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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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ATP Lione

Gli amarcord francesi dal 2017
Tsonga e Paire profeti in patria


Bentornato, Lione! Dopo una pausa di sette anni, dal 2017 il tennis è tornato nella città francese famosa per la buona cucina e gli antichi insediamenti romani. Il torneo, però, non ha mantenuto la stessa denominazione. L'Open Sud de France - questo il nome dell'evento fino al 2010 - non è mai stato cancellato dal calendario, ma è stato semplicemente spostato di slot (è stato anticipato da maggio a febbraio) e di location, trasferendosi a Montpellier. L'ATP 250 di Lione, quindi, è un torneo nuovo di zecca, come suggerisce l'intestazione: Open Parc Auvergne-Rhone-Alpes Lyon.

La tredicesima tappa del viaggio di Inchiostro tra gli amarcord dei tornei di tennis cancellati per Covid-19 ci porta in Francia.

ATP 250 Lione - 2017

La finale: Jo Wilfried Tsonga b. Tomas Berdych 7-5, 7-6

Pronti, via: a Lione va in scena una finale tra due che sono stati finalisti Slam (Tsonga agli Australian Open nel 2008, Berdych a Wimbledon nel 2010). Il francese, reduce da un 2017 nel quale ha già vinto un ATP 500 (a Rotterdam) e un ATP 250 (a Marsiglia), fatica a trovare il ritmo contro l'argentino Berlocq, al quale nel primo set recupera inutilmente uno svantaggio di 2-5, per poi riuscire nella rimonta nei due successivi parziali. Il bagel a Khachanov sembra promettere bene, ma in semifinale contro Basilashvili il transalpino è di nuovo chiamato a una maratona, culminata con un 6-1 al terzo set. Dall'altra parte del tabellone, il ceco ha qualche problema nel secondo set contro Chung, al quale deve recuperare un break sullo 0-2 prima e sull'1-3 poi, ma poi rifila un 6-0 a Simon e ha la meglio sul top seed Raonic in due tiebreak, annullando due set point nel primo parziale e neutralizzando i 17 ace del canadese. La finale scorre veloce tra servizi dominanti - Tsonga porterà a casa il 93% di punti con la prima - e scambi brevi. Unico sussulto, i due set point mancati da Berdych nel primo set. Se ne avesse sfruttato uno, forse la partita si sarebbe accesa anche in risposta.

Le curiosità:

1) Berdych-Chung, Kicker-Kyrgios, Edmund-Simon, Elias-Del Potro: match speculari.

Cosa hanno in comune Berdych, Kyrgios, Simon e Del Potro? Sono quattro teste di serie che hanno avuto la fortuna di incontrare un qualificato al secondo turno dell'edizione inaugurale dell'ATP 250 di Lione. Non tutti riescono a sfruttare l'occasione: se con Chung il ceco rischia solo tra il secondo e il quinto gioco del secondo set e il transalpino, pur soffrendo, riesce a rimontare un parziale di svantaggio a Edmund, l'australiano si squaglia contro Kicker e l'argentino a sorpresa non è lucido contro Elias. Non sempre le premesse del ranking vengono rispettate.

2) L'intruso Basilashvili.

Di sabato rimasero in quattro: Raonic (testa di serie numero 1), Tsonga (testa di serie numero 2), Berdych (testa di serie numero 3) e Basilashvili, non accreditato tra i primi otto del torneo. Il georgiano, comunque, non sfigura: all'esordio tiene a bada le velleità di un rampante Coric, al quale deve annullare sette match point nel secondo set, poi rifila un doppio 6-4 a Seppi e lascia quattro giochi a Kicker. In semifinale i rimpianti sono per le sei palle break non concretizzate nelle prime fasi del match con Tsonga. Nonostante il tentativo di rimonta nel secondo parziale, infatti, il 6-1 di esperienza con cui il transalpino si tira fuori dai guai non stupisce nessuno.

ATP 250 Lione - 2018

La finale: Dominic Thiem b. Gilles Simon 3-6, 7-6, 6-1

Chi poteva essere l'unico vincitore non francese a Lione se non il principe della terra rossa Thiem? Simon, invece, fallisce nell'impresa di completare la tripletta blu-bianca-rossa nell'albo d'oro del torneo. Il transalpino approfitta delle eliminazioni di Isner e Monfils, battendo agevolmente il qualificato Samper-Montana e lucky loser De Loore. Poi è chiamato alla rimonta contro Kukushkin - con tanto di tiebreak del terzo set caratterizzato da nove mini-break su dodici punti giocati - ed elimina in semifinale il britannico Norrie, annullando due set point nel secondo parziale. Il top seed Domi, invece, soffre più di quanto pronosticato e perde un set sia con Garcia Lopez nei quarti di finale che con Lajovic in semifinale, mostrando preoccupanti amnesie nei momenti chiave dei due match. La finale - l'unica nella storia del torneo protrattasi fino al terzo parziale - sembra indirizzata sponda Nizza. Thiem sparacchia fuori un facile rovescio nel sesto gioco del primo set e consegna un facile break al suo avversario che, di nuovo, sale in vantaggio anche a inizio del secondo parziale, complice un altro errore di misura con il dritto di Domi. Poi, però, qualcosa in Simon si inceppa: prima la palla break sull'0-1, poi le tre sul 2-3. Alla fine l'austriaco lo agguanta sul 3-4, sfruttando un pretenzioso tentativo del transalpino di cercare il rovescio lungolinea. L'inerzia cambia: i colpi di Thiem - improvvisamente più coraggioso nel cercare la via della rete - pizzicano le righe, quelli del suo avversario si spengono di molto fuori dal perimetro di gioco. Chi ha spento la televisione alla fine del primo set non avrebbe potuto pronosticare la rimonta.

