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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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Tennis

Indian Wells cancellato per Covid-19
Le reazioni dei big dell'ATP e della WTA


«Il Dipartimento della Salute della Contea di Riverside ha dichiarato lo stato di emergenza per la Valle di Coachella a seguito del primo caso di contagio da Covid-19. Per questo motivo, l'edizione 2020 del Master 1000 del Bank National Paribas Open non si svolgerà, allo scopo di garantire la sicurezza dei partecipanti e degli spettatori all'evento».

Un comunicato dai toni drammatici come drammatica è la misura adottata: il Master 1000 di Indian Wells, il primo torneo in stagione di questa caratura, il sesto evento più importante dell'anno tennistico dopo i quattro Slam e le Finals di novembre, è stato cancellato - sia in ottica ATP che in ottica WTA.

Risistemarlo nel calendario? Chissà. Il direttore del torneo californiano, Tommy Haas ha già espresso la sua volontà di provare a ricollocare l'evento in altra data. Eppure, a meno che non si proponga lo switch tra swing asiatico - in programma a ottobre - e Sunshine Double, la risoluzione del problema sembra tutt'altro che scontata. Del resto, la programmazione del tennis 2020 è già affollata causa Olimpiadi di Tokyo - a rischio cancellazione pure loro per la verità.

Quanto ai danni economici per l'omonima città di Indian Wells? Sarebbe meglio se fossero incalcolabili. Il sindaco Ty Peabody, però, ha già una stima chiara delle perdite per commercianti e albergatori. «Si tratta - ha dichiarato ai microfoni di Eurosport - di quasi 400 milioni di dollari in meno per tutta la zona».

A memoria d'uomo, è la prima volta in cui non si disputerà neanche un match nel deserto californiano. In altre due occasioni - nel 1980 per i tornei di singolare e di doppio maschili e nel 1991 per il torneo di doppio femminile - non si erano giocate solamente le finali di Indian Wells. L'annuncio, quindi, è di quelli destinati a destabilizzare l'ambiente. E infatti, subito dopo la cancellazione del torneo, in molti tra i grandi nomi dei circuiti ATP e WTA si sono espressi in merito. Alcuni con giudizio, altri con eccessiva superficialità.

Tra i primi a parlare, Rafa Nadal con un tweet da assennato membro del council board prima che da pluricampione Slam: «Probabilmente avete tutti sentito la notizia: Indian Wells è cancellato. Siamo qui e stiamo cercando di capire come comportarci adesso. Sono davvero triste per tutto ciò che sta succedendo nel mondo. Spero che presto arriveranno soluzioni dalle autorità. Cercate di stare al sicuro». Molto maturo anche il commento della quindicenne Coco Gauff, che ha affidato a Instagram il suo pensiero: «Sono tristissima per la notizia della cancellazione di Indian Wells. Ero contentissima all'idea di debuttare nel torneo, ma la sicurezza in questo momento è la priorità. Restate a casa».

Pur condividendo la necessità di rinviare il Master 1000 californiano, Diego Schwartzman, invece, non ha risparmiato una stoccata ai vertici del circuito, colpevoli, secondo il racconto dell'argentino, di non aver inviato alcuna comunicazione del rinvio ai tennisti. «Sarebbe il caso - ha twittato "il Peque" - che l'ATP avvisasse i suoi giocatori della sospensione del torneo prima di farli arrivare tutti sul posto. Scoprire una simile informazione tramite i social non è carino». Perplessità espresse, in chiave WTA, anche dalla belga Alison Van Uytvanch che, arrivata in America di corsa dopo la semifinale giocata a Lione, ha scoperto della cancellazione di Indian Wells ad atterraggio avvenuto. E chissà che non si riferisse a questi intoppi di comunicazione anche Alexander Zverev che, nel suo post su Instagram, aveva commentato la notizia con un laconico «senza parole», seguito da due faccine che si chiudono la bocca con una zip. Più diretta la sua collega Belinda Bencic che, in una Instastory, aveva raccontato ai suoi follower di aver saputo della cancellazione del torneo dopo un viaggio dalla Svizzera durato diciotto ore.

E che dire di Lorenzo Sonego, Stefano Travaglia e Gianluca Mager che, dopo aver giocato le fasi preliminari di Coppa Davis a Cagliari, tanto avevano faticato per ottenere il permesso di andare in America e che adesso rischiano di trovarsi bloccati in California per più di un mese? Quasi vien da pensare che Fabio Fognini, che aveva deciso di partire proprio a pochi giorni dall'inizio del torneo, sia stato fortunato. Chissà, però, se lo sarà ancora quando rischierà di perdere i 1000 punti della vittoria dello scorso anno a Montecarlo senza neanche poterli difendere - visto che la stagione sembra a rischio fino a metà aprile.

Se sono umane le reazioni di rabbia, istinto e forse anche paura di quei tennisti che si sono trovati catapultati nell'ignoto, meno comprensibili sono i "pensieri in libertà" di chi ancora sottovaluta le proporzioni dell'epidemia. Qualche esempio? L'ucraina Elina Svitolina ha twittato: «Non riesco a non pensare a tutte quelle persone che hanno perso i soldi dei biglietti con la cancellazione di Indian Wells». Accortasi della gaffe, ha poi rimediato in un successivo tweet: «Restate al sicuro». Chi, invece, proprio non vuol saperne di darsi un freno social è Alexander Bublik che ha commentato la notizia sul profilo Instagram dell'ATP Tour con un «unacceptable» davvero fuori luogo. Il kazako, che qualche settimana fa aveva candidamente ammesso di scendere in campo solo per i soldi, sicuramente starà già pensando a tutti i guadagni andati in fumo. Peccato che la salute valga molto di più.

Il premio per il commento più inopportuno, però, lo vince il giornalista del New York Times Ben Rothenberg. Non nuovo a gaffe, ha commentato così la cancellazione di Indian Wells: «Federer ha scelto il momento giusto per operarsi». Era ironico, indubbiamente. Ma - ne siamo più che sicuri - non ha riso nessuno.

Michela Curcio

[9.3.2020 - 20:05]



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