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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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L'appello

Le scuole guida sull'orlo del collasso
chiedono di riaprire per esami teorici


«In tutta Italia siamo 7mila. In Campania poco più di mille. Siamo tutti sull'orlo del collasso». L'allarme arriva da Pino Russo, coordinatore Regionale per la Campania della Confarca, la confederazione che rappresenta scuole guida, scuole nautiche, studi di consulenza e centri di revisione italiani. «Alle scuole guida è stato vietato di svolgere le attività didattiche come la preparazione agli esami teorici e pratici e sono stati sospesi tutti gli esami, quindi niente incassi e solo spese», è la denuncia del coordinatore Russo che lancia un appello al governo per la ripresa immediata delle attività.

In tutto il paese sono circa 30mila gli addetti - tra proprietari e dipendenti - di uno dei settori più colpiti dall'emergenza coronavirus con spese molto elevate. «Prima di tutto ci sono i canoni di locazione - spiega Pino Russo - ma poi bisogna aggiungere le assicurazioni e i bolli di un parco veicolare che va dai ciclomotori agli autotreni. In Campania già si hanno le prime notizie di attività chiuse perché non sono riuscite in questi mesi a pagare le spese ingenti. E chissà quante altre decideranno di non riaprire quando tutto questo sarà finito».

«Gli imprenditori che rappresento - assicura Pino Russo - sono ben consapevoli, come noi tutti, dei pericoli legati all'epidemia. Per questo non diciamo assolutamente che bisogna riaprire tutto e subito, ma avere degli spiragli di luce, cominciare ad indicare delle date certe di ripartenza, programmare esami, riavviare anche in modo progressivo le attività degli uffici pubblici, ovviamente con tutte le misure di protezione anti-contagio».

Le proposte non mancano. A partire dagli esami teorici per il conseguimento delle patenti di guida e per le patenti nautiche. «Solo per questo periodo emergenziale - spiega Russo - abbiamo chiesto di effettuarli presso le nostre sedi, anche se si dovessero svolgere in forma cartacea, così come fatti per oltre 40 anni, in maniera da evitare gli assembramenti mattutini in Motorizzazione».

Poi ci sono i centri di revisione a cui è stato concesso di stare aperti ma con un provvedimento di proroga fino al 31 ottobre. «Questa decisione - spiega Russo - ha fatto sì che il lavoro si sia completamente azzerato, nessuno più revisiona la propria auto con conseguente possibile pericolo per la sicurezza stradale. Bisogna rivedere immediatamente la norma di proroga e stabilire un termine per poter effettuare la revisione del veicolo di 30 giorni dopo la fine del periodo dello stato di emergenza».

Mario Messina

[1.5.2020 - 18:11]



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