InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Libertà di stampa

Giornata mondiale dedicata
al giornalismo senza paure o favoritismi


«Anche in tempi di pandemia, la Giornata mondiale della libertà di stampa deve essere celebrata. L'appuntamento del 3 maggio è l'occasione per accendere i riflettori su quelle parti del mondo in cui i giornalisti sono perseguitati e percepiti come nemici del popolo e della democrazia». È il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, ad annunciare l'edizione 2020 della Giornata mondiale della libertà di stampa, proclamata nel 1993 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite su raccomandazione della Conferenza generale dell'Unesco. Due anni prima, infatti, dal 29 aprile al 3 maggio aveva avuto luogo il seminario Unesco per promuovere l'indipendenza e il pluralismo della stampa africana da cui ebbe origine la "dichiarazione di Windhoek" che afferma i principi in difesa della libertà di stampa, del pluralismo e dell'indipendenza dei media come elementi fondamentali per la difesa della democrazia e il rispetto dei diritti umani.

Una giornata che ha per obiettivo proprio quello di informare i cittadini sulle violazioni della libertà di espressione che avvengono in moltissimi Paesi. «Situazioni - afferma Lorusso - più diffuse di quanto si pensi, nonostante l'emergenza sanitaria mondiale abbia confermato quanto importante ed essenziale sia l'informazione libera e professionale nella formazione di un'opinione pubblica consapevole».

GIORNALISMO SENZA PAURE

Tema dell'edizione 2020 è il "Giornalismo senza paure o favoritismi" ma la giornata sarà inoltre occasione per discutere della sicurezza degli operatori dei media nello svolgimento del proprio lavoro, dell'indipendenza del giornalismo dalle influenze politiche ed economiche e dell'uguaglianza di genere nei media. Diversi gli eventi digitali ad accesso libero promossi dall'Unesco per l'occasione, tra questi la Difference Day Conference e diversi seminari sul tema della lotta alla disinformazione.

IL BAVAGLIO UNGHERESE

Quest'anno, in particolare i riflettori si accendono sulla delicata situazione dei colleghi che in Ungheria «stanno subendo - spiega Lorusso - un vero e proprio bavaglio di Stato. I pieni poteri consentono di fatto al presidente Orban di regolare i conti con la stampa, da sempre considerata nemica, e con quei settori della società civile che hanno a più riprese stigmatizzato la deriva illiberale e autoritaria del Paese. Il caso ungherese riguarda tutti i giornalisti europei. E non soltanto per mero spirito di solidarietà. Il bavaglio di Orban è affare nostro perché il suo è un modello al quale guardano con interesse e favore altri Paesi europei. Dalla Polonia all'area balcanica. Senza dimenticare l'Italia. Dove c'è chi sogna di emulare Orban e gli attacchi alla libera stampa, i tagli e le minacce ai cronisti sono fenomeni sempre attuali». Dalle 11 alle 12 avrà luogo un tweet storm per ribadire #NoBavaglioUngherese.

«Le minacce alla libertà di stampa sono minacce al diritto dei cittadini ad essere informati», ribadisce la Federazione Europea dei Giornalisti (Efj) rilanciando le testimonianze di giornaliste e giornalisti che in tutto il mondo lottano per una stampa libera, ribadendo l'importanza vitale di fornire ai cittadini informazioni veritiere, verificate, imparziali. «Restrizioni ai media, chiusure di giornali, controllo sulle aziende del servizio pubblico, precarietà e insicurezza delle condizioni di lavoro, intimidazioni e violenze contro i lavoratori dell'informazione sono - continua l'Efj - alcuni dei molti modi di comprimere la libertà di stampa proprio mentre la pandemia di Covid-19 sta minacciando le nostre vite e l'intera economia globale. In questo momento i giornalisti e il giornalismo di qualità sono essenziali. Di fronte a una pandemia globale, il diritto dell'opinione pubblica a conoscere è più importante che mai per proteggere la nostra vita e quella degli altri e per rispondere al meglio a una crisi economica imminente».

IL PREMIO UNESCO PER LA LIBERTÀ DI STAMPA

Insignita per l'edizione 2020, del "premio UNESCO/Guillermo Cano per la libertà di stampa", la giornalista colombiana Jineth Bedoya Lima. Redattrice del quotidiano di Bogotà El Spectator e autrice di un'inchiesta investigativa a puntate su un traffico d'armi tra un gruppo di paramilitari e alcuni funzionari governativi, il 25 maggio di 20 anni fa venne attirata con la scusa di un'intervista ad un funzionario nel carcere di Modello dove fu rapita, torturata e violentata da tre uomini, condannati solo molti anni dopo. Complici e mandanti rimasero impuniti. Continua il suo impegno come vicedirettrice di El Tiempo e come giornalista investigativa ma anche con il movimento da lei fondato "No es hora de callar" (Non è più tempo di tacere) che ha spinto centinaia di donne sudamericane a denunciare le violenze subite.

Valentina Ersilia Matrascia

[3.5.2020 - 08:12]



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