InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Il romanzo postumo

Arriva "Riccardino"
l'ultimo Montalbano


Un romanzo che nasce postumo per precisa volontà dell'autore. Il "Riccardino" di Andrea Camilleri, l'ultimo romanzo dell'amatissima saga del commissario Montalbano, arriva in libreria il 16 luglio prossimo.

A un anno esatto dalla sua morte, avvenuta il 17 luglio 2019, il 'padre' del commissario di Vigata torna in libreria con un manoscritto custodito, per la casa editrice Sellerio, da Elvira Sellerio che lo ricevette direttamente dallo scrittore nel 2006 a una condizione: «Dovrà essere tirato fuori quando l'Alzheimer per me sarà irreversibile. Intanto, con le facoltà di intendere e di volere intatte, mi diverto a inventare nuove storie», come rivelato dallo stesso scrittore in un'intervista a "La Repubblica". Leggenda vuole che Elvira Sellerio avesse conservato un tesoro tanto prezioso in cassaforte, ma a smentire fu proprio lo scrittore di Porto Empedocle. «Lei lo mise in un cassetto della casa editrice e da qui è nata la leggenda che fosse in cassaforte. Ora lo ho rivisto, si chiama "Riccardino"», raccontò Camilleri durante l'incontro con Marino Sinibaldi nel dicembre 2017 in occasione della fiera libraria Più libri più liberi. Riccardino, un titolo provvisorio diventato poi definitivo.

Da qualche giorno sul sito della casa editrice è già disponibile il primo capitolo del romanzo letto da Antonio Manzini in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino Extra. Anche nell'"ultimo Montalbano" l'ironia rimane il segno distintivo dello stile dello scrittore. Buone notizie per gli affezionati lettori e spettatori del commissario più noto d'Italia: «Montalbano non morirà, nessuna autopsia. Ma non potrà sbucare da nessuna altra parte. Se ne andrà, sparirà senza morire!», parola di Andrea Camilleri. Del resto, «ci voleva una trovata alla Montalbano per fargli abbandonare la scena».

Montalbano non muore ma raddoppia: il commissario, infatti, che già dalle prime pagine troviamo alle prese con i bilanci della vita, s'incontra o per meglio dire si scontra con il suo alter ego letterario e televisivo. Da quando ha raccontato una delle sue indagini a "un tale Camilleri, uno scrittore locale" e una "gran camurria d'uomo" che ne aveva fatto un romanzo, deve fare i conti con la fastidiosa popolarità del suo alter ego che "non gli assomiglia ed è di 15 anni più giovane". Se quel primo libro non aveva avuto successo, "siccome in Italia leggono quattro gatti", i successivi, scritti in una "lingua bastarda", avevano invece avuto un successo enorme, anche all'estero, tanto da arrivare in tv e "ora tutti lo acconoscevano e lo scambiavano per quell'altro".

Una trovata tutta pirandelliana che mette nelle stesse pagine Montalbano, Zingaretti e Camilleri. Per fortuna, al suo ritorno in commissariato, ad aspettarlo c'è il fidato Catarella con una notizia: ha chiamato "il professore Cavilleri". "Camilleri", lo corregge il commissario prima di dargli un messaggio: "Digli che non ci sono".

Valentina Ersilia Matrascia

[22.5.2020 - 18:23]



Email Stampa Facebook Twitter Reddit LinkedIn Pinterest Mix Tumblr Bufferapp




RSS

© 2003/20 Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Napoli · P.Iva 03375800632 · Versione 4.2 · Privacy
Conforme agli standard XHTML 1.0 · CSS 3 · RSS 2.0