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Talenti tra paura e silenzio
Anche la Capitale accusa il Coronavirus

Un avviso di un negozio (foto di Bianca Damato)


Roma, quartiere Talenti. Per strada, quella strada che normalmente di pomeriggio è molto frequentata per l'elevata concentrazione di negozi, c'è poca gente,. Quelle poche persone che ci sono girano con la mascherina o usano la sciarpa per coprirsi naso e bocca. Abbiamo visto un signore dire a una ragazza che camminava a pochi metri da noi: «Copriti con un fazzoletto, che aspetti!».

La maggior parte dei negozi rimane aperta, ma quasi tutti sono vuoti. Alcuni passanti si fermano a salutare il commerciante di fiducia, ma da lontano, senza entrare nell'attività. Poi, ci sono quegli esercizi commerciali che scelgono di chiudere. Come quello di Massimo, proprietario di un negozio di casalinghi all'angolo della strada, che però per tranquillizzare i suoi fedeli clienti, lascia un biglietto: "Siamo tutti in buona salute, siamo rinchiusi solo in via precauzionale".

Oppure ci sono quei negozianti che si offrono di recapitare a casa i beni di prima necessità, pur di impedire alle persone di uscire. Basta chiamare e chiedere, d'altronde uniti e con l'aiuto reciproco possiamo sconfiggere il virus. La parola d'ordine è sempre una: rimanere a casa e limitare gli spostamenti solo per estrema necessità, come ha spiegato il premier Conte prima della firma del nuovo decreto, quello del 9 marzo, che ha esteso la zona a rischio all'intera Penisola.

A proposito di decreto, i negozi si sono adattati alle nuove direttive e continuano a servire i clienti dalle ore 6 alle ore 18, ma hanno rimosso i tavolini dove, solo qualche settimana fa, gruppi di amici e famigliole felici si accomodavano per chiacchierare e per godere dei primi sprazzi della primavera in anticipo.

In questo clima difficile, di difficoltà e spaesamento, non mancano quei furbetti e, diciamolo, incoscienti che a casa proprio non ci vogliono rimanere e approfittano della bella giornata per andare al parco a fare due tiri a pallacanestro, toccandosi e stando troppo vicini.

Un comportamento sconsiderato che fa parte di quell'insieme di abitudini presumibilmente responsabili dell'elevato numero di contagi in tutta Italia e della conseguente quarantena forzata. Finché ci saranno giovani che non capiranno la serietà della situazione continueremo a peggiorare. E lo avremo fatto con le nostre stesse mani.

Bianca Damato

[10.3.2020 - 18:17]



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