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Stati Uniti

L'emergenza sanitaria
al centro delle primarie dem


È stato un dibattito particolare quello della scorsa notte a Washington tra Joe Biden e Bernie Sandars, i due superstiti alle primarie democratiche negli Stati Uniti. Particolare perché per la prima volta - causa emergenza coronavirus - si è svolto senza pubblico. E perché è stato quasi completamente incentrato sull'emergenza sanitaria a cui gli Stati Uniti dovranno rispondere nelle prossime settimane.

Biden e Sanders contro Donald Trump

La prima parte del dibattito tra i due candidati dem alla Casa Bianca è stata dedicata all'emergenza coronavirus. Joe e Bernie si sono trovati d'accordo sull'inadeguata risposta alla crisi da parte del presidente Trump, che prima ha minimizzato per poi tornare sui suoi passi.

Le differenze, però, sono venute fuori quando i due hanno parlato delle loro ipotetiche soluzioni. Il senatore del Vermont ha puntato tutto sul suo cavallo di battaglia: una riforma della sanità che garantirebbe l'accesso alle cure a tutti i cittadini americani e in maniera gratuita per i meno abbienti. «Questo è il modello in vigore in paesi come l'Italia, dove non è servito a risolvere il problema», ha prontamente risposto l'ex vicepresidente di Obama. La riforma di Sanders - ha spiegato Biden - costerebbe una cifra spropositata e non risolverebbe il problema. La risposta alternativa sarebbe un investimento in miliardi di dollari per prevenire il contagio e, allo stesso tempo, curare i malati costruendo nuovi ospedali.

Matrimoni gay e sovvenzioni alle banche dividono i candidati dem

Nella seconda parte del dibattito televisivo - il primo a due dopo il ritiro degli altri candidati - c'è stato spazio per altri temi. Sanders ha attaccato Biden sulla posizione troppo conservativa sui matrimoni gay e sulle sovvenzioni a banche e imprese da parte dell'amministrazione Obama dopo la crisi finanziaria del 2008. Ma l'ex vice di Obama ha rimarcato di essere stato il primo politico del suo livello ad aver preso una posizione favorevole nei confronti delle unioni omosessuali e ha poi difeso le scelte di politica economica dell'era Obama senza le quali, ha detto, il Paese sarebbe andato in bancarotta.

Domani ultimo banco di prova per Sanders

Ora tutti gli occhi sono puntati a domani quando gli elettori dem di Florida, Ohio, Illinos e Arizona saranno chiamati alle urne per scegliere lo sfidante democratico a Donald Trump. I sondaggi della vigilia danno nettamente favorito Joe Biden. Se i pronostici dovessero confermarsi sarà difficile per Sanders proseguire la sua corsa alla nomination. Perché la distanza tra i due - in termini di delegati -sarebbe ormai troppo larga e perché i vertici del partito democratico (che sostengono Biden) stanno spingendo per una chiusura anticipata della campagna elettorale per concentrarsi sull'emergenza coronavirus e parlare con una voce sola. Perché l'obiettivo comune resta sconfiggere Donald Trump alle elezioni presidenziali del prossimo novembre.

Mario Messina

[16.3.2020 - 19:59]



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