InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

ATP Ginevra

Gli amarcord svizzeri negli ultimi anni
Wawrinka e Zverev i vincitori eccellenti


Prima un torneo del calendario Grand Prix, poi il declassamento a Challenger, infine, nel 2015, il ritorno nel circuito maggiore. L'ATP 250 di Ginevra negli ultimi cinque anni è spesso stato il banco di prova per quei big che, delusi dalle loro performance nei Master 1000 di Montecarlo, Madrid e Roma, avevano bisogno di ritrovare fiducia prima del Roland Garros. Si spiegano così i vincitori eccellenti come Stan Wawrinka - campione nel 2016 e nel 2017 - e Sascha Zverev.

La dodicesima tappa del viaggio di Inchiostro tra gli amarcord dei tornei di tennis cancellati per Covid-19 ci porta quindi in Svizzera.

ATP 250 Ginevra - 2015

La finale: Thomaz Bellucci b. Joao Sousa 7-6, 6-4

Pronti, via a Ginevra: Bellucci cerca un titolo nel circuito maggiore che gli manca dal 2012, Sousa sogna il secondo acuto dopo il trionfo a Kuala Lumpur. Il brasiliano esordisce eliminando in rimonta la testa di serie numero 7 Baghdatis, poi la sua marcia subisce una temporanea battuta d'arresto nel secondo set dei quarti di finale contro Ramos Vinolas, che gli rifila un 6-1. Il portoghese, invece, rischia tantissimo contro Andujar al quale annulla ben quattro match point e fatica in semifinale contro Delbonis, giustiziere di Wawrinka. In finale, la scelta di Bellucci di forzare la battuta - chiuderà il match con quattro ace e cinque doppi falli - si rivela rischiosa, ma vincente. Sousa comunque non molla: annulla tre set point nel primo set e si porta sopra 4-3 e break a favore nel secondo parziale. Un game perso da 40-0, però, lo trascina verso la sconfitta.

Le curiosità:

1) Cilic-Rublev, match da wild card di lusso.

Cilic è un neo-vincitore Slam, Rublev ha appena diciotto anni. Il moscovita si presenta prendendosi un break a 15, volando 6-4 in 28 minuti e offrendo all'avversario la prima palla break sul 3-4 del secondo set. Si va al tiebreak, Rublev ha un match point ma non lo sfrutta. In quel momento all'incoscienza subentra la paura e Cilic se ne accorge. I due si re-incontreranno dopo quattro anni: nel Master 1000 di Miami e nell'ATP 250 di Mosca: entrambe le volte vincerà il russo.

2) Un tabellone mai così cosmopolita.

Ci sono un taiwanese, un ceco, due argentini, quattro russi, due austriaci, un francese, un bosniaco, due brasiliani, un portoghese, un cipriota, un serbo, un uzbeko, due spagnoli, un australiano, due tedeschi, un lituano, un colombiano, un finlandese, un croato e, dulcis in fundo, uno svizzero. Non è una barzelletta, è la composizione del players field a Ginevra.

ATP 250 Ginevra - 2016

La finale: Stanislas Wawrinka b. Marin Cilic 6-4, 7-6

Se questa fosse stata la finale di uno Slam, nessuno si sarebbe stupito. Wawrinka si prepara a difendere il titolo al Roland Garros, ma non vuole rinunciare a una tappa in casa. Cilic, invece, è a ridosso della top ten, nonostante un 2016 deludente. Lo svizzero rifila un doppio 6-1 a Ramos Vinolas e lascia quattro giochi a Carreno Busta, poi perde un set in semifinale contro Rosol. Il croato fa meglio e arriva all'atto conclusivo del torneo senza aver mai perso un parziale. In una sfida tra due che fanno della forza il marchio di fabbrica, stranamente non si vede strapotere al servizio: sono cinque gli ace per Wawrinka, quattro per Cilic. Questo non significa che gli scambi siano fin da subito prolungati. La finale sale di livello a fine primo set, quando l'elvetico si conquista il set point con un dritto da lustrarsi gli occhi. Poi, nel secondo parziale è pioggia di palle break spesso sprecate per colpa della fretta. Il croato va a servire per il secondo parziale, ha la palla per portarsi al terzo set, ma subisce il controbreak. Il tiebreak si fa drammatico: Cilic si procura un altro set point con il dritto e paga un nastro sfortunato, ha altre quattro occasioni di aggiudicarsi il parziale, ma non ci riesce. Infine, sul 12-11 spara fuori il dritto. Una grande beffa.

