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Ieri e oggi

Una pantera nel Sannio
L'inizio di una rivoluzione?


Sogno o realtà? La provincia di Benevento sarebbe sotto scacco di una pantera che, dagli inizi di maggio, lascia le sue tracce nel territorio sannita. Finora, dopo i ritrovamenti di alcune carcasse di animali a Torrecuso, è scattato il tam tam dei cittadini di tutto il Beneventano per presunti avvistamenti. Gli ultimi, proprio di oggi, sarebbero stati a Pietrelcina dove due persone avrebbero incontrato, intorno alle sette di mattina, il felino durante una passeggiata. Solo due giorni fa altri avvistamenti nel territorio di Pesco Sannita, confinante con il borgo d'origine di Padre Pio.

Foto e video girati da lontano ma nessuna certezza per il momento. In queste ore i carabinieri e i vigili stanno tappezzando il territorio per cercare qualche traccia della pantera, e, negli scorsi giorni, la popolazione ha raccontato anche di elicotteri che sorvolavano le zone degli avvistamenti. Oltre agli spostamenti del felino, però, c'è anche la corsa alle congetture sulla presenza dell'animale simbolo di libertà. Secondo alcuni, infatti, la pantera si aggirerebbe nella zona compresa fra Pesco e Pietrelcina a causa della presenza di altri felini simili all'interno dello Zoo delle Maitine, proprio a Pesco Sannita.

Per il momento, i vari sindaci hanno invitato la popolazione a non fare passeggiate in aree isolate, rispedendo, dunque, gli abitanti in un parziale lockdown, dopo le chiusure a causa del Covid-19.

Già il 3 maggio, dopo i primi avvistamenti, anche il sindaco di Benevento Clemente Mastella aveva lanciato via social un appello a seguito dell'allarme lanciato nella zona stadio del capoluogo di provincia: "Pare sia stata segnalata una pantera, o animale non domestico, dalle parti dello stadio, andando per la Fondovalle Sabato e nelle aree boschive. Perciò state attenti. Controllate i bambini nelle uscite - ha continuato il sindaco su Facebook - e segnalate eventuali uccisioni di animali domestici. Insomma, prestate attenzione. Sulle tracce - ha concluso - ci sono carabinieri, forestale e polizia, che ringrazio, però attenti".

Insomma, tutto sembrerebbe riportare la pantera alla realtà, invece che a semplici suggestioni, ma, del felino per il momento non c'è nessuna traccia.

In attesa della cattura dell'animale, però, un salto temporale di 31 anni indietro ci riporta a Roma, quando l'avvistamento di una pantera divenne lo spunto per l'organizzazione degli studenti universitari nel gruppo delle pantere. Era il 1989 quando gli studenti dell'università di Palermo occuparono, partendo da Lettere, le facoltà per opporsi alla riforma proposta dal ministro Ruberti.

La protesta, partita dalla Sicilia, riscosse successo anche nel resto d'Italia, soprattutto a Roma e presto vennero organizzate assemblee e momenti di discussione fra gli studenti. Il 27 dicembre, poi, una pantera venne avvistata nella capitale. L'avvistamento venne confermato anche dalle forze dell'ordine. Da questo evento prese spunto il movimento studentesco delle pantere, che fino alla primavera dell'anno successivo portò alla mobilitazione degli atenei italiani. La pantera, quindi, diventa il simbolo, come era già stato negli Stati Uniti, di lotta con lo slogan "La pantera siamo noi".

Aldilà dei risvolti storici, da quella esperienza nacque l'Unione degli studenti e la pantera si affermò come simbolo contemporaneo di chi non abbassa la testa e fa sentire la propria voce. Un appello che, in qualche modo, dovrebbe essere ripreso anche dalle zone rurali, troppe volte abbandonate e inermi davanti alla minaccia della "pantera" di turno.

Elvira Iadanza

[14.5.2020 - 17:05]



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