unico momento: nel sesto gioco del secondo set, quando ha subito un controbreak a sorpresa. Nonostante la visibile tensione sul volto, però, il greco ha mantenuto i nervi saldi e si è immediatamente ripreso il break - poi decisivo. Un atteggiamento da campione.

Il finalista

Felix Auger-Aliassime: 8

Provaci ancora, Felix. Tra il canadese e le finali nel circuito maggiore il feeling non sembra voler sbocciare. Eppure, guardare soltanto alla sconfitta contro Tsitsipas significherebbe sminuire il buon torneo giocato da Auger-Aliassime. Reduce dalla delusione di Rotterdam, FAA rischiava di presentarsi in Francia ancora sotto shock. Invece, il Next Gen di Toronto è stato bravo a scacciare i fantasmi della scorsa settimana. Se necessario, anche annullando match point - due all'esordio contro l'italiano Travaglia e tre nel tiebreak del terzo set contro il francese Herbert. Non solo. Sia nei quarti di finale contro Gerasimov che in semifinale contro Simon, Auger-Aliassime si è trovato sotto di un break nel primo set, ma è riuscito a piazzare il controbreak proprio quando l'avversario serviva per portare a casa il parziale. Peccato per aver sentito troppo la pressione della finale.

Il Next Gen

Denis Shapovalov: 6

Gioire per il successo contro un Cilic che ha vinto gli US Open ed è stato numero 3 del ranking, oppure rimanere delusi per la sconfitta contro un avversario tanto imprevedibile quanto incostante quale è Bublik? Shapovalov appartiene a quel ristretto gruppo di Next Gen dai quali ci si aspetta prestazioni monstre. Non sempre tutto ciò è possibile, specialmente nel tabellone di un torneo che annovera tra le prime due teste di serie Medvedev e Tsitsipas. Eppure, "Shapo" deve ancora lavorare sui passaggi a vuoto che lo assalgono nelle fasi delicate dei match. Il calo al servizio sul finale di secondo set contro Cilic non gli è stato fatale. Quello smash sbagliato e quel dritto ciabattato fuori dal campo sulle due palle break per Bublik nel terzo parziale del match che valeva la semifinale, invece, sono da matita blu.

Le delusioni

Karen Khachanov: 3,5

Khachanov non accenna a ingranare in questo inizio di stagione. Così come gli era successo a Rotterdam contro Evans, a Marsiglia contro Bedene il ventitreenne russo era partito bene, vincendo il primo set 6-4, portando a casa l'88% di punti con la prima di servizio e salvando l'unica palla break concessa al suo avversario. Poi, però, non riuscendo a crearsi nessuna opportunità per strappare definitivamente il match, KK si è innervosito e disunito con il suo collaudato schema di servizio e dritto. Due i momenti chiave: nel decimo game del secondo parziale e nel dodicesimo del terzo set, con Bedene bravissimo a capire quando colpire di lungolinea. Mezzo voto in meno, infine, per la racchetta spaccata da Khachanov a fine partita. Fin quando si gioca, tutto è concesso. Dopo il match point, però, bisogna soltanto andare a rete e stringere la mano all'avversario.

David Goffin: 4

Da quando Goffin è rientrato in top ten, sembra che su di lui si sia abbattuta una maledizione. A Marsiglia il belga è stato eliminato all'esordio dal qualificato bulgaro Gerasimov. Una sconfitta che brucia perché il ventinovenne di Liegi si era trovato sopra di un break nel primo set e, prima del controbreak e del break a sfavore tra l'ottavo e il decimo gioco, aveva perso soltanto cinque punti al servizio. Ancora maggiori i rimpianti nel secondo parziale: recuperato il break proprio quando il suo avversario serviva per il match, Goffin ha allentato la spinta offensiva al tiebreak, con due minibreak sull'1-1 e sul 2-4 che gli sono costati cari. Riposare prima di Indian Wells gli farà bene.

Daniil Medvedev: 4,5

La bocciatura sarebbe stata ancora più netta se a Marsiglia Medvedev non si fosse spinto fino ai quarti di finale. Già all'esordio contro Sinner il russo aveva dovuto ricorrere ai suoi migliori colpi per rimontare un set di svantaggio - tra l'altro perso con l'inequivocabile punteggio di 1-6. Contro un avversario più esperto come Simon, invece, il moscovita non ha avuto armi. Il francese ha avuto bisogno di subire un break prima di prendere le misure al suo avversario. Poi, sul 4-4 del primo set, la svolta. Medvedev vince uno scambio da quaranta colpi. Da lì il buio, con un sanguinoso doppio fallo nel successivo turno di servizio e troppi dritti affossati in rete. Il 6-0 del secondo set racconta la storia di un top five rassegnato alla sconfitta. E pensare che neanche cinque mesi fa il russo vinceva il Master 1000 di Shanghai lasciando solo cinque giochi al miglior Sascha Zverev del 2019. Tempi in cui il moscovita non doveva preoccuparsi di gestire le aspettative.

Gli italiani

Jannik Sinner: 7,5

Mezzo voto in meno perché contro un Medvedev tutt'altro che brillante, Jannik avrebbe potuto persino portare a casa la partita. Resta il fatto che non si può criticare un diciottenne per aver peccato di inesperienza. Per un set, Sinner ha dominato contro il numero 5 del mondo, ubriacandolo a suon di traccianti in lungolinea e rendendolo inoffensivo sul suo punto di forza: lo scambio prolungato da fondo. Per l'altoatesino, l'errore è stato cominciare a prendersi qualche rischio di troppo con il dritto, specialmente nel terzo gioco del secondo parziale, momento nel quale è arrivato il primo break del match a favore di Medvedev. A quel punto, Sinner è stato assalito dalla stanchezza mentale. Niente di grave, però: queste sconfitte servono a crescere.

Stefano Travaglia: 7

Consapevole di avere di fronte un Auger-Aliassime on fire, Travaglia ha provato a giocarsela senza avere troppo da perdere e per poco non gli riusciva l'upset. Un primo set ripreso proprio quando FAA serviva per portare a casa il parziale, un secondo set nel quale il canadese ha dovuto annullare due match point - di cui uno sul servizio dell'italiano. Infine il break decisivo nel quarto gioco del terzo parziale e un ultimo brivido, con la palla break - non concretizzata - che Travaglia si era costruito sull'1-3 e vantaggi. Al ventottenne marchigiano resta la consapevolezza di aver messo in difficoltà il finalista del torneo.

La polemica

L'atteggiamento di Alexander Bublik: 2

Passi dire in un'intervista rilasciata a L'Equipe di trovare nei soldi l'unica motivazione per giocare a tennis. Passi provocare il pubblico di Marsiglia che lo aveva fischiato per tutto il tempo nel match di secondo turno contro l'idolo di casa Paire. Passi già meno mollare a bordocampo la giornalista francese che cercava di raccoglierne le dichiarazioni post-partita. Quello che, però, non può assolutamente passare è l'atteggiamento di Bublik in conferenza stampa. Non presentarsi ai microfoni vuol dire non avere considerazione dei propri interlocutori e, quindi, passare automaticamente alla parte del torto.

Michela Curcio

[25.2.2020 - 13:21]



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