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Il sindacalista

Sciacca: "Tra i tassisti c'è angoscia"
Mascherine con carta da forno e paura

Il presidente del SILT Angelo Sciacca


«Se devo sintetizzare in una parola il sentimento comune dei tassisti in questi giorni userei la parola angoscia». Angelo Sciacca, presidente del Sindacato Italiano Libero Trasporti parla a nome di tutta la categoria dei tassisti, tra coloro che sono chiamati a lavorare a contatto col pubblico nonostante i divieti e le raccomandazioni di restare a casa. «Noi tassisti - spiega Sciacca - siamo servizio pubblico non di linea quindi continuiamo a svolgere le nostre funzioni e lo facciamo nella consapevolezza di poter diventare vettore del virus a causa di un lavoro che ci costringe in un ambiente, quale è l'abitacolo dell'auto, nel quale è difficile proteggersi. Ho notizie di diversi tassisti infettati dal coronavirus. Non possiamo dire con certezza che il contagio sia avvenuto in auto ma nemmeno possiamo escluderlo. C'è davvero tanta paura».

Sciacca: «Mancano le mascherine. Le facciamo con la carta da forno»

«Noi seguiamo alla lettera le regole - spiega a Inchiostro il presidente Sciacca - compresa quella che impone di viaggiare con un solo passeggero ma il problema è un altro: la mancanza totale di linee guida. Per esempio sui protocolli di sanificazione. Siamo d'accordo sul fatto che dobbiamo sanificare le nostre auto. Ma quanto spesso? In che modo? Nessuno si è preoccupato di spiegarci queste cose». E poi c'è la questione mascherine. «Quelle non si trovano - ci spiega - mentre dovrebbero essere rese disponibili a chi come noi è a contatto con il pubblico. Per questo ci siamo attrezzati e tramite i nostri canali di comunicazione interna abbiamo pubblicato dei tutorial in cui viene spiegato come costruire mascherine con la carta da forno e abbiamo diffuso la ricetta ufficiale dell'Organizzazione mondiale della sanità per creare il disinfettante in casa per chi non lo trovasse sul mercato. Ma sempre stando attenti a utilizzare solo canali di informazione ufficiali e credibili e evitando in ogni modo di diffondere fake news».

Una soluzione potrebbe essere quella di installare delle paratie che separino gli autisti dal passeggero. In una lettera inviata al presidente del Consiglio dei Ministri e ai ministeri di Trasporti, Salute e Sviluppo Economico, il presidente Angelo Sciacca ha trattato la questione. «Per gli operatori del settore taxi - ha scritto - servono aiuti concreti a tutela della salute sia del passeggero sia dell'autista. I due milioni di euro previsti nel DL per l'acquisto delle paratie sono un'elemosina fatta senza dignità. La sicurezza degli operatori non è merce di scambio».

Sciacca: «Nonostante la crisi, raccogliamo fondi per il Cotugno»

E poi c'è il danno economico. Perché se è vero che i tassisti continuano a svolgere il loro lavoro è vero anche che manca la clientela e molti sono costretti a restare a casa. Il Comune di Napoli, per esempio, ha deciso di dimezzare i turni durante la giornata. «Se non l'avesse fatto sarebbe stato lo stesso - ci spiega Sciacca - perché le persone hanno paura di prendere il taxi. Preferiscono noleggiare una macchina, piuttosto. Il tassista tipicamente lavora alla giornata dunque questa emergenza coronavirus sta mettendo in seria difficoltà molti di noi». Nonostante tutto, però, anche i tassisti napoletani hanno voluto partecipare attivamente alla raccolta fondi per gli ospedali. «Noi tassisti - spiega Sciacca - vogliamo fare la nostra parte e su Napoli abbiamo avviato una campagna di crowdfunding per l'ospedale Cotugno».

Mario Messina

[19.3.2020 - 18:12]



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