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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

L'iniziativa

Pensare alla didattica post Covid-19
Al via "Vogliamo fare scuola"


«La scuola ideale è quella che riesce a valorizzare la creatività, la diversità e il libero pensiero di uno studente. Durante la didattica a distanza, ho compreso ancora di più che il "voto" è importante, ma è ancora più essenziale ciò che si riesce poi a realizzare concretamente nella vita». Non ha dubbi Elias Noris Andrés Suarez, maturando del Liceo delle Scienze Umane di Rende "M. T. De Vincenti": le lezioni virtuali funzionano meglio se anche gli alunni vengono coinvolti nella discussione delle strategie di insegnamento.

D'altronde, in tempi di coronavirus, chi altri se non i "nativi digitali" sanno cogliere in anticipo la sfida di ripensare la scuola? Nasce da questa esigenza la campagna nazionale della FIDAE (Federazione degli Istituti di Attività Educative) dal titolo "Vogliamo fare scuola". Emblematico lo slogan dell'iniziativa: «Vogliamo fare scuola, vogliamo farla in sicurezza, vogliamo rimanere in autentica relazione nonostante l'emergenza COVID-19».

Obiettivo del progetto è disegnare un percorso di collaborazione tra scuole pubbliche e private in vista dell'auspicata riapertura delle aule a settembre. «Sono state - racconta la presidente nazionale Virginia Kaladich - settimane laboriose, durante le quali il corpo docenti delle scuole paritarie si è preoccupato di rimotivare studenti e famiglie al valore dell'istruzione».

Alla conferenza stampa/webinar introduttivo di "Vogliamo fare scuola", tenutasi sulla piattaforma Gotomeeting e in diretta YouTube, hanno aderito oltre tremila partecipanti dalla Calabria tra docenti, studenti e famiglie. Numeri che hanno inorgoglito la presidente regionale, suor Maria Ausilia Chiellino: «La scuola cattolica italiana - ha detto - sta dimostrando forza comunicativa e voglia di esserci sempre e comunque, durante la DAD d'emergenza, cercando di vivere l'esperienza COVID-19 come una risorsa che possa spingerci verso il salto di qualità attraverso una relazione costante con gli allievi. Bisogna vivere questi giorni non come un "ostacolo", ma come una leva per ripensare il futuro del sistema d'istruzione paritario e statale insieme». E prosegue: «La scuola che sogniamo deve essere in grado di misurarsi con le grandi sfide della tutela dell'ambiente, della cultura digitale, dell'intelligenza connettiva e dell'empatia».

In questo contesto, quindi, il docente non deve essere un tuttologo o un surrogato umano di internet, ma ha il duplice e impegnativo compito di costruire una comunità di futuri cittadini e di indirizzarli alla scoperta dei loro talenti. Un'esigenza evidentemente condivisa anche dagli stessi studenti. «Abbiamo bisogno - spiega ancora Elias Suarez - di una scuola che, seppure in "rete", sia veramente per tutti e che non appiattisca il nostro spirito critico. Il periodo che stiamo affrontando è molto duro, ma conserveremo per sempre gli insegnamenti ricevuti in questi giorni di fuoco».

Michela Curcio

[15.5.2020 - 13:56]



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