Le curiosità:

1) Cilic-Ferrer, la semifinale stellare.

Prima della sconfitta contro Wawrinka, Cilic dà vita a una semifinale di lusso contro Ferrer, alla ricerca del suo primo titolo in stagione dopo i cinque successi nel 2015. Lo spagnolo si porta avanti nel primo parziale, ma paga qualche doppio fallo di troppo. Canovaccio simile nel secondo parziale, quando il croato gli recupera l'immediato break di vantaggio tra il settimo e l'ottavo gioco. Il livello resta alto per una semifinale di un ATP 250.

2) Isner, l'assente tra i primi quattro.

Cilic e Ferrer sfruttano le wild card concesse dagli organizzatori e danno vita a una semifinale di alto livello, mentre il top seed Wawrinka fa il suo dovere contro Rosol. Ma dov'è la quarta testa di serie? Bisogna chiederlo proprio a Rosol che aveva battuto in rimonta all'esordio Isner. L'americano non concede neanche una palla break, ma si squaglia al tiebreak, specialmente nel parziale decisivo, quando subisce un sanguinoso mini-break sul 5-6. Sono i dettagli a tradirlo.

ATP 250 Ginevra - 2017

La finale: Stanislas Wawrinka b. Mischa Zverev 4-6, 6-3, 6-3

A sfidarsi sono un triplo vincitore Slam e detentore del titolo e lo Zverev meno famoso. Wawrinka rischia solo contro Querrey, al quale recupera un set e un break. Mischa, invece, partito dalle qualificazioni, rimonta un set a Haase, neutralizza le bordate di Isner e, in semifinale, gioca una maratona contro Nishikori. In finale il tedesco parte meglio: si salva dal 40-0 nel secondo gioco ed esce bene dalla combinazione break, controbreak e nuovo break tra il terzo e il quinto game del primo set. Poi, però, a inizio secondo set, Wawrinka si caccia dai guai impedendo a Zverev Sr di salire 1-0 grazie a tre servizi vincenti. I serve and volley del teutonico si fanno più timorosi, i rovesci in slice danno meno fastidio e i recuperi da fondocampo si spengono fuori. Mischa dovrà aspettare il 2018 per il primo titolo nel circuito maggiore, sull'erba a Eastbourne.

Le curiosità:

1) Anderson-Nishikori, prove di 2018 da top ten.

A Ginevra Anderson prova a riprendere slancio dopo le discrete prestazioni a Roma, Nishikori vuole consolidare la sua posizione in top ten. Nonostante i quattordici ace a zero, il sudafricano spreca tre match point nel nono gioco del terzo set. Poi, nel successivo tiebreak, tocca a Kei non chiudere la partita alla prima occasione utile. Nei mesi successivi Anderson centrerà la prima finale Slam in carriera agli US Open, Nishikori uscirà dalla top ten a causa di un infortunio. Nel 2018, però, si concederanno la rivincita sull'Arthur Ashe.

2) Lorenzi e Marcora: l'Italia che non ha fortuna in Svizzera.

Nel 2017 l'Italia torna nella Ginevra 2.0. Lorenzi è la testa di serie numero 7 in un tabellone che include Wawrinka, Nishikori e Isner. Marcora, invece, è alla sua prima partecipazione in un torneo del circuito maggiore, dopo aver superato le qualificazioni. Per entrambi la Svizzera si rivela indigesta: il romano pesca l'insidioso Kevin Anderson e perde in due equilibrati set. Il varesino non può nulla contro Kukushkin, che gli rifila un doppio 6-2.

ATP 250 Ginevra - 2018

La finale: Marton Fucsovics b. Peter Gojowczyk 6-2, 6-2

La finale meno equilibrata nella storia recente del torneo serve a Fucsovics per vincere il suo primo titolo nel circuito maggiore a 26 anni. L'ungherese perde l'unico set del suo torneo in semifinale contro Johnson, al quale è costretto a rimontare anche un break di vantaggio nel secondo parziale. Prima, però, si permette di rifilare un bagel al campione uscente Wawrinka. Dall'altro lato del tabellone Gojowczyk non ha vita facile: all'esordio ha bisogno di tre set e due tiebreak per avere la meglio su Karlovic, poi elimina tre teste di serie: Ferrer (la numero 4), Seppi (la numero 7) e Fognini (la numero 2). In finale il tedesco - fino a quel momento un rullo compressore al servizio, con 40 ace in tutto il torneo - è tradito dall'emozione. Highlights in negativo, una lunghissima risposta di dritto sul secondo set point nel primo set e un doppio fallo e una volee ciabattata fuori nel sanguinoso quinto gioco del secondo parziale. Fucsovics ringrazia.

