InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Le coppe

5 Cose che abbiamo imparato
dalla 3 giorni europea


Dopo lunghi e sportivamente noiosi mesi di attesa sono tornate finalmente le coppe europee. Complessivamente buoni i risultati per le italiane, anche se, almeno per quanto riguarda la Uefa Champions League, mancano ancora le gare di ritorno, quindi è ancora presto per dare giudizi. L'Atalanta aveva già fatto bella mostra di sé in un San Siro gremito pre-allerta coronavirus, mentre Napoli e Juventus ribaltano entrambe i pronostici, la prima in positivo, la seconda in negativo. Tutto facile invece per Inter e Roma in Europa League. Vediamo allora cosa abbiamo imparato dall'ultima 3 giorni europea.

Il Napoli è una sorpresa anche quando non dovrebbe più esserlo

La squadra di Gattuso ha imbrigliato il grande favorito di questa edizione della Champions. Il Barcellona di Leo Messi arriva a Napoli con la sicumera di chi ha già un piede nei quarti di finale e invece, grazie ad una gara tatticamente quasi perfetta, l'undici azzurro porta a casa un punto quasi insperato alla vigilia, un punto che non diventano tre solo per un calo di attenzione fatale. Gattuso sta diventando davvero un bravo allenatore e un giorno non lontano potrebbe superare anche il tanto (troppo) riverito Ancelotti. L'interpretazione della gara è perfetta. Il Barcellona ha davvero pochi punti deboli ma, nella notte del San Paolo ne ha uno evidente, i blaugrana sono orfani di Jordi Alba e di Sergi Roberto e devono schierare le "seconde linee" Firpo e Semedo. Su questa premessa si è basato il gioco del Napoli, tanta densità al centro lasciando poco spazio a Messi e Griezmann e esterni più liberi di giocare. Considerando che i due rincalzi non sono palleggiatori eccellenti come i titolari, il Barcellona ha per lo più fatto possesso sterile senza essere mai davvero pericoloso. Se Mario Rui non avesse sbagliato quella diagonale o se Insigne e Callejon avessero capitalizzato le grandi occasioni capitate sui loro piedi, staremmo parlando di altro. Fa specie classificare il Napoli ancora come sorpresa quando rispetto allo scorso anno avrebbe solo dovuto confermarsi.

La Juventus è in crisi per la prima volta negli ultimi 8 anni

Se Sparta piange Atene non ride. Mai negli ultimi 8 anni la Juventus era mai stata davvero in crisi. Incredibilmente il momento arriva proprio quando la rosa è più profonda e in campo ci sono i campioni quelli veri. Sarri sta facendo fatica ad imporre il suo gioco in una squadra che forse non è quella che lui si sarebbe costruito, ma i grandi allenatori fanno bene con quello che hanno a disposizione. La sconfitta per 1 a 0 in casa del modesto Lione ha fatto insorgere i tifosi bianconeri che ora vogliono la testa dell'allenatore toscano. Il problema della Juventus, però, è più profondo. Se il reparto difensivo e quello offensivo sono tra i migliori del continente, quello centrale ha la coperta davvero troppo corta. Con un Pjanic che non è più quello di Roma, un Matuidi che fa quello che può con i mezzi che ha e un Rabiot e un Ramsey che non hanno mai mantenuto le aspettative, l'unico faro è il giovane Bentancur, l'unico che sembra avere le idee chiare. Ora il tecnico, però, sta entrando nel momento più difficile della sua carriera. Domenica allo Stadium, senza pubblico a causa dell'emergenza coronavirus, arriverà Conte con la corazzata Inter per una sorta di spareggio scudetto che potrebbe favorire anche solo la Lazio, poi il ritorno con il Lione dove il tecnico non ha molte chance: vincere o vincere. L'aria che tira a Vinovo è pesante e se la Juve si vanta di non aver mai esonerato un allenatore, Sarri potrebbe battere un nuovo record, però negativo.

In Champions nessuno è imbattibile.

Il Barcellona cede un punto a Napoli quando non ci avrebbe scommesso nessuno, il PSG e il Liverpool campione impattano, il Real perde in casa contro il Manchester City, prima inglese ad espugnare il Bernabeu da molti anni e la Juve ferita perde contro una delle squadre peggiori delle 16 rimaste. Mai un'edizione della Champions era stata così livellata, quest'anno possono davvero vincere tutti? Probabilmente no, i ritorni dalla prossima settimana potrebbero e dovrebbero, rimettere tutto o quasi al suo posto, ma perché non sognare? Nomi inediti in fondo a questa manifestazione se ne sono sempre visti pochi, magari quest'anno se ne vedranno di più.

Lukaku segna anche quando non vuole

La sensazione che si ha guardando l'Inter giocare in EL è quella di una squadra non troppo convinta che quasi non avrebbe voglia di essere lì in quel momento. Eppure la squadra di Conte vince lo stesso. Emblematico il gol del 2 a 1 di ieri sera di Romelu Lukaku, un bel taglio, una bella imbeccata di testa, parata, un rimpallo sempre sul suo testone da terra, mentre non era conscio di cosa stava accadendo, e gol di carambola. È vero, il Ludogorets non è avversario probante per i nerazzurri che ora saranno chiamati alla sfida più impegnativa contro gli spagnoli del Getafe, ma se segnano anche non volendo, cosa potrebbe succedere se ci si mettessero d'impegno?

La Roma passa ma la coperta è corta

La Roma approda agli ottavi, troverà ad aspettarla il Siviglia (una squadra che di questa manifestazione ne sa qualcosa) ma non sembra avere in mano il proprio destino. Contro i belgi del Gent (e non del Genk come pensava il social media manager del Napoli), ha stentato. Fortunati all'andata all'Olimpico dove strapparono una vittoria di misura, saldi al ritorno in Belgio dove Kluivert ha riacciuffato quasi immediatamente il vantaggio belga che avrebbe potuto mettere Fonseca nei guai. In ogni caso la Roma può fare di più, è una squadra molto migliore di quella scesa in campo ieri ma, come per l'Inter, sembra avere la testa da un'altra parte. La qualificazione alla Champions League in campionato è più che possibile, dovrà difendersi dall'Atalanta e probabilmente dal tornante Napoli, entrambe impegnate in Champions. Speriamo che i giallorossi non optino per un suicidio europeo per avere il vantaggio della competizione unica perché, con l'Arsenal eliminato, sulla carta, a contendere loro la coppa ci sono solo Inter e Manchester United.

Francesco Gucci

[29.2.2020 - 08:01]



Email Stampa Facebook Twitter Reddit LinkedIn Pinterest Mix Tumblr Bufferapp




RSS

© 2003/20 Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Napoli · P.Iva 03375800632 · Versione 4.2 · Privacy
Conforme agli standard XHTML 1.0 · CSS 3 · RSS 2.0