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Covid a Matera, il passo indietro
della Capitale della Cultura 2019

Giovani noncuranti delle indicazioni centrali giocano a basket su un playground a Matera (foto di Francesco Gucci)


I tempi da Capitale della Cultura sembrano ormai un ricordo sbiadito, eppure solo passati meno di 3 mesi dalla chiusura dell'anno più importante della storia di Matera. Però, come proverbio vuole, anno bisesto è anno funesto e l'emergenza sanitaria nazionale (e mondiale) che prende il nome di Covid-19, Coronavirus, non ha risparmiato nemmeno la città dei Sassi.

L'Italia, si sa, è sempre stato un Paese spaccato a metà, nord vs. sud, ricchi vs. poveri, destra vs. sinistra, juventini vs. antijuventini. Questo 2020, però, ci sta insegnando a spaccarci anche trasversalmente anche in vecchi contro giovani.

Il virus, che è democratico ma non troppo, colpisce tutti, ma sembrerebbe ucciderne solo alcuni, e tra questi i più deboli, gli immunodepressi, i pazienti pneumologici, gli anziani. I giovani subiscono conseguenze gravi solo con un quadro clinico preesistente difficile. Insomma, i giovani sono ancora invincibili, e i giovani materani non sono diversi da quelli di tutta Italia. A Milano e Napoli non si sono fermati gli aperitivi sui Navigli o ai Baretti e, per diversi giorni, in Liguria e in Sicilia si è andati addirittura al mare, a Matera... si gioca a basket.

Il delirio social dei 'boomer' ha attaccato senza quartiere il comportamento, sì, irresponsabile dei ragazzi della foto, ma loro rispondono con sufficienza. Chi vi scrive, in autoquarantena volontaria per evitare problemi ai parenti più anziani, nonostante non sia un adolescente, oggi, sarebbe andato volentieri su quello stesso campo a fare due tiri, ma non si può.

La città, al netto di questo e pochi altri casi (sempre a tema sportivo, tra l'altro), è vuota. Dalla finestra, affacciata sulla solitamente zeppa di turisti Via Fiorentini, non si vede nessuno, due preti che si affrettavano, quattro (non uno di più) turisti francesi spaesati, e la proprietaria di un bar che, armata di mascherina, ha chiuso anzitempo l'attività per mancanza di clienti.

Dobbiamo evitare gli assembramenti, qui ci stiamo riuscendo, il silenzio è surreale ma è la cosa giusta da fare, e dire che qui, durante lo scorso anno non si riusciva a camminare per strada tanta era la gente.

È una Matera nuova, ma in realtà è una Matera vecchia, quella che abbiamo vissuto per tutti gli anni '90 e il principio dei 2000, la Matera dei materani (e manco più di quelli), un posto silenzioso, vuoto che si può solo contemplare. Una cartolina.

Il Covid-19 sta cambiando le vite di tutti gli italiani, forse qui un po' di più, il turismo è una voce in meno nelle entrate di tutti, unico visitatore sgradito è la paura.

Francesco Gucci

[10.3.2020 - 17:09]



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