Le curiosità:

1) Isner, testa di serie sola e triste.

La testa di serie numero 4 Chung si ritira, complici i problemi fisici che gli stanno rovinando il 2018, il numero 8 del tabellone Millman dà forfait e la testa di serie numero 6 Monfils viene subito sconfitta in rimonta da Marterer: così John Isner si ritrova solo e felice in una parte bassa del tabellone costellata di lucky loser e di avversari non irresistibili. L'americano, però, viene sconfitto all'esordio dal moldavo Albot, nonostante i 22 ace messi a segno contro i cinque doppi falli dell'avversario. Mai occasione fu più mancata.

2) Cosa succede a Jack Sock?

C'è chi ha chiuso gli occhi sul flop agli Australian Open, c'è chi lo ha giustificato per aver vinto appena due partite nei tornei del Sunshine Double, c'è chi lo ha perdonato per le performance sotto le aspettative nei Master 1000 di Madrid e Roma, perché la terra rossa non è la sua specialità. Ma a Lione, dopo aver sprecato l'ennesimo percorso agevolato dal ranking, perdendo all'esordio dal connazionale Fritz, è il momento di chiedersi: cosa succede a Jack Sock? Per il nativo di Lincoln, che aveva chiuso il 2017 vincendo il Master 1000 di Parigi Bercy, la crisi si aggraverà: sarà eliminato al primo turno al Roland Garros, a Wimbledon, a Toronto, Cincinnati e Shanghai. Poi, nel 2019, non vincerà neanche un incontro in singolare e perderà tutti i suoi punti ATP.

ATP 250 Lione - 2019

La finale: Benoit Paire b. Felix Auger-Aliassime 6-4, 6-3

A Rio De Janeiro Auger-Aliassime catapultato da wild card alla sua prima finale nel circuito maggiore - tra l'altro in un ATP 500 - era stato tradito dall'esperienza. Anche a Lione, però, FAA non causa problemi al padrone di casa Paire. Il transalpino si complica la vita all'esordio con McDonald: 16 ace, ma anche dodici doppi falli, un controbreak subito sul 5-4 del secondo set e un set point mancato, ma poi il 6-1 nel parziale decisivo. Contro Cuevas i blackout restano sotto controllo, ma contro uno Shapovalov alla ricerca del suo primo titolo tra i grandi, il match resta in bilico fino al 5-4 del tiebreak nel terzo set. Dall'altro lato del tabellone Auger-Aliassime, gioca da favorito: parte da testa di serie numero 4, salva cinque palle break su cinque contro Millman, supera Johnson in tre set e rimonta un parziale al top seed Basilashvili, arrivando in finale con 33 ace messi a segno in tutto. A tradire il canadese a un passo dal traguardo sono i doppi falli: quattro contro i due del suo avversario. Sia nel primo che nel secondo set FAA concede palle break tre volte su cinque turni di servizio. Un po' troppe occasioni persino per l'eclettico Paire. Auger-Aliassime continuerà a sbagliare in finale: nell'ATP 250 di Stoccarda (giugno 2019), nell'ATP 500 di Rotterdam e nell'ATP 250 di Marsiglia (febbraio 2020).

Le curiosità:

1) Shapovalov-Humbert, prove di Next Gen ATP Finals?

La passione per il pianoforte di Humbert contro i tentativi di "rappare" in pubblico di Shapovalov: due metafore dei loro stili di gioco. A Lione al secondo turno il canadese è alla ricerca del suo primo titolo nel circuito maggiore, il transalpino vuole ben figurare in casa. I due finiscono per equivalersi nelle statistiche: cinque doppi falli a testa, tredici ace distribuiti a metà (6 Humbert, 7 Shapovalov), esattamente la metà delle palle break vinte su quelle avute a disposizione (5 su 10). Dopo due ore e un quarto ha la meglio "Shapo", ma la rivincita alle Next Gen ATP Finals non ci sarà perché il canadese darà forfait.

2) Lo strapotere francese in tabellone.

Dall'alto al basso del tabellone: il lucky loser Lamasine che rifila un bagel a Sinner, le prove di ritorno di Tsonga che usufruisce del protected ranking, il derby Chardy-Herbert, l'istrionico Paire, il Next Gen Humbert, l'esperto Gasquet e la wild card Moutet. Complici gli scherzi del sorteggio, c'è soltanto un match di secondo turno che non vede una presenza francese: quello tra il futuro finalista Auger-Aliassime e l'australiano Millman. 7 su 16 è una buona percentuale per sperare che il titolo finisca nel palmares di un transalpino.

Michela Curcio

[19.5.2020 - 16:36]



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