Le curiosità:

1) La mesta abdicazione di Wawrinka

L'infortunio al ginocchio costringe Wawrinka ad abdicare a Ginevra. Lo svizzero, numero 25 del ranking grazie alla finale dell'anno prima al Roland Garros, non trova in Donaldson un test probante. Quando, però, sulla sua strada arriva il ciclone Fucsovics, il match diventa mesto. Un solo ace, una palla break vinta su otto, un bagel subito nel secondo set. E dire che Stan era salito 2-0 nel primo set.

2) Cecchinato, l'ultimo torneo prima della gloria.

A Ginevra Cecchinato è in tabellone per meriti di ranking, ma non è una testa di serie e il sorteggio gli regala un derby con Seppi, numero 7 del seeding. Derby nel quale il palermitano non si dimostra solido mentalmente, perdendo, nel primo set, sei giochi consecutivi dal 5-1 a suo favore. Poi, però, al Roland Garros Marco si spinge fino alla semifinale, battendo, tra gli altri, l'ex numero 1 Djokovic e non sfigurando neanche contro Thiem. Momenti di gloria che arrivano da Parigi.

ATP 250 Ginevra - 2019

La finale: Alexander Zverev b. Nicholas Jarry 6-3, 3-6, 7-6

Chi, a 22 anni, dopo due stagioni di successi, non punterebbe i piedi fino all'ultimo pensando: "io non torno indietro"? Quando Sascha Zverev, però, si accorge di aver raccolto un terzo turno, un quarto di finale e un secondo turno nei Master 1000 di Montecarlo, Madrid e Roma, è costretto a rivalutare le sue prospettive prima del Roland Garros. Già il modo in cui il tedesco entra in tabellone a Ginevra è cervellotico. Fognini gli fa un favore ritirandosi, anche Medvedev dà forfait e Sascha si ritrova in main draw per effetto di "una sostituzione d'emergenza". Non che dia buoni segnali. Esordio easy con un demotivato Gulbis a parte, gli servono due ore e mezza a testa sia per battere Dellien che Delbonis - incredibile il vantaggio di 5-2 sprecato nel primo set contro l'argentino. In finale contro Jarry, Zverev è terrorizzato a scendere a rete, inanella doppi falli - saranno otto a fine partita - spreca un vantaggio di 6-3 nel tiebreak decisivo e deve annullare due championship point, ma il cileno gli dà una mano con una volee e un dritto a rete così insensati che il tedesco quasi non esulta per i due errori. Uno psicodramma tra pioggia e paura, ma a lieto fine.

Le curiosità:

1) Dimitrov, il "qualificato".

Com'è possibile che quindici mesi dopo il trionfo alle ATP Finals, Dimitrov debba superare le qualificazioni per reclamare un posto nel tabellone di un torneo di categoria 250? Il bulgaro è costretto a scaldare i motori contro Husler e Fabbiano. Accreditatosi, però, come il qualificato che nessuno vuol pescare, spreca un vantaggio di 6-1 contro Delbonis. Qualcuno ha già parlato della "maledizione del maestro"?

2) Garin-Jarry, il derby cileno mancato.

Chissà che Jarry non desiderasse giocarsi la semifinale con il connazionale Garin. Sono quasi coetanei ed entrambi si sentono a proprio agio sulla terra rossa. Il pronostico sorride a Christian, che ha già vinto due titoli ATP a Houston e a Monaco di Baviera. A Ginevra, però, l'inerzia sembra essere dalla parte di Nicolas. Il dubbio, però, non si chiarirà mai e a Garin non riuscirà la rimonta contro il giapponese Daniel.

Michela Curcio

[19.5.2020 - 16:37]



Email Stampa Facebook Twitter Reddit LinkedIn Pinterest Mix Tumblr Bufferapp




RSS

© 2003/20 Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Napoli · P.Iva 03375800632 · Versione 4.2 · Privacy
Conforme agli standard XHTML 1.0 · CSS 3 · RSS 2.0