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Sposarsi ai tempi del Coronavirus
con Castellammare da cornice

Foto di rito da matrimonio alla Cassarmonica di Castellammare (foto di Titti Pentangelo)


Abito bianco e bouquet di fiori. Completo scuro e cravatta color avorio. Una classica coppia di sposi come se ne vedono a migliaia. Lo sfondo delle grandi occasioni a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, è sempre lo stesso: la Cassarmonica. Peccato solo che a lanciare il riso questa volta ci sia una sola persona, mentre un'altra a distanza si occupa di scattare qualche foto.

Il matrimonio ai tempi del coronavirus è così: la festa è rimandata chissà a quando. Impossibile riunirsi e festeggiare tutti insieme, qualsiasi assembramento è proibito. Eppure, come sempre, vedere dei ragazzi che coronano il loro sogno d'amore regala momenti di gioia. E in questi giorni difficili, molto probabilmente, lo è ancor di più.

Perché stare lontani dagli estranei è facile, mentre lo è di meno quando dobbiamo farlo con chi amiamo.

Per strada l'atmosfera è funerea. Alcuni passeggiano per la Villa Comunale, ma da soli o in piccoli gruppi. C'è chi fa attività fisica e chi passeggia con il cane, chi scruta l'orizzonte e fa qualche foto al paesaggio. Spesso lo diamo per scontato, ma quando siamo bloccati tra quattro mura ci rendiamo conto della sua ineguagliabile bellezza. Qualcuno gira con le mascherine, soprattutto anziani. Sono di poche parole, se chiedi come stanno rispondono laconici: "Adda passà 'a nuttat".

Di notti, però, ne devono passare ancora molte prima di tornare alla normalità, quella fatta di bar pieni e file fuori dai locali. Adesso le uniche code che si vedono in giro sono quelle all'esterno delle farmacie, sempre a debita distanza. "Sto aspettando il mio turno", dice il proprietario di una tabaccheria locale. "Se vuoi - aggiunge - ti portano le medicine a casa, ma visto che dopo devo comunque aprire il mio negozio mi conviene sbrigarmela di persona".

Le tabaccherie sono tra i pochi negozi che continuano strenuamente ad alzare le serrande. I ristoranti giapponesi sono stati tra i primi a cedere. Poi, è stato il turno di una vineria e di alcuni store d'abbigliamento. Di poche ore fa la notizia che chiuderanno anche i parrucchieri. Da Di Stefano&DiStefano i ragazzi stavano già lavorando con le mascherine, ma a quanto pare non basta. "Abbiamo avuto molte disdette, la gente è spaventata", dice il fratello del proprietario. Stessa sorte per i centri estetici e le spa, le palestre e i centri benessere. Un bel problema per una popolazione che fa della cura personale uno dei suoi mantra. E cosa dire dei tre cinema e delle varie rassegne teatrali: tutto posticipato. Chi ama questa città fatica a vederla così silenziosa. Qualcuno mormora affacciato al balcone, qualcun altro canticchia sottovoce mentre cammina svelto. Tempi duri per gli stabiesi: certi animi proprio non si possono spegnere.

Titti Pentangelo

[10.3.2020 - 18:42]



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