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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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L'epidemia

Francia, la formula "morbida" di Macron
con gli occhi puntati sull'Italia

Parigi (foto PxHere)


Se è vero che il Coronavirus ha strasticamente cambiato le nostre abitudini facendoci preoccupare soprattutto del nostro orticello, la situazione è ben diversa negli altri paesi europei, soprattutto in Francia. I nostri vicini d'Oltralpe hanno gli occhi ben puntati su di noi e, molto probabilmente, stanno calibrando le loro prossime mosse proprio in base alle misure da noi già adottate.

Questo fa pensare il discorso alla nazione del presidente Macron di ieri sera, quando ha chiesto ai cittadini francesi di limitare gli spostamenti e di rimanere il più possibile a casa. Lunedì chiuderanno le scuole e le università, ma intanto nessuno stop ai mezzi pubblici e alle elezioni per i sindaci. Domenica si voterà per il primo turno, mentre non è sicuro che si svolgerà anche il ballottaggio, domenica 22 marzo.

"Noi ci siamo messe in quarantena da sole", dicono tre studentesse Erasmus italiane, Alessia Miranda (21 anni), Elena Vaccaro (21) e Linda Vitale (21). "Qui - aggiunge Alessia - nessuno sembra curarsi minimamente del problema e tutti continuano a uscire e a comportarsi normalmente. Macron sta rimandando la quarantena per via delle elezioni (le municipali, ndr) e degli interessi economici". "Soltanto noi Erasmus siamo spaventati", continua Linda. "I treni sono pieni, tranne un campus della Sorbona (alla facoltà di scienze umane c'è stato il primo professore positivo, ndr) le università sono aperte, le mascherine vengono vendute solo su prescrizione medica".

Come confermato dalle ragazze, fino ad ora l'approccio francese è stato decisamente morbido: scuole aperte in gran parte del paese, solo qualche limitazione tra cui il divieto di organizzare eventi e manifestazioni con più di mille persone e la scelta di far continuare il campionato di calcio a porte chiuse. Eppure, il numero di contagiati cresce sempre di più: 2.281 casi e 48 vittime. Proprio per questo, secondo Francesco Nappi (21 anni), un altro studente italiano in Erasmus, Macron sarà costretto a prendere misure sempre più stringenti: "L'amuchina e le mascherine iniziano a terminare. Anche se la gente sembra continuare a comportarsi normalmente qualcosa è cambiato. Contenere il contagio non basta, bisogna limitare alcune attività collettive".

In una circostanza normale, tutta l'attenzione sarebbe stata puntata solo sulle Municipali di domenica, ma al momento le circostanze sono ben al di là dell'ordinario. Anche se il Governo ha deciso di non bloccare le elezioni, la campagna elettorale è stata a dir poco surreale, con tanto di comizi annullati e candidati impossibilitati a fare il classico porta a porta. Tra le tre donne che si sfideranno domenica per la guida di Parigi c'è anche Agnès Buzyn, sostituita proprio per via delle elezioni alla guida del Ministero della Salute da Olivier Véran che, in vari interventi pubblici, ha spiegato le misure messe in atto per ritardare il picco epidemico. Prima le restrizioni nei confronti di chi rientrava dalla Cina e dal Nord Italia, poi la chiusura delle scuole nelle zone focolaio, a Morbihan, in Bretagna, e in Alta Savoia. E, ora, bisognerà vedere cosa cambierà la prossima settimana.

Titti Pentangelo

[13.3.2020 - 15:03]



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