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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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Zona rossa

L'Italia che si scopre
unita e solidale


«Le luci accese nelle case degli altri di sera, come un presepe. Le finestre aperte e le voci che si dicono cose. La signora del quinto che non avevo mai visto, con i capelli bianchi, seduta in balcone, che mi saluta. Il cielo più pulito e le stelle più chiare. I fiori che se ne fregano». Comincia così il messaggio di Arianna, ragazza calabrese che si è messa a disposizione di chi ha bisogno di medicine o spesa nel suo condominio. Come lei, tanti fuorisede, famiglie e ragazzi coscienziosi. A raccontare queste storie, Concita De Gregorio nell'articolo che apre l'edizione di oggi de La Repubblica.

Il viaggio in un'Italia che si blinda per contrastare il coronavirus comincia forzatamente dal palazzo in cui abita la stessa De Gregorio. «Non conosco - ammette quasi colpevole - quasi nessuno in questo alveare di palazzine che contiene forse duecento famiglie, ma non ci conosciamo, abbiamo orari diversi, abbiamo fretta, abbiamo da fare, le vite corrono». La solidarietà, però, non ha confini e gli esempi di speranza sono diversi. Valeria, a Torino: «Cari condomini, se qualcuno di voi dovesse avere bisogno di aiuto nel fare la spesa, lasciate qui il vostro contatto, mi metto a disposizione per esservi di aiuto per quello che posso». E ancora, la famiglia Caramazza: «Se avete bisogno potete lasciare qui il vostro elenco». Ma anche Roberto, Jacopo, la diciassettenne Elisa e Daniela di Roma, che ha avuto l'idea di improvvisare una piccola biblioteca nell'atrio del suo palazzo.

Per la De Gregorio, queste storie sanciscono il riscatto del condominio che smette di essere luogo-incubo per antonomasia. Il coronavirus ha spazzato via le riunioni infinite con gli amministratori e gli appuntamenti sempre disertati. I vicini non sono più rissosi, vendicativi e logorroici.

«Nel primo giorno - prosegue la giornalista - in cui tutti, in tutta Italia siamo trasformati in eremiti domestici, il riscatto del condominio entra nel mio personale elenco di cose belle». E come il condominio, anche il web diventa un posto più salubre e meno cattivo.

«La mia amica Francesca - racconta la De Gregorio - ha postato la fiaba di Pezzettino. Pezzettino non sa chi è, pensa di essere il pezzo smarrito di una cosa più grande. Ma nessuno ha perso un pezzo. Un giorno Pezzettino inciampa e si rompe in tanti piccoli pezzi più piccoli. Così: siamo tutti fatti di tanti piccoli pezzi e bisogna aver cura di ogni tessera perché l'insieme stia in piedi».

E non importa che i post sui social non siano perfetti, perché la bellezza sta nell'essere insieme e nell'essere positivi. «Gli artisti - dice la giornalista - stanno a casa e mandano online le loro dirette: musica, poesie, libri letti, consigli. Sono storte, sporche, non sono all'altezza delle loro performance patinate - le luci, l'audio, è tutto fuori sincrono e fuori fuoco, l'inquadratura è sbagliata - ma sono bellissime». C'è tempo anche per riscoprire l'amore, per chiedersi se, dopo tanti anni, i sentimenti sono ancora gli stessi e per ricordare che amare vuol dire saper accettare l'assenza. E, soprattutto, la quarantena ci obbliga a non fondare il benessere sul maggior bisogno altrui. «Le consegne di cibo a domicilio - continua - sono consentite. Ma se io resto a casa perché dovrei far venire qualcuno con la pizza anziché farmela da solo?»

Il coronavirus, quindi, restituisce l'immagine di un'Italia più che mai unita. Anche perché, in una situazione così estrema, chi fa del sarcasmo un'arma per sdrammatizzare è inopportuno e fuori luogo. «Seguo - dice la De Gregorio - chat divertentissime dove ci si dispera per le conseguenze della clausura. Facendo due torte al giorno, con le palestre chiuse, diventeremo obesi. Senza parrucchiere per la ricrescita, senza estetista per le unghie e i peli, arriveremo all'estate obesi e pelosi. Ma tutti insieme». E conclude: «Irene fa le mascherine a Gallipoli. Ne cuce trecento al giorno e le regala a chi ha bisogno. E voi, campioni del cinismo, come state?»

Michela Curcio

[13.3.2020 - 16:27]



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