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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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L'epidemia

Chiusura totale e inviti alla gentilezza
La Nuova Zelanda ha battuto il Covid

La premier neozelandese Jacinda Ardern


La Nuova Zelanda ha sconfitto il coronavirus. "Abbiamo vinto la battaglia contro il covid" ha annunciato ieri in conferenza stampa la premier neozelandese Jacinda Ardern. I contagi sono calati da settimane, ieri si è verificato un solo nuovo caso, rendendo la Nuova Zelanda un esempio da seguire nella lotta contro il coronavirus. D'altronde i numeri parlano da soli: il totale dei casi confermati nel Paese, al momento, è pari a 1122, mentre i guariti dall'inizio della pandemia sono 1180, i morti sono 19. Certo, il numero esiguo di abitanti e la conformazione della Nuova Zelanda - due isole principali e tante piccole isole minori - ha reso più contenibile la diffusione del contagio. Il tutto però è stato accompagnato da una strategia ben studiata, messa a punto dal governo della Ardern.

Il piano del governo per limitare i casi di covid-19

La strategia, che si è rivelata vincente, non si è basata né sul contenimento del contagio, né sull'immunità di gregge, bensì sul blocco immediato e totale della Nuova Zelanda, in modo da debellare rapidamente il virus. il governo della Ardern ha giocato d'anticipo, bloccando i viaggi da e per la Cina già a inizio febbraio, chiudendo le frontiere a metà marzo, imponendo l'obbligo di quarantena per chi rientrava nel Paese. In aggiunta, nella fase iniziale del contagio, quando i casi erano solo un centinaio, la premier ha imposto un lockdown totale. Una strategia molto produttiva che ha permesso alla curva di contagi di avvicinarsi allo zero in sole due settimane. E nonostante i buoni risultati iniziali le misure restrittive non sono state allentate nemmeno nel periodo di Pasqua, per evitare nuovi possibili focolai. Questo metodo di eliminazione del virus, ben diverso da quello adottato in Europa per contenere il diffondersi del contagio, è diventato oggetto di studio. Tuttavia, nonostante i risultati, la premier Ardern ha nuovamente invitato i cittadini alla cautela.

Fine del lockdown in Nuova Zelanda

Nonostante il successo del piano della Ardern e i numeri di contagio così bassi, l'allentamento delle restrizioni, che partirà domani, sarà comunque molto limitato. Da domani ripartiranno le aziende manifatturiere e del settore delle costruzioni, mantenendo le dovute accortezze. Riapriranno poi alcuni negozi e sarà possibile ritirare cibo da asporto, mentre le scuole saranno fisicamente aperte per i bambini fino ai 10 anni che non possono essere seguiti dai genitori, nonostante il governo abbia comunque invitato tutti a limitare al minimo gli spostamenti. Infatti continueranno a esserci restrizioni sugli spostamenti: si potrà uscire solo per lavorare, fare attività motoria o altre esigenze essenziali e rimarranno chiusi musei, ristoranti, piscine e palestre e sarà incentivato il più possibile lo smart working. Per evitare confusione il quotidiano New Zealand Herald ha pubblicato un vademecum con tutte le indicazioni necessarie, rispondendo alle domande più frequenti dei lettori.

La strategia comunicativa del governo neozelandese

La pandemia di coronavirus ha, di fatto, aumentato il tasso di gradimento già elevato di Jacinda Ardern all'interno del Paese. A essere centrale nella sua strategia è stata la comunicazione: innanzitutto la premier e tutti i ministri hanno deciso di tagliare del 20% i propri stipendi per sei mesi, soldi che sono stati investiti per combattere la crisi da coronavirus. Poi la Ardern ha tenuto, per tutto il periodo di lockdown, delle dirette sul suo profilo Facebook, per rassicurare i cittadini e ascoltare le loro preoccupazioni e ha fatto tappezzare le strade di tutto il Paese con cartelli in cui si invitava la popolazione a mostrarsi calma e gentile verso gli altri.

Bianca Damato

[27.4.2020 - 17:35]



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