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Buon compleanno

I 60 anni di Luciano Ligabue
Dalla musica all'esperienza da regista


Buon compleanno, Elvis. O, per meglio dire, buon compleanno Luciano. Ligabue, il "Liga" per gli amici del Bar Mario, ha compiuto 60 anni. Li avrebbe festeggiati con un tour per tutta Europa, che avrebbe preso il via in Olanda. Il coronavirus, però, non risparmia neanche la musica. Così, per rivedere in concerto il rocker più famoso di Italia si dovrà aspettare almeno il 12 settembre, quando alla RCF Arena di Reggio Emilia andrà in scena - si spera - il live-evento 30 anni in un giorno.

Una carriera, quella di Ligabue, tutt'altro che da predestinato. Nonostante i numerosi riconoscimenti per la sua musica - tra cui spiccano due Targhe Tenco e un Premio Tenco - quella del frontman di Correggio è davvero Una vita da Mediano. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla sua passione, infatti, Luciano lavora come bracciante agricolo e operaio metalmeccanico, quindi come ragioniere, promoter e persino calciatore nelle serie inferiori. E anche quando, nel 1988, sembra che i suoi Sogni di Rock'n roll siano finalmente destinati ad avverarsi, Ligabue scopre - ma forse in fondo lo sapeva già - che il successo va conquistato e protetto. Nel 1993 il suo terzo album, Sopravvissuti e Sopravviventi, non viene apprezzato dalla critica, nonostante gli accorgimenti tecnici e la più elevata qualità di registrazione delle canzoni. Forse qualcuno aveva già pensato di mettere "il Liga" via. Ma in fondo - come canta lui stesso - i consigli vanno messi via, «perché a sbagliare sono bravissimo da me». Due anni dopo arriva la vera svolta di produzione: un rock americano e Leggero nel sound, ma poetico nei testi. Per Ligabue, Certe notti cominciano a passare e non è solo Neil Young ad aver capito chi è. Sono soprattutto i giovanissimi, quelli che, nel 1999, lo spediranno a Dublino, agli MTV Music Awards, a cantare sul palco L'odore del Sesso. Nel frattempo, i successi di Il mio nome è mai più e Miss Mondo 99, album nei quali, però, il Liga terribile comincia a crescere, è disilluso ed è costretto a interrogarsi su ciò che gli succede intorno. Il suo matrimonio con Donatella Messori naufraga e anche se Ligabue continua a sostenere che L'amore conta, non è detto che lo pensi davvero. «Io e te - canta - ci siam tolti le voglie. Ognuno ha i suoi sbagli. È un peccato per quelle promesse oneste ma grosse». A dargli speranza, invece, sono i suoi figli. A Lorenzo dedica Da adesso in poi, per dirgli soprattutto che «vale la pena vivere».

E proprio per fare in modo che valga la pena vivere, o meglio per trovare nuovi stimoli, negli anni Ligabue si reinventa regista e scrittore. Due esempi su tutti: nel suo primo film, Radiofreccia (1998), ai classici del suo repertorio come Ho perso le parole e Metti in circolo il tuo amore, si accompagnano brani di David Bovie, Iggy Pop e Lou Reed, ma soprattutto Bob Dylan e Neil Young. Nel suo terzo libro Lettere d'amore in frigo (2008), invece, il rocker di Correggio tira fuori il suo lato più intimistico. Su tutte, la poesia Un amore pronto a sudare è un elogio ai sentimenti travolgenti, un invito a vivere la passione senza paura. «Un amore - scrive il "Liga" - che comincia d'estate si è perso la primavera, ma non lo si vedrà mai pensare all'autunno imminente».

E 60 anni non sono di certo un autunno. Anzi. Tanti auguri, Luciano, con la speranza di tornare a Ballare sul mondo, Urlando contro il cielo, insieme ai fan, in quella Campovolo che è diventata casa.

Michela Curcio

[14.3.2020 - 07:49]



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